IL CIELO SOPRA BERLINO…..(parte 4)

… immaginare di essere il baby-sitter di casa ROHRWACHER… mah…!!

CRISTO SANTO!!

.è vero, a volte mi faccio prendere dalla fantasia… cosa positiva, direbbe la signora Giannina, mia maestra elementare. Appunto… ELEMENTARE!! Il problema, però, mi si presenta in tutta la sua gravità, quando, ad esempio, durante un semplice controllo della stradale, l’agente verifica la patente e dice… “siamo un pesce d’aprile eh?” (e fin qua tutto bene, quella è la mia data di nascita, ma non è mica colpa mia.). Le volte che però aggiunge anche l’anno di nascita, il sottoscritto piomba nel triste vortice della realtà e drammaticamente ricorda che, consapevole o no, ormai veleggia sulla quarantina. (o meglio, NAUFRAGA) e che forse, sarebbe tempo di iniziare a pensionare certe fantasie e tentare di essere un esempio sano per la JENA che a casa stara’ sicuramente guardando RAI YOYO in groppa al cavallo a dondolo.

Proprio in giornate simil-casa ROHARWACHER, lo stolto sente una vibrazione che lo porta a guardare verso l’alto, dove, una patologica nuvola nera, spinta dal vento, si avvicina roteando e si ferma proprio lì…sopra la sua testa pronta a dargli scacco matto e a riportarlo nel mondo reale.

Fortuna che Berlino è una città dove sono più le cose che ti possono succedere che quelle che puoi inventare.

ESEMPIO: Maury è a casa che collauda la tenuta di strada della polacca e ne approfitto per una passeggiata a Postdamer Platz, zona fulcro della Berlinale.

Prima cosa sconvolgente, mentre sto per attraversare il cordone di persone che sono in coda per acquistare un biglietto di quello che è rimasto da vedere, incrocio uno sguardo familiare (nessuna star del cinema stavolta)…. cazzo! Una mia vicina di casa. (quando la chiamo ha sempre un sacco di impegni, ma stavolta, finalmente, riusciamo a berci un caffè assieme…. spero, per il prossimo tamarindo, di non essere costretto ad arrivare fino a DUBLINO). Chiacchieriamo, camminiamo e ci salutiamo. (e il tutto in rima… cosa difficilissima!!) La mia passeggiata da turista prosegue lenta e curiosa, mi porta ad avvicinarmi ad un cinema dove, dalla calca assiepata all’ingresso, stanno sicuramente dando la prima di non so che cosa… c’è gente, casino, e tento la sortita. Come un pistolero in un film di SERGIO LEONE, tolgo la sicura alla fondina, e accarezzo piano piano il grilletto della mia CASIO XLIM. Sono tirato come una corda di violino e pronto a tutto, i nervi della mascella e delle tempie iniziano a muoversi nervosamente per i fatti loro. Devo mantenere il sangue freddo.

Non faccio in tempo a chiedere chi stanno aspettando, che la folla davanti a me inizia ad urlare ed a sventolare fogli bianchi. Se non è isteria collettiva, né una resa di gruppo, qualcuno più conosciuto di me sta uscendo dal portone principale. Mi fiondo in mezzo alla folla senza motivo concreto, riesco ad infilarmi, sono quasi al bordo del Red Carpet, che davanti a me compare, bellissima e come sui giornali, talleur scuro, capelli che una tromba d’aria non scompiglierebbe, scarpa marroncina col tacco…ANGELINA JOLIE.. (la pensavo più alta, però!). In mezzo al turbinio di persone urlanti, estraggo da vero cowboy la mia precisissima CASIO, sposto il grilletto ed inizio a sparare tra la folla, come lo studente di un college americano.

BERLINALE

Vengo sbalzato un po’ dappertutto. Sembra di “pogare”. Buona parte dei colpi, schizzano sopra le teste dei miei vicini che non smettono di saltare ed urlare.

Un ragazzo finisce a terra ed inizia a darmi lezione di bestemmie in lingua prussiana, un’altra rompe un tacco, mi vola addosso e quasi ci fidanziamo.

Il tutto dura davvero poco, un po’ come un terremoto, grande caos, tutti che urlano in modo sconclusionato e miss decimo grado della scala RICHTER che spinta dai bodyguard, sale su una mercedes nera fiammante (perchè si dice fiammante…boh!) e scompare.

BERLINALE 2012

In pochi istanti, la zona Red carpet si svuota e rimango quasi solo.

A breve vengo colto da tristezza immotivata e pervaso da una sorte di malinconia che mi costringe a rimanere fermo lì, immobile come uno stoccafisso e con un gusto di amaro in bocca che non è Jeghermeister. Cerco di mettere a frutto le 2 cazzate che ho acquisito dopo svariati anni di psicoterapia, andati pressochè a vuoto, e tento di guardarmi dentro, rischiando il torcicollo. C’è un buio incredibile ma insisto…una fiammella dal fondo sembra iniziare a fare il suo dovere e piano piano mi rendo conto che… SIII… è normale avere questa sensazione….E’ NORMALISSIMA… a me, di Angelina…non me ne frega assolutamente un cazzo… non ho visto nessuno dei suoi film e quello che so’ devo averlo letto dal barbiere poco prima di sentirmi in colpa.

Insomma, un bell’esempio di psicologia collettiva, problema della folla e della sua incalzane ascesa…. qualcuno parte con grande entusiasmo, innesca un’aspettativa e la massa va con lui (vedi Mr B. in Italia). Sempre più persone si uniscono, ed chi, come me in questo caso, non ne vorrebbe sapere, si sente coinvolto e pronto a tutto pur di seguire il gruppo, anche se non ne conosce la direzione nè le intenzioni. In pochi secondi, la mia mente passa da Angelina Joliè ad Adolf Hitler, (siamo anche a Berlino) e mi vengono in mente i nazisti, le stragi, i campi di concentramento, i rastrellamenti e tutte le vittime della shoa. Un forte senso di colpa inizia ad impossessarsi di me.

La cosa mi turba non poco. Sconvolto e colpevole, cammino guardandomi le spalle, entro in un bar ed ancora in preda ai sintomi del fanatismo di massa, ordino, come tutti, uno schifosissimo beverone di latte macchiato da passeggio e cerco di allontanarmi dal luogo della strage facendo perdere le mie tracce…

. devo dire alla STRIZZA, la prossima settimana, che riprendere in mano il senso di colpa, non sarebbe del tutto fuori luogo….

to be continued….

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