PER IL TITOLO..FATE VOI!!

Giorni fa, sono salito su di un treno regionale in direzione Bologna. Dopo l’esperienza dell’ultimo viaggio per Milano, avevo riempito un thermos di bestemmie calde da offrire alla bisogna agli sprovveduti compagni di viaggio. Stranamente, sarà stata la giornata festiva o l’orario, o una semplice botta di culo, ero riuscito a trovare uno spazio lecito su di uno scompartimento semivuoto in 1/a classe ed adibito a seconda.
Comodo!
Dovendo prepararne delle letture, ho approfittato per appartarmi con un vecchio libro sul secondo dei miei miti assoluti, W. Allen. (Il primo è la lavastoviglie). Una rarità contenente brani di racconti pubblicati sul New Yorker negli anni ’50, dialoghi dei suoi film, ma soprattutto i primi monologhi degli anni ’60, un piccolo progetto che sto mettendo in piedi, sperando che poi lui faccia altrettanto con me.
Da subito, però, ho avuto la certezza che di quella bibbia non sarei riuscito a sfogliarne nemmeno una pagina. Il ritmo placido del treno, così calmo, così monotono, così sempre uguale, ha preso da subito ad anestetizzarmi i pensieri, rendendo il viaggio rassicurante e senz’anima. In breve, quello che più desideravo….lasciarmi scorrere…

Quindi treno come ventre materno che ci va stretto, ma riesce a calmare le nostre paure, spostandole solo più in là, il treno come la relazione ventennale con la compagna delle superiori, alla quale non hai fatto in tempo dirle che non te ne fregava più un cazzo, perchè nel frattempo ti aveva presentato ai suoi, eri piaciuto e questo ti rassicurava. Come in un gorgo in mezzo al lago, poi, ti eri lasciato risucchiare in una vita da riso in bianco, col sesso al minimo sindacale della domenica, grazie alla provvidenziale erezione mattutina presente anche nei più sbadati, e la messa cantata delle 10.00, consapevole che delle due opzioni, la più intrigante restava sempre la messa cantata.
E’ ormai nozione comune, che un dramma riconosciuto (e riconoscibile) è preferibile al cambiamento, il vuoto. Motivo per cui le mogli che vengono corcate di botte da mattina a sera, continuano a rimanere al fianco del proprio aguzzino.

Nonostante ‘sto sentore, sequestrato dalle coccole ritmate di queste poltroncine azzurre, ero adagiato su sensazioni rassicuranti, srotolate fino ad arrivare a chi, per anni, i primi della mia vita, si era prodigata per spacciarmi quelle prime dosi di nutrimento emotivo, Mrs Gramelot, mia madre.
Ed accoccolato su quel blu delle poltroncine, lo stesso dei suoi occhi, ho desiderato tornare in quell’istante, a pesare un’ultima volta su quelle braccia fragili da osteoporosi, nel disperato tentativo di ricuperare qualcosa con cui riempire il mio pozzo e non doverne sentire più il continuo rimbombo.
Alla luce, ma pure al buio, di quello che sto vivendo, ha iniziato a farsi spazio tra i rovi dei miei pensieri, il dubbio che quella razione di primo nutrimento non fosse stata sufficiente. A testimoniarlo, col tempo, la mia difficoltà a riconoscerne sapore.
Con due sole braccia e 3 figli, troppi forse, non è biasimevole non riuscire a dispensare dosi di attenzioni a tutti, tanto da riconoscerle incontrandole.
E con questo pensiero, che come melma da un tombino dopo un temporale ha iniziato a salirmi fino a tracimare malsano e maleodorante, ha iniziato a farsi feroce il desiderio di ingiuriare il mondo per la sua più grande ingiustizia: il NON poter decidere di venire al mondo alla luce di precisi e attendibili dati: un curriculum della famiglia ed un 730 della loro capacità di amare, senza contare poi l’atto sessuale per il concepimento, un colpo basso, una furbata da pubblicitario.
Perchè la fecondazione deve contenere il piacere?
Non sarebbe più razionale, ma soprattutto giusto, poter generare con sofferenza? Magari cospargendosi il palmo della mano di acido cloridrico, sbattere il mignolo sul piede del comodino, assistere ad un comizio di Borghezio!! Se scegliamo il dolore, è palese la certezza che quello che facciamo lo desideriamo veramente. Perché proprio con un atto sessuale, una delle cose più piacevoli? (dopo la torta di pere della signora Wanda, naturalmente).
La nascita di un figlio è troppo importante perchè avvenga con un atto di piacere.
Come puoi, poi, provare a tuo figlio che era lui a cui puntavi e non sei invece semplicemente scivolato sulla buccia di banana del desiderio?..

E poi..

…e poi ….e poi… e poi mi sa’ che devo smettere di prendere ‘sti treni…lenti, monotoni, puntuali o in ritardo ma puntati ostinatamente in avanti, verso un futuro sconosciuto …che ancora fatico a coniugare….

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4 commenti

  1. the pellons'

     /  maggio 7, 2013

    Ma se uno non ha nemmeno il sesso della domenica?

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  2. …che per lo meno si goda la messa cantata…;)

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  3. Ma vuoi vedere che mentre tu eri assorto in questo divagare mentale e filosofico, tu non sia finito su Spotted? Ahahah

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