LA TERRA E’ UNA CROSTA SOTTILE….2.0

Per tutta sta settimana, non riuscivo a non pensare a LEI. Al telefono, come sua abitudine, con dovizia di particolari, mi aveva impietrito con poche semplici parole, che mi si erano conficcate come coltelli.
mi fermo qui!!… mi fanno scendere prima..è bene se vieni a trovarmi, ma prestino, però..” .
Da un controllino del cazzo, aveva saputo che un cancro, si stava nutrendo di lei ed era quasi arrivato alla frutta E lei con lui.>
Imbalsamato, per giorni avevo implorato lo “specchio delle mie brame…” sul fondo di un vasetto di Nutella. Capita sempre così! Arrivano problemi ed il cervello, come un flipper urtato va’ in tilt e arriva lui!! Il Sig. Ferrero!

L’INTIMA, una specie di tata, dama di iniziazione per vari tipi di vizi, mangiatrice, bevitrice, fumatrice,..di tutto quello che finisce in “trice”, maestra di quello che non andrebbe mai insegnato, beh, se ne stava andando.
Poco prima che partissi per destinazione sud, era giunta notizia che si era fatta ricoverare in un grande ospedale specializzato qui, in Veneto.
Alla stazione mi aspettava Dana, la badante che per un annetto aveva accudito il mio babbo, ridotto ad un’ Eluana de noartri e che L’INTIMA, corsaci in aiuto per le questioni burocratiche, si era presa l’incarico di erudire per i “vacaboli-base”.
l’insegnamento deve partire dal basso!!” ..diceva.
E partendo dal basso, immediatamente sopra…il sesso naturalmente!!
Le lezioni erano esilaranti. Sentire una donna Ucraina e di una certa stazza ripetere quelle trivialità, usando come intercalare Dio furbo, imprecazione principe de L’INTIMA, rinfrescava l’ipotesi che dramma&commedia passeggiano spesso mano nella mano.§(ci mancava solo: “the cazzo is on the table”)
Dagli incontri con L’INTIMA, Dana se ne usciva sempre con un sorriso luminoso, dovuto in parte anche al riflesso di 2 incisivi d’oro proprio in centro.
E proprio quei 2 incisivi avevo notato, sotto un gran paio di occhiali scuri, in attesa alla stazione. Un incredibile Hulk con capello biondo corto, occhiali neri, fermoimmobile da chissà quanto, con fuseaux pezzato, stivaletti bianchi con tacco e borsetta d’orata. Sale in auto, toglie gli occhiali e sotto, tanto per tirarsi avanti col lavoro, 2 occhi gonfi di pianto.

Viaggiamo silenziosi in direzione ospedale e dopo un paio di indicazioni prendiamo un ascensore che ci porta fino all’ultimo piano. I malati gravi sempre lassù, in alto! Che sia perchè il creatore possa portarseli su senza fare troppa strada?
Attraversiamo un corridoio più grigio dei miei pensieri e ci avviciniamo alla stanza dove L’INTIMA ancora non ci aspetta.
Sto per entrare e mi rendo conto che non mi sono preparato nulla da dire, cosa fare, sto trascinando un corpo vuoto, mentre le gambe molleggiano d’instabilità.
Lì dentro c’è una delle mie persone più care che ho, se ne sta andando, e sospetto che
entrerò con la faccia di un “gasparri” qualunque. Le gambe molli da interrogazione alla lavagna di quando “sapevo di non sapere” come un Socrate di seconda mano.
Entriamo con la sensazione che potrei squagliarmi a breve e la vedo lì, con tubicini, cannette che pare un astronauta…già!. “La morte è un’astronauta” cantava qualcuno.
entrate, muovetevi..non sono ancora andata!”…una voce flebile che non ci guarda.
Non riesce al alzarsi dal letto, ma le compare un sorriso da: “ci siete cascati!!”
E vorrei proprio esserci cascato.
A ruota ci segue un’infermiera, grancarina e dallo sguardo de L’INTIMA, scorgo avvicinarsi anche la commedia.
scusa, mi controlli l’ago, mi da fastidio”
Si china e sporge leggermente in avanti. Con un gesto degli occhi, L’INTIMA mi invita a buttare l’occhio nella scollatura. (Cazzo! Non cambia mai!)
..visto che poppe??”
Anche la badante deve aver capito. Dal sorriso escono 2 lame di luce che un pilota distratto, potrebbe atterrarle in bocca.

E il pomeriggio si dipana così, con un’alternanza di dramma e commedia. Il pianto si mescola al riso con l’andatura di un’onda che va ad infrangersi a riva e si allontana per tornare poco dopo con la stessa violenza.
E parliamo e parliamo ininterrotti. Dana racconta dei casini che ha in famiglia in Ucraina. Il marito che beve, quello della figlia pure e così anche il fratello. Insomma..tanta sete!!
E qui L’INTIMA si infiamma:
Dio furbo!! Ti devi fermare qui!! Devi mandarli a fan culo quelli…”
fancullo??..”
.come si può dire..fagli vedere il gesto..che io non riesco.”
beh.. che vadano a farselo mettere ..dietro…” dico piano.
callcio in cullo?”
…si ma non con il piede…”
ah… con cazzo!! ..io capito..!!.”
Vedi? Tu insegni e lei impara..!”
Mentre la badante si allontana, pesto sapendolo, una merdina.
Se la bocca chiedesse ogni tanto il permesso al cervello!!
…e se ti portassi a Luordes??..” e mentre lo dico quasi mi strozzo!
lascia stare ste cazzate!!…Dio furbo!!.. mi chiedi di tenere alla Juve perchè sta vincendo il campionato..Ma ti rendi conto??”
(..per lei inizierei a credere…)

and so on... con la badante che ad ogni tot scoppia a piangere e noi dietro, seguendo uno strano ordine che non riesco a cogliere.
Le ore passano. E’ quasi l’imbrunire e le voci iniziano ad arrivare ovattate. La sensazione e’ di stare ad allontanarmi ed inizio a vedere la scena da fuori. Tutto appare surreale. Una donna distesa su di un letto, con pochi giorni da consumare che sorride, un donnone ucraino con fuseaux pezzato, stivaletti bianchi e borsetta dorata che piange e poi io che mescolo il tutto, nell’attesa che Kusturica interrompa le riprese almeno fino a domani e mandi tutti a casa.

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1 Commento

  1. Luigi

     /  ottobre 29, 2012

    Con la solita ironia molto piacevole da leggere si capisce la tristezza per una vita che se ne stà andando nonostante la gnde voglia di vivere che ci aiuta ad essere meno tristi Luigi

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