LA TERRA E’ UNA CROSTA SOTTILE….2.0

Per tutta sta settimana, non riuscivo a non pensare a LEI. Al telefono, come sua abitudine, con dovizia di particolari, mi aveva impietrito con poche semplici parole, che mi si erano conficcate come coltelli.
mi fermo qui!!… mi fanno scendere prima..è bene se vieni a trovarmi, ma prestino, però..” .
Da un controllino del cazzo, aveva saputo che un cancro, si stava nutrendo di lei ed era quasi arrivato alla frutta E lei con lui.>
Imbalsamato, per giorni avevo implorato lo “specchio delle mie brame…” sul fondo di un vasetto di Nutella. Capita sempre così! Arrivano problemi ed il cervello, come un flipper urtato va’ in tilt e arriva lui!! Il Sig. Ferrero!

L’INTIMA, una specie di tata, dama di iniziazione per vari tipi di vizi, mangiatrice, bevitrice, fumatrice,..di tutto quello che finisce in “trice”, maestra di quello che non andrebbe mai insegnato, beh, se ne stava andando.
Poco prima che partissi per destinazione sud, era giunta notizia che si era fatta ricoverare in un grande ospedale specializzato qui, in Veneto.
Alla stazione mi aspettava Dana, la badante che per un annetto aveva accudito il mio babbo, ridotto ad un’ Eluana de noartri e che L’INTIMA, corsaci in aiuto per le questioni burocratiche, si era presa l’incarico di erudire per i “vacaboli-base”.
l’insegnamento deve partire dal basso!!” ..diceva.
E partendo dal basso, immediatamente sopra…il sesso naturalmente!!
Le lezioni erano esilaranti. Sentire una donna Ucraina e di una certa stazza ripetere quelle trivialità, usando come intercalare Dio furbo, imprecazione principe de L’INTIMA, rinfrescava l’ipotesi che dramma&commedia passeggiano spesso mano nella mano.§(ci mancava solo: “the cazzo is on the table”)
Dagli incontri con L’INTIMA, Dana se ne usciva sempre con un sorriso luminoso, dovuto in parte anche al riflesso di 2 incisivi d’oro proprio in centro.
E proprio quei 2 incisivi avevo notato, sotto un gran paio di occhiali scuri, in attesa alla stazione. Un incredibile Hulk con capello biondo corto, occhiali neri, fermoimmobile da chissà quanto, con fuseaux pezzato, stivaletti bianchi con tacco e borsetta d’orata. Sale in auto, toglie gli occhiali e sotto, tanto per tirarsi avanti col lavoro, 2 occhi gonfi di pianto.

Viaggiamo silenziosi in direzione ospedale e dopo un paio di indicazioni prendiamo un ascensore che ci porta fino all’ultimo piano. I malati gravi sempre lassù, in alto! Che sia perchè il creatore possa portarseli su senza fare troppa strada?
Attraversiamo un corridoio più grigio dei miei pensieri e ci avviciniamo alla stanza dove L’INTIMA ancora non ci aspetta.
Sto per entrare e mi rendo conto che non mi sono preparato nulla da dire, cosa fare, sto trascinando un corpo vuoto, mentre le gambe molleggiano d’instabilità.
Lì dentro c’è una delle mie persone più care che ho, se ne sta andando, e sospetto che
entrerò con la faccia di un “gasparri” qualunque. Le gambe molli da interrogazione alla lavagna di quando “sapevo di non sapere” come un Socrate di seconda mano.
Entriamo con la sensazione che potrei squagliarmi a breve e la vedo lì, con tubicini, cannette che pare un astronauta…già!. “La morte è un’astronauta” cantava qualcuno.
entrate, muovetevi..non sono ancora andata!”…una voce flebile che non ci guarda.
Non riesce al alzarsi dal letto, ma le compare un sorriso da: “ci siete cascati!!”
E vorrei proprio esserci cascato.
A ruota ci segue un’infermiera, grancarina e dallo sguardo de L’INTIMA, scorgo avvicinarsi anche la commedia.
scusa, mi controlli l’ago, mi da fastidio”
Si china e sporge leggermente in avanti. Con un gesto degli occhi, L’INTIMA mi invita a buttare l’occhio nella scollatura. (Cazzo! Non cambia mai!)
..visto che poppe??”
Anche la badante deve aver capito. Dal sorriso escono 2 lame di luce che un pilota distratto, potrebbe atterrarle in bocca.

E il pomeriggio si dipana così, con un’alternanza di dramma e commedia. Il pianto si mescola al riso con l’andatura di un’onda che va ad infrangersi a riva e si allontana per tornare poco dopo con la stessa violenza.
E parliamo e parliamo ininterrotti. Dana racconta dei casini che ha in famiglia in Ucraina. Il marito che beve, quello della figlia pure e così anche il fratello. Insomma..tanta sete!!
E qui L’INTIMA si infiamma:
Dio furbo!! Ti devi fermare qui!! Devi mandarli a fan culo quelli…”
fancullo??..”
.come si può dire..fagli vedere il gesto..che io non riesco.”
beh.. che vadano a farselo mettere ..dietro…” dico piano.
callcio in cullo?”
…si ma non con il piede…”
ah… con cazzo!! ..io capito..!!.”
Vedi? Tu insegni e lei impara..!”
Mentre la badante si allontana, pesto sapendolo, una merdina.
Se la bocca chiedesse ogni tanto il permesso al cervello!!
…e se ti portassi a Luordes??..” e mentre lo dico quasi mi strozzo!
lascia stare ste cazzate!!…Dio furbo!!.. mi chiedi di tenere alla Juve perchè sta vincendo il campionato..Ma ti rendi conto??”
(..per lei inizierei a credere…)

and so on... con la badante che ad ogni tot scoppia a piangere e noi dietro, seguendo uno strano ordine che non riesco a cogliere.
Le ore passano. E’ quasi l’imbrunire e le voci iniziano ad arrivare ovattate. La sensazione e’ di stare ad allontanarmi ed inizio a vedere la scena da fuori. Tutto appare surreale. Una donna distesa su di un letto, con pochi giorni da consumare che sorride, un donnone ucraino con fuseaux pezzato, stivaletti bianchi e borsetta dorata che piange e poi io che mescolo il tutto, nell’attesa che Kusturica interrompa le riprese almeno fino a domani e mandi tutti a casa.

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…LA TERRA E’ UNA CROSTA SOTTILE…CI SI POTREBBE CADERE DENTRO…

Jena ha piantato un altro paletto… e siamo a 5!!

Dopo un noiosonellanorma compleanno al parco, dove si è costretti a disquisire con “conoscenti di riflesso” di meteo&bimbi, entro in casa e mi srotolo sul divano con l’intento di pensionarmi sto sabato sera. Chiudo la porta alle spalle con l’intento di sigillare fuori l’eco ancora vibrante di voci bambine, fastidiose come un Califfone senza marmitta lasciato acceso nella tromba delle scale, e per dimenticare più in fretta di quanto non farà Jena, tutte le minchiate che gli sono state regalate. Se lo conosco bene… e lo conosco bene... moriranno di freddo e solitudine in cameretta dopo essere state spogliate della loro confezione..(e se Toy Story…??)

Prendo il telefono, devo chiamare (….) L’INTIMA amica, entrata un paio di gg fa in ospedale per … “crampi” (??) Almeno questo è quello che Mrs Gramelot (mia mamma) ha farfugliato nella sua confondibilissima lingua, al telefono.
Invece sento squillare, e come telepatia, è lei!
come? gia’ fuori dall’ospedale?? allora tutto bene! La vecchia mi ha detto che 6 stata ricoverata per “crampi”??…
Dio furbo..la tua vecchia.. non capisce mai un cazzo..!!”
Dio furbo! La prova concreta che all’altro capo del filo c’è lei. La voce è bassa e poco brillante, ..un po’ troppo, forse. Sulle corde vocali, stavolta, se ci stende i panni, vanno giù. E’ calma e l’ascolto. Strano sentirla così, ma è anche vero che ci sentiamo poco da quando è stata trasferita al sud e chissa’ che l’età nn le abbia fatto indossare un abito più pacato.

Perchè L’INTIMA, è sempre stata un’adorabile stravagante bomba di energia. Una mina che vagava a gran velocità con la sua mini sempre alla ricerca di nuovi record.
cazzo, bimbo, Calalzo-Belluno, 35 minuti!!”
La nostra unione è nata sui monti, a Falcade in un’estate in cui si era offerta di venire a tenerci in custodia. I miei genitori, incoscienti, avevano accettato. Eravamo tre fratelli ed il babbo arrivava solo nel fine settimana. Credo che in comune avessimo, ma probabilmente abbiamo, quello che Mrs Gramelot definiva: “la mancanza di terra sotto i piedi”.
L’INTIMA era eccessiva, bastava guardarla per capirlo.
L’INTIMA ha sempre esagerato in tutto quello che faceva: 2 pacchetti di MS con filtro al gg, alimentazione talmente fuori misura da farle raggiungere un peso a 3 cifre, e senza che questo le impedisse di primeggiare in qualsiasi sport le attraversasse la strada. Calcio, campionessa di ping pong, e record italiano di lancio del peso (nn convalidato per via dell’età..aveva solo 14 anni).
Eccessiva e stravagante lo era anche nella vita di tutti i gg. Di questo ne sono stato testimone diretto, grazie a racconti dettagliati dai quali si abbeverava il quindicenne che ero.
Che poi le esagerazioni fisiche, rispetto a tutto il resto, risultavano quasi impercettibili.
L’ appetito di vita, cibo e buon vino è sempre stato accompagnato da un altro grande appetito. Me ne parlava in continuazione e senza pudore, come fosse la cosa più normale del mondo. Diventava ai miei occhi un’insegnante che impartiva lezioni. Narrava al sottoscritto di peripezie sessual-sentimentali con una leggerezza e umorismo che mai più mi è capitato di ascoltare.
Se penso a me, a parte una limonatina con tal Gigliola all’età di 12 anni, dietro una tendina della corriera che ci portava in gita a Mantova, non avevo avuto altri contatti con ragazze. E di tale mancanza sublimavo con le narrazioni della mia “professoressa”.
Ci fossero state ste materie anche a scuola, alle riunioni, avrei dato sicuramente qualche soddisfazione in più anche a Mrs Gramelot.
…suo figlio è intelligente, si applica e su alcune particolari materie manifesta un’attenzione decisamente superiore alla media..non denota nessuna lacuna, (lacuna, che parola del cazzo! Non ci fossero le riunioni dei genitori, passerebbe le serate a giocare a carte con abluzione e i pomeriggi a poltrire a metà di un dizionario tra lacuale e lacustre...che tristezza!!).
..e nelle interrogazioni, pensa un po’, avere lo stesso argomento a piacere della tua insegnante.
questo è il tuo argomento a piacere?? Toh, anche il mio..!!”
Il diploma di mitica glielo assegnai un paio di anni dopo, quando espose con la consueta e disinvolta dovizia di particolari, un incontro avuto ad un campo estivo con la parrocchia, durante una riunione tra associazioni cattoliche. Per la prima volta, su delle adidas bianche e rosse che mi aveva appena regalato, avevo dovuto giurare il silenzio. (confido nella prescrizione, abito pur sempre su berlusconia).
sai..volevo vedere com’era…..e quel prete era proprio carino.. e anche l’altro, quello più anziano”.
Scardinava, dentro di me, un altro tabu e con la leggerezza di sempre. Aveva appurato che chi fa voto di castità, spesso non arriva manco alla sufficienza.
sai bimbo, un’auto poco usata non sempre ha le prestazioni migliori!!”.
E così, frequentando “i suoi corsi”, la materia preferita era diventata religione.
A volte capitava, in qualche pomeriggio, di trovarmela sotto casa.
dai.. lasciamo qui la macchina e partiamo in autostop.. vediamo chi si incontra stavolta”. E si rientrava a notte fonda..
…oppure mi invitava da lei alla scoperta del nuovo “liquore della settimana”.
A volte la “degustazione” si protraeva talmente a lungo che per il mio bene conveniva passare la notte lì, tanto i miei si fidavano. Era stata pur sempre la mia tata!

Di solito, nonostante la lontananza, un paio di volte l’anno ci si vedeva di persona, invece oggi no! Aveva deciso di farsi sentire al telefono, e con quella voce, con quelle parole che ora uscivano lente, come vagoni del treno da agganciare uno all’altro.
allora?? …è un po’ che non passi a trovarmi,…vieni dai, ..che voglio vederti…”
se ce la faccio, magari il prossimo mese..
no..stavolta devi fare prima…mi sa’ che mi fermo.. devo scendere”
(…???…)
all’ospedale mi hanno trovato un problemino…è già diventato una metastasi che mi fa provincia. Polmoni, fegato e reni…. ho pochi giorni…meglio se passi presto..”
(…….)
anche gli occhi.. stanno diventando gialli.. e la pelle ha iniziato a cambiare…è pallida.. è che a me non possono dire le cazzate…le carte le so ben leggere.. Dio furbo..
(……)
..dai nn fare così… che mi viene la maliconia anche a me…dai..adesso basta così..ti saluto…e poi c’è anche l’anticipo..fai presto ..che io ti aspetto”

Parole e pensieri erano rimasti lì dentro, incastrati. Per un qualche motivo, come una bolla d’aria, una frase pronunciata quasi 20 anni prima a teatro era ritornata in superficie:
la terra è una crosta sottile.. ci si potrebbe cadere dentro..”

….ed io ero lì…e stavo precipitando..

LA SPADA E’ NELLA ROCCIA….e non solo lì…!!!

L’ultima settimana l’ho passata con Jena.
Forse sto maturando. Non dico più “faccio il baby-sitter”, ultimamente mi capita di dire: “faccio il padre”.
E che faccio il padre, me ne sarei dovuto accorgere forse prima. Quando mai il baby- sitter versa una quota mensile per bimbo che deve accudire??


Siccome il sottoscritto non ha il televisore, và da sè che per periodi di una certa sostanza, la soluzioneprincipe è volare da Mrs Gramelot (la nonna… l’unica superstite tra i “saggi” di casa…nn si capiscono tutte le parole che dice ma i canyon che lastricano il suo viso, ne fanno presagire la saggezza). Per fare il bravo periodicamente le porto il nipote per controllarne la “lievitazione” e per riuscire ad avere una seratina free per un cinemino o una Rossa Moretti. (ma questo è solo un dettaglio)

All’alba di sabato arriva un sms da un’amica con bimbi appresso per proposta cine pomeridiano. Madagascar 3.
Quando Jena, appena aperti gli occhi avesse detto la fatidica frase “oggi dove mi porti?.. qual’è il piano di battaglia?”… avrei avuto la risposta pronta, senza essere schiacciato da sensi di colpa di padre che non concede tutto il tempo necessario alla crescita sana ed equilibrata del proprio erede.

Poi, però, penso alla mia infanzia, e non ricordo di essere mai stato cagato in questa maniera da Mrs Gramelot&consorte. Mi parcheggiavano in cortile, giravo come una trottola fino allo svenimento, ad ora di cena venivo rastrellato fino sotto casa, caricato in spalla, sottoposto ad alimentazione coatta e depositato senza Cenerentole, Bianchenevi o Cirani, sul lettino!

Alla domanda piano di battaglia, esordisco con un sorriso in 3D: “..MADAGASCAR!!!”
Entusiasmo alle stelle, e papy che vede svanire come lanterne cinesi i sensi di colpa…per quest’ultimi, l’appuntamento cmq è fissato per il gg successivo alla solita ora.
Piccolo problema. I pomeridiani sono tutti in 3D e ci girano un po’ le palle. Non sono sicuro che Jena riesca a tenere indosso quelle merde di occhialini ed il sottoscritto, essendosi da tempo separato da un occhio, nn ne vede l’utilità.
Alternativa: LA RIBELLE “The Brave” della Pixar. 2D. H. 20.00.
Su consiglio dell’amica.. si inventa una palla. Posti tutti prenotati e solo LA RIBELLE è disponibile. Prendere o lasciare. Prendono!

Nell’attesa, il pomeriggio lo trascorriamo a Feltre in visita al castello dove in serata ci sarà uno spettacolo di fuochi fatui. (ma sti fuochi nn si vedevano solo nei cimiteri quando i morti scoreggiano??). Jena rimane estasiato perchè Feltre è bellissima e mi chiede quante fiabe “vere” sono state inventate in questo paese …
perchè papy so benissimo che pollicino e cappuccetto rosso nn esistono, ma qui secondo me ci sono stati dei cavalieri.. perchè Mago Merlino è esistito! e anche Cyrano, vero??… e questo è proprio un posto da cavalieri!”
Passiamo davanti ad un antiquario e dalla vetrata faccio vedere a Jena, il lampadario del castello di cenerentola, il comò della camera della bella addormentata ed una spada appartenuta a Cyrano.
Cazzo, mi volto e Jena entra deciso.
Buongiorno signora…io e il mio papà vorremmo comperare la bacchetta magica di Mago Merlino..”
Fortuna che l’ultima era appena stata venduta…usciamo!
Trascorriamo in serenità un gradevole pomeriggio dove Jena, in gelateria, di nascosto cerca pure di ordinare una coca cola.

Verso le 8,00 arriviamo al cinema e la Sig.ra Montessori dei miei coglioni mi comunica, come se niente fosse, che non se l’è sentita di mentire ai bimbi sulla variazione di programma e che x loro hanno già preso i biglietti per il 3D, mentre a noi i  2 della RIBELLE.
sai.. se si accorgono che ho mentito ed iniziano a non avere più fiducia neanche nella loro mamma… sarebbe la fine…”
(ma la fine di checcazzo??..porkatroja..me l’aveva cosigliato lei…!!!! se penso a Mrs Gramelot… ancora oggi mi racconta palle… asserisce addirittura, nell’adolescenza, di avermi parlato di educazione sessuale.
mamma… fare discorsi del cazzo… non E’ educazione sessuale!!!!!!”
Per come è andata la mia adolescenza, sembrerebbe l’abbia imparata sui manuali.)
“….sono il dottor DIVAGO..“
Naturalmente a Jena il tutto non va’ giù ed inizia ad urlare che vuole entrare con i suoi amici.. Convincerlo, mi costa una coca (da buon padre merdosetto) ed un bidet di pop corn.
Entriamo. La Montessori ci aveva prenotato i biglietti in un loculo quasi sotto lo schermo. Il film pare subito gradevole, ma più va’ avanti e più mi rendo conto della cazzata. Immagini enormi e concitate sopra la nostra testa, volume alle stelle e Jena che ogni 2×3 si alza in piedi… Lo vedo agitarsi sempre di più… lo faccio sedere ma immediatamente schizza in piedi e si tiene ancorato alla poltroncina davanti. Impossibile tenerlo seduto. La mamma della RIBELLE si trasforma in orso ed inizia il concerto: “PAURAAAAAAA”. Terrorizzato si aggrappa ai capelli del ragazzo seduto davanti e tira..(e sono in 2 ad urlare)… continua a saltare come un ossesso ma per lo meno molla la presa. “PAURAAAA…..PAURAAAAA!!!! SCAPPIAMOOOO!!!”
Il ragazzo della biglietteria corre verso di noi…una serie di vaffanculo ci scompiglia i capelli. Prendo Jena sottobraccio come fosse una baguette e filo fuori con la solita colonna sonora “PAURAAAAA!!!” (cazzo, di solito parla come un adulto e non gli viene in mente neanche un sinonimo?? INQUIEUDINEEE… ANGOSCIAAAA.. OSSESSIONEEE... Così..tanto per non annoiare la sala).
Partiamo con l’auto e culo! nessuno ci rincorre. Poco più avanti Jena nota una specie di castelletto
papy… ma quella è una torretta.. ma cosa c’è scritto??”
Excalibur..(nooo!!)
fermatiii!!!!… dobbiamo entrare!!”
(ma perche i padri moderni insistono per tenere un dialogo con sti scassakazzi….!!!)
Entriamo e Jena, occhi sgranati, quasi si commuove….
era tanto che la cercavo papy…non ci posso credere..la spada nella roccia!! e proprio vicino alla casa della nonna.”
All’ingresso un grosso sasso con una spada conficcata…

papy..devo provarci…!!!”
ma perchè proprio a Belluno??…e vengono qui anche dagli altri stati per tentare di estrarla??… ma se ce la faccio divento il re di Belluno, di Inghilterra…o di tutte e due??…. papy..cosa ci fa tutta questa gente in un castello?? c’è un ricevimento?… ma perchè non sono vestiti da cavalieri??

..si muove solo poco...

ciao..io vado..”…e mi allontano.
papy.. mi domandavo..ma perchè la voce non ha un colore???”

MA COM’E’ BELLO ANDARE IN GIRO CON LE ALI SOTTO I PIEDI…..

Bologna è un altoforno. Un metafora migliore non mi viene, forse perchè dalla mia cameretta sui monti oggi sta già autunnando.Con lo scooterone corriamo “per i colli bolognesi e con le ali sotto i piedi”.. come dei cremonini qualsiasi..
Arrivati nella casetta che mi ospiterà per un tot, arrivano le prime raccomandazioni da The Singer..
Devo fare attenzione a Pedro…farà di tutto per “limonarmi”.
(?????)
Pedro?? …cazzo non sapevo avesse un domestico sudamericano gay, intraprendente e bongustaio.
Invece Pedro è un cagnetto di mezz’età.. ben portata.
..e sorrido…
Sono in una bellissima grande città, multietnica, delinquenza nella media, i suppose, e di chi mi devo preoccupare?? di un cane di nome Pedro che farà di tutto per limonarmi. (che terribile infanzia deve aver avuto..)
…ridi ridi tosàt... vediamo alla fine…chi vince…!!”


In collina il clima, è vero, cambia un po’ rispetto al centro.
Dall’altoforno passiamo ad un’esecuzione di fon puntati dritti alle nostre tempie. C’è solo il tempo per un ultimo desiderio. Ci guardiamo e “con le ali sotto i piedi!” viaa in direzione piscina dello Sterlino.
L’appagamento di essere in piscina dura poco. Fossimo stati 2 tortiglioni, avremmo avuto un’autonomia di 9 minuti al dente, e 12 da uscirne stracotti. Prima soddisfazione, invece, a parte una moretta vestita da un’alito di vento, una doccia ghiacciata che placa da subito eventuali bollori e dove The Singer, per vincere l’impatto, recita il mantra; “siamo alpini o bersaglieri??” e qui ci si rende conto quanto è fondamentale il servizio militare. Non mi darò pace per essere stato riformato. (prematuro fidanzamento di una lama con il mio occhio sinistro).
Su mia insistenza ci accampiamo vicino ad una moretta in costumino viola che sta leggendo un Fabio Volo. Lettura che al sottoscritto smorza eventuali contrattempi da boxerino attillato. (il giorno successivo è il turno di Moccia… e da smorzare, si passa a impotenza).
Ci stendiamo sui nostri teli e come sempre accade con The Singer (è sempre così) si va’ a ravanare nei ricordi pre-adolescenziali. Sempre a nuotare nello stesso laghetto: l’infanzia, il cortile dove gli amici fungevano da seconda famiglia, la casa di Fiori il contadino (che nome del cazzo) e delle 3 figlie, ragazze più o meno della nostra età con le quali non siamo mai riusciti a scambiare parola e che chiamavamo repubblica di S. Marino ed infine, le mamme sedute sul muretto a raccontarsela…un forum dal vivo.. (in mancanza del PC, erano addirittura costrette a vedersi di persona).
Ricordi che piano piano si lucidano, si fanno nuovi e vanno a fondersi con il presente in una sorte di malinconia che lenta inizia a debordare come schiuma di birra che scende lungo il bicchiere, arriva a terra e si dissolve lasciando un solo pensiero del suo passaggio…che cazzo,… nonostante l’impegno della memoria..indietro non si torna!!. E smettere di pensare alla schiuma ed iniziare con qualche sorsata di birra???
Mi chiedo quanto deleterio sia fissarsi all’infanzia. A volte ho quasi la certezza che sia il freno a mano che ci inchioda in un posto a lungo visitato e non ci sprona a cercare nuovi momenti. L’emozione del passato sembra quasi voler escludere il presente e fuggire dal futuro.

Pensieri e considerazioni meno malinconici prendono però piede, quando Miss F. Volo 2012 si allontana per un tuffo nella grande pentola. E una compatta polentina tagliata con precisione millimetrica da un filo viola, ondeggia verso la piscina. Già..come son cambiati usi e costumi ..costumi, soprattutto.
Una volta le mutande servivano a coprire il culo, ora è il culo che serve a coprire le mutande.. ce ne faremo una ragione!. (..e per alcune una regione).

Le giornate passano pressochè allo sterlino ad osservare e torturare i ricordi. Osservare i tanti visi coperti dalla stessa faccia piegata. Tutte lì come sfingi immerse nelle “50 sfumature di sticazzi 1,2 e 3”. A quanto pare grande su-cesso dell’estate. Evento che ha colpito anche qualche ometto. Li riconosci a distanza per il cappellino poggiato sul secondo chakra.

Le serate, a parte la prima alla Ca’ De Mandorli per farmi ballare quella “cagata” (The Singer non è di bocca buona) di dance anni ’80 e dare il colpo di grazia alla malinconia, le passiamo, dopo la richiesta di un mutuo, dalle parti di S. Mamolo su di un marciapiede che d’estate diventa un locale affollatissimo e dove si può assaggiare uno spritz da rimandare (non vomitare) a settembre.

Beh.. una vacanzina da toccata e fuga, che oltre al piacere di avere rivisto The Singer dopo un beI po’, mi regala un’altra consapevolezza. Altro problema senza soluzione.
Già..!! dopo cellulite e calvizia, un nuovo dramma incombe senza che scenziati riescano a risolverlo..Ma come cazzo si fa a non appannare gli occhialini da piscina ???
…confido in una qualche equipe americana.

Con le ali sotto i piedi (di prima) ci dirigiamo sui colli per recuperare il bagaglio e porre fine al festival dei ricordi.
Attendo The Singer vicino al portone e ne approfitto per allacciare i sandali.
Punto il primo piede sullo scalino mi chino e… “nooo!!! cazzo…!!!! …puahhh!! Sbuca Pedro da oltre la siepe e mi caccia la lingua in bocca…”
Mi alzo e The Singer è lì che sorride immobile..
Vedi??..Pedro non tradisce mai le promesse…”

IL LIMONATORE
Strofino la maglietta in bocca e mi consolo…ho incontrato ragazze che si impegnavano molto meno…
…sono soddisfazioni!!!

Si rientra..

..ciao The Singer… alla prossima…!!!!