VENIRE A TEATRO…ma soprattutto dopo!

 Cosa da non fare mai: andare a teatro con una profana.
(e qui devo aver già detto la prima cazzata… se il teatro è la vita, come può una persona essere profana?? chi può intendersene della vita??…esclusa Barbara Alberti naturalmente…e già mi incasino!!).
Sta di fatto che Milena (chiaramente nome di fantasia, non mia, ma dei suoi genitori) mi chiede di accompagnala a teatro.Lo spettacolo è un matinè e l’appuntamento è in centro. La mia bici, però, che sembra avere un’anima, provvidenzialmente crea un intoppo allo shimano, e mi fa tardare quel tanto che costringe a saltare la colazione in sua compagnia. Ci si vede direttamente lì.

Spettacolo scelto, il monologo di un’ attrice argentina sull’emigrazione, nell’ambito della rassegna “festival delle parole” a Padova.
mi piacerebbe mi facessi compagnia, visto che te ne intendi…”…ecco, queste parole, e una notevole scollatura, mi avevano convinto. (più la seconda… che poi era una terza).
sai..non ci sono mai stata a teatro… incredibile vero??”
(a breve sarebbe stato credibilissssimo..)

Entriamo e prendiamo posto in ultima fila. Si sa’ mai ci tocchi fuggire durante le tenebre di un cambio luce.
ma perchè quelle sedie nel centro??..e quei ragazzi seduti sul palco??… e poi così, senza scenografia??”
(eccheccazzo ne so’… aspetta che inizi lo spettacolo e lo capiamo!!)
mah, Milly…da persona che da un ventennio vede spettacoli e qualcuno lo ha pure fatto, credo sia il caso di aspettare perlomeno l’inizio, visto che mancano ancora una decina di minuti.”
…e poi la scena così vuota..che senso può avere…?? boh..!! dimmi tu!”(ma probabilmente lo stesso senso che hai tu quando in spiaggia a ferragosto non indossi il Loden..)
Vedi… forse il palco per sta rappresentazione non ha bisogno di “vestiti”, forse è uno di quegli spettacoli minimalisti che danno peso più alla parola che al resto e difatti questo e’ un mo-no-lo-go, una persona sola, che racconta e vuole che si stia ad ascoltarla pazienti..mhhh”
ah..come a Zelig! Non mi perdo mai una puntata!..speriamo che ci faccia un po’ ridere”.
(emigrazione argentina, anni ’80, desaparecidos…sento odor di delusione).
Per chetare sto strazio, porto il discorso sulla moda autunno-inverno 2012 e sull’altezza dei tacchi da usare per non essere OUT durante le feste Natalizie. Qui sembra più a suo agio.

Luci spente..inizia lo spettacolo..
L’attrice, una gradevolissima ragazza argentina, ci compare da dietro, una sedia sulle spalle, e lenta scende la scalinata dell’auditorium.
Silenziosa, inizia a percorrere da un lato all’altro il palco come a cercare qualcosa che ancora non ci è dato di capire…ed in maniera “piuttosto esagerata”, come mi fa notare la moglie di Ronconi che mi siede al fianco.
..io vorrei capire.. Perchè corre da una parte all’altra, così senza motivo??..sembra tutto molto esagerato.”
(che sia perchè si tratta di teatro ed hanno diritto di visione anche quelli dell’ultima fila??… e lo spettacolo è iniziato da solo 87 secondi)
L’attrice nel frattempo, dal palco, con bella voce potente, inizia una narrazione lenta e arrotondata (vabbè! L’ho inventata io! insomma, è come quando sei davanti a dei bimbi in età compresa tra i 7 e i 9 anni e per farti capire parli, appunto, in maniera arrotondata).
Dopo soli 15 minuti, ho la strana sensazione come di testicoli che scendono a valle e si infilano dentro i miei calzini a righe. Non uno per gamba, ma come a farsi compagnia, entrambi dalla stessa parte, la destra. (parrebbe quasi una metafora politica…ma è un caso naturalmente).
La moglie di Giorgio Albertazzi, nel frattempo, continua a chiedere lumi:
ma perchè fa sti movimenti??…io proprio non la capisco…”
(1000 perchè sulla mia presenza in quel luogo così buio vengono avanti a spallate….che la scollatura sia, come diceva il poeta, “un centro di gravità permanente”??…ed ha pure i capelli ricci).
ma è un po’ come nella vita…vedi,.. incontri una persona che ti tratta gentilmente, ti regala dei fiori, ti porta a cena, al cinema…paga sempre lui…e quello che vuole “farti” capire, lo intenderai solo prima di scendere dall’auto, quando magicamente una luce illuminerà tutti gli indizi che quella persona, come pollicino, ha seminato per strada.. chiaro??”
…. non ti capisco mica…”
Per amor di comprensione e portare lumi alla moglie di Einstein sulla giornata in corso.
Guarda Milly, facciamo così… terminato lo spettacolo, andiamo a casa mia e scopiamo, poi domani sera ti porto fuori a cena, cinema, fiori, il tutto condito da mille gentilezze..ok??”

(…ma non giurerei di aver detto proprio così…)

 

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2 commenti

  1. Ahaha stupendo questo resoconto. Non vorrei mai parlare con la tua carissssssima amica, ma una sbiricata je la darei volentieri! Questa scollatura l’hai nominata troppe volte 😛
    Un saluto

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  2. ….grazie (impronunciabile)…sicuramente aveva altre buone caratteristiche… ma chissà che mi è successo da piccolo…. questo è quello che mi viene in mente….mah!!

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