IL LEGHISTA DEI SENTIMENTI

Giorni fa, dopo una disavventura sentimentale, forse la più cocente, fallendo miseramente, stavo spiegando a Jena (quasi 6 anni) la differenza di comportamento tra uomo e donna in campo sentimentale. Mi ero inerpicato in improbabili spiegazioni, e me n’ero uscito, alla faccia della Montessori, con la teoria che le donne non sono come noi, dicono parole che assomigliano alle nostre, ma hanno significati differenti.
Ad una richiesta di precisazione, memore di un libro che mi era stato regalato anni prima, la mia bocca, se n’era uscita con la parola Venere e poi si era bloccata là. A dire il vero, quel caposaldo della saggistica, (Le donne vengono da Venere e gli uomini dal bar,…pare di ricordare) mi era stato regalato anni prima, ma l’avevo relegato all’attività che credevo più consona, quella di sostegno alla gamba più corta dello sgabello di camera.
Non sapendo bene chi avesse davanti, ci conosciamo da nemmeno 6 anni, Jena, insisteva nel voler spiegazioni proprio dal sottoscritto!
Già… proprio da me.
Questo l’antefatto.
Arianna, 7 anni ben portati, la cugina “della montagna” che non aveva mai incontrato, dopo solo 17 minuti, aveva accettato di diventare la sua nuova compagna. Senza attendere l’abitabilità, con cuscini, sedie, ed una coperta, avevano costruito un’abitazione abusiva dietro il divano e trascorso un intero pomeriggio lì sotto. (mi confermate che sotto i 10 anni non ci si deve preoccupare vero??)
Prima che cominciasse a passarmi i testicoli sulla grattugia, avevo ceduto, e dalla cugina ci eravamo tornati pure il giorno seguente.
Per farla breve, la signorina, come a gettargli nel fiume un regalo impacchettato prima di farglielo aprire, aveva spento il sorriso beota di ordinanza che abbiamo tutti quando pensiamo di essere innamorati, e con frase lapidaria, aveva gelato i presenti: “sai..ho cambiato idea, non stiamo più assieme..ciao!” ed era tornata di sopra.
In un nanosecondo il piccolo Rodolfo Valentino era diventato un G. Leopardi in braghette corte, con l’esigenza di spiegazioni ed una certa fretta di rientrare a Recanati.
ma papy.. come è possibile, non capisco… solo ieri eravamo fidanzati e sono passate poche ore e ha cambiato idea…”
..e da qui, il mio sperticarmi in teorie su cose mai lette ma solo sentite dire, un po’ come se qualcuno parlando dei miti greci improvvisasse tutto attorno alla parola Troja perchè quella ricorda. Io avevo fatto di meglio, avevo tirato in ballo gli alieni provenienti da Venere…forse non esagerando neppure troppo.
Restano un mistero assoluto le mie di turbolenze sentimentali, figuriamoci se posso tradurre quelle di una bimba di 7 anni..
Se mi è concesso, quando penso alle mie di confusioni sentimentali, la parola principe che mi si presenta è Kamikaze.
In passato, partivo sentimentalmente, o così credevo, e mi immolavo facendomi saltare in aria in prossimità di una donna, con marito annesso, che aveva pensato malamente di puntare qualche fiches sul sottoscritto. (perchè ci fosse una parvenza di innamoramento la presenza del marito era d’obbligo).
Ora, se guidi senza patente e crei un tamponamento a catena, è naturale ritrovarsi con il terrore al solo pensiero di tirare fuori l’auto dal garage. Quindi, recluso emotivamente e dissociato da quello che potrebbe essere definito sentimento d’amore, da una una blanda attività sessuale, pari solo ad un curato di campagna, continuo a rifuggire da quello che qualche bontempone chiamerebbe sano rapporto di coppia.
La consapevolezza che le donne vengano realmente da Venere o cmq da una zona aliena, si è palesato immediatamente dopo aver deciso di andarmene, intraprendendo la mia corsa in solitaria un paio d’anni fa.
Nel primo anno, più che un uomo, mi sono sentito pista di atterraggio d’emergenza, dove venivano dirottati aerei in avaria, o con carburante insufficiente a raggiungere la destinazione prestabilita.

La prima ad atterrarmi quasi addosso, una pittrice. Dopo il primo incontro, casuale, accompagnando un amico per lavoro, non mancava di augurarmi il buon giorno tutte le mattine con chilometriche telefonate. Naturalmente apprezzavo. Non fosse che dopo la prima settimana, (e primo campanello d’allarme) se n’era uscita con il fatto che assieme avremmo dovuto scrivere un libro senza, mai svelarmi il tema ma neppure il motivo…boh! Cioè tu, incontri una persona, ed il primo pensiero è quello di scriverci un libro assieme?? Avrei avuto altri pensieri io.
Nei giorni successivi, la proposta best seller, come le piante delle mie fioriere, dimenticata, lentamente era andata a morire.
Seconda settimana (e secondo campanello d’allarme). Non cagando più il progetto “best seller”, era partita con l’idea che sarei dovuto ritornare con la mia ex e lei, molto volentieri, mi avrebbe aiutato. Se le passavo il numero di cellulare l’avrebbe contattata direttamente. Una persona volgare, non il sottoscritto, è chiaro, potrebbe concludere che se l’abilità nel fare pompini fosse andata di pari passo al modo di ragionare, qualche chances di farmi tornare sui miei passi l’avrebbe pure avuta.
Cmq, diciamo che non ho potuto appurare né l’uno né l’altra. Dalla terza settimana, infatti, non ha più chiamato al telefono, risposto men che meno, e pare sia sparita senza far penare troppo la sua mancanza. Come una scoreggia, si era fatta sentire, aveva infastidito, ma poi silenziosamente aveva tolto il disturbo prendendo posto al deposito di quelle esauste.

Nel giro di un paio di mesi, un’altra artista ma concettuale. Marchigiana, conosciuta sui monti dopo un’istallazione alla quale ero stato invitato.
Diciamo che dell’arte concettuale, vado matto per il buffet.
Ora non so cosa e come sia successo, ma a fine serata ci siamo ritrovati su una panchina e… beh.. non essendo io un gran seduttore, deve aver fatto tutto lei.
Alla luce di quello che ha detto dopo, il bacio va senz’altro rivalutato. Rimane pur sempre un ottimo sistema per evitare di dire cazzate. Infatti, scollate le labbra, l’artista concettuale, conosciuta solo un paio d’ore prima, aveva tentato di spiegarmi il seguente concetto: eravamo fatti l’uno per l’altra, si sarebbe potuta trasferire senza problemi in Veneto che tanto il suo lavoro poteva svolgerlo un po’ dappertutto e aveva pure idea di come avremmo potuto collaborare assieme.
Come da prassi dunque:
A) classiche telefonate chilometriche dei giorni seguenti con resoconti minuto per minuto della giornata passata.
B) insistenza per rivederci. Potevo scendere da lei e fermarmi quanto volevo.
C) il sottoscritto comunica che è riuscito a liberarsi e che l’indomani l’avrebbe raggiunta.
D) da quel momento in poi..silenzio assoluto. Nè più vista né più sentita.

Le 2 sono cmq rimaste in buona compagnia. Qualche mese dopo è arrivata pure Marta, pubblicitaria Trevigiana. Ma a questa merita uno spazio tutto suo..magari in futuro…chissà.

Cmq, alla luce di queste turbolenze sentimentali, esistesse il federalismo del corpo umano, per problemi di cuore, amarei poter dire: “adesso arrangiati…sono cazzi tuoi!”

Ma il vero leghista dei sentimenti, se n’era uscito così:
… “papy, perchè le donne non se ne tornano al loro paese??”.
“….ma anche no!”
Ma non ho saputo spiegargli il perchè.

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