NATALE, FREUD E PARCHEGGI…

Ne ho avuto l’ennesima prova! I problemi che ci affliggono non li seminiamo andandocene, ma ci rimangano incollati addosso come il chewing gum in estate sotto le scarpe.Sta consapevolezza da bar all’angolo, era balenata l’altra mattina alla stazione di Bologna, dove per un paio di gg, avevo sostato da The Singer, amico d’infanzia e cantante. Questa ri-consapevolezza da parrocchia, aveva risvegliato un’incomprensibile senso di leggerezza, tanto che il primo pensiero era andato a lei, la donna che più di ogni altra era a conoscenza di ogni mio pertugio, quella che a colpo sicuro sollevava i miei tappeti scovandone la polvere che non ero ancora riuscito a smaltire, lei, che mesi prima, con le mie lacrime a seguire diligenti la via tracciata dalle rughe, si era avvicinata accarezzandomi una guancia e mi aveva stretto nell’abbraccio che solo una mamma sa’ dare, ma non la mia, sennò sarebbe stata per lo meno curiosa, l’erezione che mi aveva sorpreso come un autovelox in aperta campagna e che neanche rinculando ero riuscito a celare. Già, proprio lei, la mia strizza! Colei che elargisce consigli come fossero coriandoli il martedì grasso o riso ai matrimoni, ed il tutto, per la modica cifra di 80 euro all’ora.
E sempre lei, quella mattina, avrei ritrovato per l’ultimo incontro dell’anno, Maya permettendo. Per tutto il mese, infatti, non avrei avuto il piacere di vedere il suo mezzobusto da dietro la scrivania, visto che per il secondo anno consecutivo, avrei trascorso le feste a vendere inutili minchiate dietro un banchetto natalizio.
Nonostante sto lavoro conceda notevoli spunti per imbastire nuovi personaggi e dialoghi per il mio lavoro di attore, un minimo di avvilimento mi aveva avvolto come una sciarpa di lana che punge, e che da piccolo solo una passata di borotalco Roberts riusciva a lenirne il fastidio. Lo stesso fastidio che pareva rivivere ora, solo con gli angoli un po’ smussati.
Nonostante i buoni propositi lavorativi che parevano essere partiti con il piede giusto, ma con la gamba di un altro, evidentemente, per tutto l’anno mi ero comportato come il Re Midacontrario. (personaggio meno noto ai più, capace di riuscire tramutare in merda tutto quello che toccava).
Per non annegare nel solito pessimismo, mi ero aggrappato ad un salvagente di parole, le stesse che avrebbe usato un saggio indiano. Lo immaginavo, durante un pediluvio nel Gange, a scartare Baci Perugina, gettarne alla corrente la stagnola e trattenerne la sola cartina traslucida dove su una si leggeva: “trai beneficio anche dalla più insignificante delle esperienze”. (anonimo)... vorrei vedere chi avrebbe messo la faccia su sta stronzata!
Alla luce di questo imprescindibile consiglio, mi ero tuffato nella speranza che se Martin Scorzese avesse avuto bisogno di un attore in grado di impersonare con verità un venditore di bigiotteria&puttanate, avrei avuto buone possibilità di ottenere la parte.
Alla stazione, quindi, mi preparavo a rientrare con il mio zainetto di pensieri e paturnie, dopo aver dedicato poco più di 24 ore a The Singer, ed a tutto quello che mi aveva confidato.
Immagino la curiosità, racconterei volentieri quello che ci siamo detti in quei 2 gg di freddo e pioggia Bolognese, ma credo che menti semplici perderebbero troppo tempo nel cercare di trovare un nesso al surplus di intellettualismo messo in campo dai 2 artisti del fine settimana.
Posso dire, però, che discutemmo a lungo se la parola fregn(i)a, si scrivesse con la “I” dopo la “N”, o meno.
…io, ero convinto che con la crisi qualche vocale poteva essere risparmiata… THE SINGER un po’ meno…ma lui, economicamente, se la passa meglio del sottoscritto.
E quella mattina, tra intuizioni e malinconie, ero salito sul quel treno, con lo strano senso di lievità che ti regala la consapevolezza le rare volte che le fai “tana”, ma non prima, di un’ambita treccia ripiena di lava vulcanica al bar della stazione, e che fa tanto viaggiatore. Mi eccita scrutare i visi, ascoltare i discorsi, sentire il rumore delle valigie che solcano i corridoi con quella musica tutta uguale che pare un disco dei Pooh, ma soprattutto, continuare a stupirmi del fatto che “cazzo, con tutta sta gente, possibile non conoscere nessuno?”(una mia fissa da luogo affollato).
Sul treno, approfittando del vociare, ridotto a sopportabile brusio, mi ero incuneato tra le pagine di un libro appena regalatomi e che pareva partito col piede giusto. Storia di un tale a colloquio con lo strizza, ma molto più scassacazzi di me, scritto da un napoletano, tal De Silva. Lettura interrotta a Ferrara da risate pachidermiche di 2 paffuti imprenditori tedeschi che parevano alla gita delle medie.

BAMBINI IN GITA

BAMBINI IN GITA

Appena seduti, proprio qui di fronte, avevano estratto da un astuccio un marchingegno.

marchingegno

marchingegno

COMPARATORE... BOH...

COMPARATORE… BOH…

Avvertendo un mio interesse all’oggetto, forse colpito inavvertitamente dallo sguardo del mio occhio sinistro che dall’età di 3 anni fa un po’ quel cazzo che gli pare, avevano intuito un mio interesse all’attrezzo e di conseguenza invaso la mia leggerezza mattutina con spiegazioni mimate e prove pratiche con dei cubetti di ferro che (cazzo!!!) tenevano in tasca!.
Siccome quando ci si diverte il tempo vola, dopo un paio di settimane, il treno da Bologna per Padova era arrivato a destinazione. Scendo, faccio per salire in auto, e leggo un cartello che dalla fretta non avevo notato all’andata.
Noo..cazzo!!
Cerco il parabrezza. Nessuna multa.
Forse Dio Esiste!!
…stavo recandomi dalla strizza e guarda un po’, il mio pensiero andava a Freud..
Poi ho pensato,…ma lui, avrebbe mai parcheggiato in zona rimozione…??? mah!!

I miei pensieri sono un po’ così…non è che chiedano sempre il permesso…

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2 commenti

  1. Non ho capito nulla. Però va bene così d’altronde: sei un artista!

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  2. …forse hai ragione…a volte anch’io non mi capisco e mi devo ripetere le cose almeno un paio di volte… cmq grazie!!

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