“…AMORE, non fartelo ripetere…SFOGLIATI!!..”

A volte, improrogabili appuntamenti che il fato si prende la briga di organizzarti, schizzano fuori come l’acqua di una pozzanghera dopo che ci hai infilato dentro il piede mentre corri a prendere il tram.
Arrivano improvvisi, scomposti come le schegge del saldatore dopo che ha iniziato a molare (sfregare).
Ed è capitato! Come vorrei che fosse vero Dio!! (…e non la semplice invenzione di un qualche villaggio Alpitour nell’aldilà dove le ragazze sono costrette ad indossare Loden verdi per l’eternità!)

Gianka, mi aveva portato a salire quelle scale.
vieni..ti devo presentare una persona…”
..e non avrei mai pensato che quella giornata si sarebbe schiusa come uno di quei fiori quando incontrano la luce.
Quante volte ti si profilano incontri organizzati che poi..mah…vabbè!!..(lasciamoli a Marta Flavi che se ne intende. Due tristezze non si annullano, si moltiplicano alla terza).
Penso che fatico sempre a comprendere quando fa capolino l’amore o la semplice passione. Non ne ho mai capito la differenza. Immagino somigli molto a quella che c’è tra il farmaco di marca e quello da banco.

Il fatto è che io, mi accanisco a vivere le giornate come se niente di eccezionale potesse succedere, rimanendo appeso a quel modus vivendi familiare che come un’unghia non curata, mi si è incarnita da piccolo: ”l’ottimismo porta sfiga!”

Eccola, è quella laggiù, dietro il bancone, come ti sembra??”
E come quando ad un provino ti fai accompagnare da un amico e prendono lui, la mia attenzione si era diretta e fermata di colpo davanti ad una quarta.
(Mi hai costretto a venire in pasticceria, fammi almeno scegliere il dolcetto!!)
Ad una prima occhiata… boh.. pareva una delle tante, ma la quarta qualcosa aveva risvegliato. Mi ero avvicinato col desiderio di vederla da vicino e penso che vorrei allungare la mano… e lo faccio!! In maniera elegante naturalmente, ma lo faccio così, come ho imparato ai corsi di teatro.
(non mi si dica che il Teatro non serve a ‘na sega)
Mi piazzo di fronte a lei, la sorpresa, e la fisso. Allungo la mano come a sfiorarla e l’accarezzo leggero. Lei ricambia con un alito, uno spostamento d’aria che mi colpisce in viso. Nelle narici mi si infila una fragranza che riconosco, è inchiostro misto a colla. La cosa non dovrebbe stupirmi, visto che di libro si tratta, e la quarta è quella di copertina.
Inizio a sfogliare con voraci carezze. Già dalla prima riga ne esce un tipo scazzato e cinico, Tony Pagoda si chiama, ed è il padrone di casa. Veste le parole con metafore e colori così eleganti, come quando arrivano ospiti a cena. La scrittura è magistrale.. ma cheddico, magistrale!!…è universitaria!!!
Semina bombe che ogni volta che ne pesti una ti senti esplodere di gioia e che se fossero tutte così, Gino Strada starebbe tutto il giorno al bar a giocare a freccette. Sono dita infilate nel barattolo di Nutella quando la mamma gira il culo. Ci sono più frasi memorabili in una pagina, che mignotte alle feste ad Arcore e mi fermo qui,..perchè io, con le metafore ho un conto aperto. L’ultima volta inciampando su una di queste, sono finito a terra ed il ginocchio mi si è aperto come un’anguria.

L’IMPERDIBILE FUOCO D’ARTIFICIO

La quarta di copertina segnala anche un titolo che dice poco: Hanno tutti ragione e la firma è del mio regista preferito, Paolo Sorrentino. Napoletano!

L’INARRIVABILE

E badate bene, lontano da me il volermi cimentare in critica letteraria. La mia preparazione culturale mi rende più congruo allo sfalcio dell’erba che ostruisce strade extraurbane o nello spurgo dei pozzi neri. Ma che posso dire, un’erezione, benchè mentale è pur sempre un’erezione, e mi va di parlarne. Come disse anni fa uno degli amanti della mia ex tata... “i dolori li puoi tenere dentro, la gioià no! Impossibile!!”
(infatti la moglie l’aveva beccato poco dopo!!)
Non avessi sto piccolo spazio, lo direi passando di casa in casa, ma ora siete voi i miei vicini.

Sono in biblioteca e quindi per un mese il libro sarà mio. Nei giorni a seguire non riesco a saziarmi e mi ci tuffo come in piscina prendendo a nuotare in tutti gli stili che Tony mi indica. Lo so, dovrei consumarne con parsimonia ma nn ci riesco, (anche in casa la Nutella non dura più di 2 gg) anzi ritorno alla biblioteca ed incamero anche l’audio-libro. Vuoi mai che mi tocchi uscire, solo un pazzo lascerebbe in casa da solo Tony Pagoda. Qui, invece, trovo la voce di un altro Toni, Servillo, che senza fatica accende le polveri che attizzano nuovi fuochi d’artificio regalando al testo altro inestimabile valore. Ed arrivo a chidermi: “ma se sto Sorrentino fa sti film fantastici, scrive come un Dio, mi chiedo appunto.. ma come cazzo farà la pastiera napoletana??”

Lo voglio dire, e me ne prendo tutte le responsabilità:
Paolo Sorrentino è un grande regista, ma scrive meglio di come gira i film!!”
Lo so’, ora sarò costretto ad abiurare come un G.Galilei de noartri o messo al rogo come un eretico da bar, ma lo penso davvero!! E così è!!

Ho pure saputo che arrivato in finale al premio Strega non gliel’hanno assegnato.
Mah..!!
Ora telefono a Toni, e stasera si va a pisciare sugli zerbini di sto cazzo di giurati!!

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