Mrs GRAMELOT E I SOCIAL NETWORK

Dopo altre immeritate vacanze, rieccomi qui, più vecchio e meno pimpante che mai. Si riconferma un’ineluttabile teoria: dopo le vacanze, ci vorrebbero le vacanze, quelle vere….senza fondotinta.
Da quando il sig. Unicredit mi ha tolto il saluto, (per le mutande non dovrà attendere molto) al posto di lidi assolati o SPA (nome del cazzo) per ripristinare la forma che mai ho avuto, ci è toccato ricorrere ad ormai consuete vacanze montane da Mrs Gramelot (la mamma). Vacanze taroccate, che ricordano più il ritorno sul luogo di un delitto commesso anni prima.
In fondo, mi dicevo, il piacere di tornare al paese natale, è pur sempre un modo di rincontrare …già..chi?? Chiccazzo si incontra in agosto? Agosto è un mostro che ingoia tutto! Agosto trova indigeste solo sagre, persone di passaggio e volti ai quali non sai più appiccicare un nome.
Indigesta all’agosto, anche lei, lì, fissa come un totem cocciuto, imperterrita e coriacea, Mrs Gramelot.
Due colpi di clacson per farle calzare in fretta un paio di ciabatte e spegnere il 32 pollici al plasma che a sera, sul video, si possono cucinare le uova, e compare alla finestra.
Stavolta, cosa strana, non ci era corsa incontro, ma solo sporta dalla finestra e, cosa ancora più strana, sarà stato il sole del tramonto che le si sbatteva in viso, pareva avvolta da una luce vivida e bella che la trasformava, la migliorava, quasi.
Le donne quando prendono luce odorano di innamoramento o svago. Entrambi li avevo candidamente esclusi.
Forse, inconsapevolmente, ero io a vederla così.
Forse il piacere di vederla o quel vago spurgo di gratitudine in ritardo di anni stava sgorgando e mi cambiava la prospettiva accecandomi.
Forse la mia vita sta guarendo, penso.
Salgo le scale e ci viene incontro. Si piega in avanti con la goffaggine di una donna della sua età e dedica le prime doverose attenzioni al nipote, l’ultimo, lanciando un fugace sguardo, serenamente preoccupato al sottoscritto,
L’abbaglio permane.
Già.. abbagliato nel vero senso della parola, di quella luce che avevo notato fin dal cortile.
L’alone luminoso è accecante! Mrs Gramelot pare un bomboniera.
Riprendo lucidità.
mamma, che cazzo hai fatto ai capelli???”
lassa star… varda.. non ne voglio gnanghe parlar. Quella gretina della sostituta parrucchiera”.
Cazzo, qualche settimana prima ero figlio di un’abbondante settantenne, con capelli mogano ed ora, zoppicante e con le ginocchia giustamente rattrappite, mi si para davanti una Marylin Monroe centenaria uscita da un sarcofago senza essere passata in sala trucco.
Con la fantasia che quando parte….. temo di vederla trascinarsi sopra un tombino dal quale un potente getto d’aria le solleva il grembiule da cucina evidenziando così, gambe con debordanti vene varicose violacee da sembrare la cartina geografica in 3D del Friuli Venezia Giulia che se non lo nomino io non se lo caga mai nessuno.
Marylin mi invita ad entrare.
so’ccontenta ghe sei ‘rrivato… hai bortato vero il combuter che dobbiamo chiede settrova la mia amica di Domegge ghe stasettimana andiamo attrovare‘”
Antefatto: un paio d’anni fa, tramite facebook, avevo individuato il nipote di un’amica e le avevo messe in contatto. Da allora, per qualsiasi cosa, “tanto c’è fesbu ghe è miragoloso“.
E periodicamente mi consegna una lista di persone da ricercare per lei e le amiche del circolo abruzzesi, senza riuscire a farle entrare in testa che su
“fesbu” si deve essere iscritti e la media delle ottantenni è piuttosto esiguo. Fortuna che esistono i nipoti.
Sta di fatto che nelle faccende domestiche, il PC ora viene incluso nelle reliquie da spolverare quotidianamente.

 

Era passato un anno dall’ultima volta che eravamo stati alla ricerca di una sua amica che non “vedeva da un po’”
“Fesbu” però, non aveva fatto il miracolo
il nome del paese me lo rigordosegondo me la troviamo…ci tenco attrovarla
Di buonora ci eravamo messi in cammino nella direzione di un microscopico paese dell’agordino.
Google map indicava un unico serpentello e qualche casa buttata alla rinfusa qua e là, così, senza pensarci troppo.
Arrivati e nessuno, dico nessuno che la conoscesse. Come nei migliori villaggi sud americani, ci viene indicata l’abitazione della “centenaria del paese”.
La nipote, che sicuramente aveva dimenticato il sorriso sul cuscino di un letto evidentemente non suo, titubante, ci fa entrare.
Davanti a noi, su una poltrona in velluto consunta, una vecchina altrettanto consunta, arrotondata su se stessa, alza lo sguardo come se si scucisse un esagono da un rotondo pallone di cuoio. Ci fissa per un tempo esagerato.
Anch’io la guardo fissa e penso che se avessi nominato la parola “crema idratante” ci avrebbe denunciato. Più che rughe, in faccia teneva una cassettiera e da uno di questi fuoriusciva la manica di un pigiama, o almeno mi era parso di vedere.
Dalla ruga più grossa, che poi ho capito essere la bocca, una sola ed unica frase: “…le morta nel febraio ‘72″
Chiedo a Mrs Gramelot indicativamente da quanto era “quel po’ che non la vedeva” Non ricorda. Ripropongo la domanda in tono deciso. Tergiversa, poi confessa….dal 1956.
Cazzo!! Te lo potevo dire io senza disturbare la nonnina arrotolata, penso.

 

In casa, invece, ricurva come il ramo di un salice piangente, la Marylin del quartiere accompagna Jena in salotto mentre ripenso alla nonnina arrotolata e le sue rughe e proprio in quel momento riconosco quelle di Mrs Gramelot, come se esserle stato vicino per tutti questi anni, avesse edulcorato ai miei occhi la loro profondità. In silenzio ho preso a girare cercando di ritrovarla in fotografie sequestrate da cornici opache e di poco gusto sparse in giro per casa. Avevo indugiato sulla foto del suo matrimonio con Mr Silent, il mio babbo ed alla faccia triste che traspariva dal bianco e nero. La faccia di chi, nemmeno il giorno del suo matrimonio, si è mai sentita completamente accettata, e mai lo sarebbe stata, macchiata da quella colpa ineluttabile di essere donna del sud.

 

La prima volta che Miss X (mia ex) era salita a conoscere i miei, quello sguardo triste nascosto nel bianco e nero della foto, era stata la prima cosa a notare. Immediatamente dopo, l’abbigliamento tipico degli ambienti montani e molto simile a quello che lei stessa aveva riconosciuto nell’album di matrimonio dei suoi.
Mrs Gramelot aveva precisato la data e ne eravamo usciti tramortiti.
40 anni prima, a centinaia di km di distanza, i nostri genitori si erano sposati esattamente in contemporanea.
Una coincidenza tale non poteva che essere di buon auspicio alla nostra unione, aveva pensato Miss X, non fosse altro che uno dei 2 ero io.

 

Ho continuato poi a guardare Mr Gramelot lungo il corridoio, lenta e piegata come un frollino uscito dalla tazza del latte, indeciso sul da farsi, ed ho preso a riconoscerne gli anni, tutti, troppi e per la prima volta in vita, ho avuto la sensazione che avrei potuto perderla, non per distrazione stavolta…
e mi sono sentito più solo.

 

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8 commenti

  1. Ormai come una droga dalla quale dipendo,attendo con trepidazione i post che pubblichi.
    E rido,mi commuovo e ti confesso a volte piango,pure,leggendo questi pezzi di puzzle della tua vita,riflettendo poi sulla mia.
    Un consiglio?
    Trova un editore,metti insieme i post e crea il tuo libro.
    Se lo farai,fidati che sarò la prima a comprarlo,perché sarà spassosissimo!
    Ciao collega.
    Bea

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  2. the pellons'

     /  agosto 23, 2013

    No, ha ragione, è sempre tutto, emozionante e divertente e commovente leggerti.

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  3. Bea vr

     /  agosto 30, 2013

    Veramente commovente e toccante quanto hai esposto.
    I genitori a volte li vediamo “scontati” e invece col tempo ci si accorge che potremmo un giorno perderli…… Nonostante a volte siano “pesanti” sono preziosi !!
    Ti leggo sempre con molto interesse.

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