SPLEEN, SPLEEN, SPLEEN….ma fuori non piove

Un paio di giorni fa, mentre stavo nuotando a rana nella mia proverbiale malinconia. (è tra i segni particolari nella carta d’identità), era comparsa alla soglia della mia casetta sull’argine Lady Marion, grande e necessaria amica, organizzatrice di eventi da giardino e per i quali il codice penale prova sempre un certo prurito. Era giunta a gustare una di quelle miracolose tisane al gusto di pozzanghera, ma dagli esiti miracolosi (che un giorno scoprirò) eper scambiare qualche parola con il sottoscritto. Io ne davo a lei, lei faceva altrettanto con me.
Le sue parevano più sensate,
(per forza.. ha fatto il Dams!) e come fette di pane, le spalmava di gustosissimi francesismi. Da un’attenta analisi sul sottoscritto, Lady M. aveva definito questo mio stato, “gravato da spleen(tristezza meditativa e melanconia) e con “lievi accenni di decapè”.(spostamento). Un classico, secondo lei, che compare con l’ultimo giro di vite che va a chiudere la stagione calda per separarla dalla “marroncina”.
Orgoglioso di questi nuovi termini, come potessero far curriculum, e con i raggi del sole ormai talmente bassi che potevano rincasare a piedi, il mio sguardo si era arrampicato sull’albero di cachi del “professore”, tenutario di una specie di comune proprio qui di fronte ed organizzatore di feste dai nomi più bizzarri
(imperdibile il flipbook-party).

GENEROSO ALBERO DEL PROFESSORE

Incredibile quante sensazioni può regalarti un malinconico e sfigatissimo caco.
Uno dei pochi frutti nato fuori stagione.
Vuoi mettere, in estate, uscire dall’acqua dopo il bagno con la calura, e godersi quel frutto fresco, nutriente, che ricorda molto, mi sia perdonato il latinismo un
connilingus? (termine che dovrebbe essere sulla bocca di tutti).
E invece no! Eccolo che aspetta l’autunno col solo scopo di puntellarlo di guizzi arancioni.

…CACO CHE MI ATTENDE…

Da non molto, la mia concezione del caco era variata. Un episodio riguardante il padre di una conoscente, un po’ mi aveva turbato. Cadendo dall’albero era precipitato a terra e di rimbalzo, subito dopo, in cielo.

A pensarci bene, sto minimo comune denominatore toccava anche la mia famiglia. The Silent, il mio di babbo, proprio vicino al caco di casa, così…, come quando il chiodo che regge un quadro decide di staccarsi dal muro, una mattina si era accasciato a terra e non avrebbe più conosciuto posizione verticale. Con la riservatezza di un’ Eluana Englaro, supportato da Dana, una straordinaria badante Ucraina, per quasi un anno, era diventato polo di congiunzione per mille cavetti e tubicini rumoreggianti come ad aver in sottofondo 24 ore al giorno, i vecchi Kraftwerk. Ed il tutto solo a prolungare di un po’ quello straziante silenzio che ormai, a casa, aveva smesso di essere rumoroso. (strazio che tanto fa sbavare là, in Vaticano).
Diverse notti ero rimasto al suo fianco ad aiutarlo ad occupare, nel consueto silenzio, una camera d’ospedale.
Qualcuno, però, uscito a pieni voti dal Dams:
..pensa alle cose che avresti voluto dirgli e non hai fatto in tempo.. fallo ora!! anche se non sembra, lui ti ascolta…ti sente!!”.
Un po’ ci avevo creduto e tentavo di articolare qualche parola, ma lo spicchio più succoso dei miei pensieri era proprio quello di non avere nulla da dire. Il silenzio che ci aveva accompagnato per tutti questi anni, interrotto solo da mutui&scadenze, continuava anche mentre cercavo di scavare per trovare parole da appoggiare su quel lenzuolo, lo stesso silenzio che ci aveva preso per mano e non avrebbe più mollato la presa.
E stavo lì, nell’incapacità di superare un grosso scoglio, il senso di colpa per non essere riuscito a provare almeno il minimo sindacale di tormento, mentre tutt’attorno fiumi a bagnarmi le caviglie. Altro esame della mia vita, rimandato a settembre, come si legge: “per nn aver raggiunto la sufficienza in dolore”.

Iscriversi al Dams?..neanche parlarne!!!

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2 commenti

  1. poison

     /  ottobre 20, 2012

    Oh.
    Avevo letto il tuo commento sul caco, l’altro giorno. Ma non sapevo ancora.
    Che strana coincidenza di vita. Anche se qua siamo nel momento in cui se ne va.

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  2. …io ne mangio in continuazione cmq… il professore è molto generoso..!!
    …SE-LA-VI’….

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