I MIEI 15 MINUTI …di Andy Warhol

Io sono spesso affamato di cultura.
Questa mattina, in particolare, lo ero in modo esagerato.
Vedendo due Baci Perugina, messi lì in bella mostra, gonfi da farmi pensare ai nuovi seni di Angelina Jolie sbadatamente dimenticati sul tavolo della mia cucina, con la nocciola in cima a crearne un capezzolo turgido e rubicondo, li avevo scartati.
Perchè i Baci Perugina, a guardarli bene, sembrano effettivamente dei seni rifatti, in scala, ma rifatti. A ben vedere, esageratamente turgidi da ricordare quelli di prima generazione. Non so a voi, ma a me è capitata la sventura di averne tra le mani un paio nell’estate del 2000 e vi assicuro, non è stato un momento edificante. Erano freddi, parevano due coppette per il budino rovesciate o vasetti della Tupperware…sembrava di avere tra le mani un corpo estraneo che poco aveva a che fare con la persona che avevo davanti.
(non che fossi intimo neppure con la signorina)
Talmente freddi, dicevo, che essendo estate, unica soddisfazione è stata quella di un po’ di refrigerio. Seni di quel tipo, mi sentirei di consigliarli solo se portate le stimmate sul palmo della mano. Davvero!! Padre Pio ne sarebbe entusiasta, ne sono convinto!!
Ma non è questo che volevo dire…
Approfittando di una pausa sindacale della mia dieta, ho quindi ingerito di “malavoglia” quei seni con capezzolo di nocciola, che hanno preso a scendere lenti e collosi giù per la gola, tanto da regalarmi, in quel intervallo, la bella voce, tipo quella della pubblicità dell’Antica Gelateria Del Corso…non so se ricordate.
Finalmente, il mio momento culturale principe, era arrivato! I bigliettini traslucidi con le frasi all’interno!
Posso a pieno titolo affermare che mi nutro di cultura!
L
a mia formazione così va: quarte di copertina e biglietti Baci Perugina.
A parte una frase banale di un anonimo, e ne è lampante il motivo, neppure io mai e poi mai avrei firmato una cagata del genere, mi ha colpito la seconda, di Andy Warhol: “nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti”.
A ben vedere non centrava ‘na sega col classico bigliettino sessual-sentimental-sdolcinat-segaiol, ma me ne sono fatto una ragione, in fondo Capezzone, che cazzo centra con la politica? E sta lì a legiferare!
Per sua attitudine fisica, lo troverei senz’altro più adatto ad esprimere i suoi talenti all’interno di un Luna Park.

800px-Punch_Ball_Machine

Insomma, come un topolino sulla ruota, la mia mente è partita a girare all’indietro nella tentativo di NON ricordare, nella speranza che un evento di tale importanza dovesse ancora concretizzarsi.
Con rammarico, 15 minuti di popolarità, haimè, li avevo effettivamente già vissuti, cinque anni prima.
Prova lampante fu, che per un tot, le segretariefighedelcapo mi hanno addirittura rivolto la parola. Poi però, evitando inutile inquinamento sonoro, incrociandomi nei corridoi, avevano ripreso a salutarmi col codice Morse del ticchettio ritmato dei loro tacchi alti.
Ma arriviamo al dunque.
Anni fa, lavoravo per una ditta che vendeva prodotti bio ed una mattina avevo accompagnato il mio capo-area in un bel negozio con ristorante annesso per discutere di affari con il titolare. Intento a meditare che con un maglione di lana grezza a fior di pelle avrei trovato quella mattinata più edificante, poco prima delle 12.00, vedo entrare un mio mito assoluto. Non fossi contrario al matrimonio lo sposerei.
Tony Servillo. Il nostro più grande attore
.
(Da rivedere in Gorbaciov o Viva la libertà. Ve li consiglio!)

IN GORBACIOV

IN GORBACIOV

In quel periodo, era in tournee con uno spettacolo di Goldoni, grande autore anticoncezionale veneto.
E’ in compagnia di un giovane che subito si accomoda, mentre il
grande, fila diretto in bagno. Mi infilo di rapina, come un Inzaghi qualunque in una pausa dei due, che nel frattempo blaterano versi in greco antico…o così pare, e memore del fatto che eravamo già stati presentati una quindicina di anni prima dopo uno spettacolo con la regia di Leo De Berardinis, chiedo un attimo di pausa e lo tallono fino al bagno. Certamente non come un fan che gli muore dietro, ma come un conoscente di vecchia data che, immagino, gli farà piacere rivedere.
Aspetto.
Quando esce dal bagno, mi sto lavando le mani in uno dei 2 lavandini. Lui occupa l’altro.
Parto con un deciso “che sorpresa!! Tony… come va??
Lui risponde con un eloquente “????????????????”
…non ti puoi ricordare, ci siamo conosciuti a Bologna con Eugenio Allegri. Stavate portando in giro un testo di De Filippo con la regia di Leo, c’era pure Iaia Forte”
A sentire quei nomi, tutto cambia e come fossimo in una sala da the, inizia a farmi domande, su Eugenio, mi chiede cosa faccio nella vita, se faccio ancora l’attore, dice che ama questa zona e che qui in Veneto ci ha pure girato un bel film, La ragazza del lago. (evito di sottolineare con pennarello rosso che quel film è stato girato in Friuli. Ne ho un ricordo netto, lo vidi il giorno in cui è nato Jena, il 15 settembre 2007 in quella che sarebbe stata la mia ultima serata FREE per un bel po’).
Dopo qualche minuto mi stringe con vigore la mano e ci salutiamo.
Come dopo un furtivo incontro gay “da bagno”, gli lascio il tempo di percorrere qualche metro davanti a me prima di seguirlo e reinserirmi all’interno del simposio greco ormai agli sgoccioli.
Iniziamo a pranzare.
In breve, veniamo informati dalla cameriera che qui in sala c’è l’attore che ha fatto il film Gomorra.
Il mio capo non sta più sulla pelle. Il film l’aveva visto proprio la proprio la sera prima. Inizia a darmi di gomito nel tentativo che il sottoscritto si avvicini a chiedere un autografo per tutti e due. Riesco a declinare l’invito con un “ma sai.. tra noi attori non si usa..”. E ridiamo.

Il ristorante si riempie ed inizia un brulicare di gente che prende a puntellarlo di sguardi, non potrebbe accasciarsi neanche volendo. Nel giro di poco i due attori si alzano, vanno in cassa ed escono dal locale costeggiando la vetrata lungo il marciapiedi, sfiorando la sottile vetrata che divide noi dall’esterno.
Per un secondo incrocio lo sguardo di Tony Servillo e con un gesto della mano, non visto dal mio capo e l’altro, accenno un saluto.
E qui si innescano i miei miseri 15 minuti di “famosità”. Tony si batte il palmo della mano in fronte, rientra nel locale, si avvicina al mio tavolo, saluta per primo, cortese, i miei commensali e mi allunga la mano.
mi devi scusare… stavo uscendo senza salutarti..ci vediamo presto!! Saluta tanto Eugenio”
Esce!
Ecco, questi i miei “15 minuti di Andy Warhol”…e me li sono sputtanati su corridoi dove tikkettano disordinati tacchi alti.
Amen!

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5 commenti

  1. Gnollo

     /  maggio 15, 2013

    Eh Eh mica male invece, io dico che li hai spesi bene.
    E con questo Post poi hai trovato la scusa per vantare le tue ennesime conoscenze di personaggi famosi 😉

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    • ..a ripensarci, visto le prospettive, potresti aver ragione. Forse li ho spesi bene. Putroppo solo tra i corridoi battuti da quelle con i tacchi alti… eggià..sono proprio un “VANTONE”..:)

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  2. giuliana

     /  maggio 16, 2013

    neconvengo con Gnollo, ma…..oso pensare che cotanta popolarità abbia innescato non una reverenziale considerazione verso il capo-area e i reduci da liceo classico,bensì una sana invidia foriera di mobbing. quanto è durato poi il rapporto di lavoro?

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    • …ciao G.
      a dire il vero il rapporto di lavoro è durato ancora poco. Mentre LINUS porta sempre con sè la coperta, io porto a passeggio le crisi economiche… Diciamo che spesso sono loro a decidere per me.. non mi prendo mai certe responsabilità
      un abbraccio!! 🙂

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  3. barbara

     /  luglio 3, 2013

    ah ah beissimo!

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