MAGIONE SWEET MAGIONE….

Credo che il rapporto che si ha con una nuova abitazione, possa avere similitudini con l’incontro di una nuova donna. Levatevi dalla testa qualsiasi riferimento di tipo sessuale!! (anche perchè dubito che carezzerei la porta per 15 minuti prima di infilarvi le chiavi….)

Immagino che questa teoria, vista da una signorina, risulterebbe contrapposta, ma essendo io, un ma-schietto (persona di sesso maschile che “dice” senza giri di parole) mi baserò sulla “sensibilità” di ometto.

Dunque: ti viene presentata, per un po’ la guardi da lontano, la studi e quando decidi che quella sarà la tua, prendi il coraggio, e se ce la fai a caricartelo sulle spalle, cerchi la mossa meno goffa per fare il primo passo.

…forse tale similitudine non calza a pennello, mi rendo conto, ma sta di fatto che, come le unioni tra esseri umani, anche l’appartamento, all’apparenza piacevole e misterioso, possa nascondere delle insidie che ti si svelano piano piano.

Nel caso della donna, parlando da ma-schietto, non mi riferisco ad esempi tipo: CELLULITE. Sappiatelo care signorine, se non ce lo faceste notare continuamente, puntando una lampada come durante un interrogatorio del commissario MAIGRET, e non urlaste a pieni polmoni “parlaaaa!!…parlaaaa!!! Dov’eri fino all’estate del 2008,,!!…chi sono i tuoi complici?…gli alcoolici??… la frittura??..” dubito che ne conosceremmo l’ esistenza. Lo stesso dicasi per i peli superflui che notiamo solo se rasati da un paio di giorni, e dove i piu’ intraprendenti di NOI, con il vizio del fumo e dopo il rapporto, ne approfittano con NON SCHALANGE, per strofinarci sopra dei fiammiferi.

La casa in questione, quindi, a parte di fatto di essere situata al 7 piano, si presentava (eggià… parlo al passato… qualcosa vorrà pur dire) luminosa e gradevole, ma le volte che aprivo la finestra per guardare giù, o mi sporgevo dal terrazzo, percepivo uno strano invito al tuffo nel vuoto.

Devo aver letto da qualche parte, che guardando verso il basso da un’altezza elevata, possa capitare di percepire una sensazione strana, una vocina suadente, che senza giri di parole, ti invita a farti risucchiare dal marciapiede…una vocina che capisci non essere quella della coscienza perchè, a differenza di quest’ultima, l’altra, ridacchia tenendosi la mano in bocca e poi fischietta.

Non bastasse questa esortazione al suicidio, non un grande stimolo all’inizio di un rapporto, seppur abitativo, le brutte sorprese, come tra uomo e donna, possono manifestarsi gia’ durante la prima notte insieme..

Avevo preparato tutto con estrema cura, dalla lampada gialla IKEA a ricarica solare, alle lenzuola di colore verde, (trattandosi di un letto, più che mai di speranza) ed ai guanciali rosso Stella di Natale. Cerco, quindi, di individuare la condizione psicofisica migliore per iniziare questo mio, immagino, lungo periodo da single.

Condisco il tutto con un’ottima puntata della sit com COUPLING e tento di di prendere sonno, nonostante la tristezza, al buio, assuma dimensioni davvero importanti. Dopo qualche minuto, mi pare di poterla toccare (la tristezza al tatto sembra quasi mela cotta,.. non so’ se rendo). Ad un certo punto della notte, inizio a sentire dei rumori, percepire delle presenze accompagnate da un tikkettare sulle tapparelle. Subito penso a dei piccioni ubriachi di rientro da un Happy Hour. Guardo l’ora (h. 3.08), non possono essere loro. Mi chiedo allora chi possa voler entrare al settimo piano a forza di testate. Provo a mettere il naso fuori dalle lenzuola e vengo quasi scaraventato via da un vento gelido che passa attraverso le imposte. Le fessure sono talmente ampie che potrebbe passarci HEATHER PARISI in spaccata. Apro con cautela l’armadio bloccando un anta con il peso del mio corpo, in modo che il parente alla lontana del ciclone KATRINA non se lo porti via. Lo apro e ne estraggo un berretto, una tuta, 2 paia di calze di lana e cerco di rinfilarmi “sottocoperta” (e siamo solo a fine aprile… non nei giorni della merla)…il mio umore non è alle stelle, le stesse che riesco ad intravedere dalle fessure ed a tapparelle abbassate.

Vengo preso dalla disperazione e ringrazio il fatto di avere appena terminato un libro sul pensiero positivo, senno’ da quelle stesse fessure fluttuerei verso il marciapiede dando ascolto al consiglio della “voce di benvenuto”.

Al mattino, mi siedo sul water e tiro l’acqua,.. che poi continua a gorgogliare per ore e ore, sciupando decine di litri d’acqua ed emettendo un rumore costante da TORTURA CINESE.

Il bidet idem.

Il rubinetto del lavandino, invece, avendo il frangigetto, ma difettoso, appena lo apro, mi colpisce con una sciabolata d’acqua in pieno viso.

Disperato, chiamo Gianka dell’edicola, (quello del PUNTO di G.), per un consiglio…. “cazzo!!!… io ne ho pieni i coglioni solo a sentirmelo raccontare… e siamo solo al primo giorno!!!… domani vengo lì e sveglio il tuo padrone di casa testate!!!!.”

La sua sintesi ammirevole sgorga limpida come un fiume di montagna…

Cerco di reggere fino al pranzo, ma al momento di lavare la pentola della pasta, mi si accartoccia tra le mani ed inavvertitamente la squarcio con un’unghia…(..e ripenso con malinconia, che il fatto che NON mangiarmele più, era uno dei pochi benefici della mia terapia millenaria).

Mi sento triste come uno che si è appena separato… (“..ed infatti sono quella persona!!”)

Mi sa’ che a breve me ne vado…

…con le case e le donne, …duro poco! (…e piano con la facile ironia!!!)

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