NUOVA TEORIA FILOSOFICA (comportamenti a credito)

Ora, mi rendo ben conto che scrivere dei post settimanali, non aggiunge nulla alla poco frequentata letteratura mondiale, ed i miei, in quanto a futilità, seguendo una scala al ribasso, scavano forte sotto-zona Fabio Volo. Si librano raso raso sopra l’inutilità, e sono arrivato alla conclusione che i blog, in fondo, siano solo l’unghia incarnita della letteratura.
Alla luce di questo, ripensando agli avvenimenti che costellano invariati il mio vivere, quello di ieri non merita certo eccessiva attenzione, ma, ben inteso, se io avessi, e ripeto parlo per me, una vita piena ed interessante, non starei mica qui a scriverne, mi limiterei più semplicemente a viverla.
Dovessi scomparire, beh.. vorrà dire che sarò passato a miglior vita…. ma in contemporanea a questa naturalmente. (e sto scrivendo con il naso…ora)
Questo, per dire, ringraziando l’onnipresente Dott. Divago, che questo post potrebbe serenamente rimanere incastrato tra i polpastrelli, ma ho deciso comunque di farlo colare qui, sulla tastiera. (precludervi una nuova teoria filosofica pareva brutto).

Dunque,  è andata più o meno così.
H. 16, 18.
Dal parcheggio del supermercato mi dirigo a piedi in direzione della scuola elementare dove Jena dovrebbe uscire alle h. 16.15.
Lo so, sono in ritardo, ma quelli di prima, ormai l’ho capito, escono dopo tutti gli altri.
Da attento osservatore del cambio delle stagioni mi chiedo: perchè arrivare in anticipo quando è autunno, cadono le foglie e si rialzano le spalline??
Di fronte a me e ne sono inconsapevole, passeggia il filosofo.
Incede lento, con capello corto grigio a puntualizzare un’età entrata nel “range-saggezza” e giacca blu appoggiata su delle spalle a forma di gruccia in plastica, non legno. (quelle in legno sono più dritte).
Armeggia dentro la tasca destra della giacca e ne estrae un malloppo di carte. Alcune le “liscia” e le mette nel portafoglio, ma un’ultima, invece, l’accartoccia e la getta bellamente in una lingua di ciuffi erbosi che chiamarla aiuola pare troppo.

Come la Batida de Coco (approposito..che fine ha fatto??) è chiaro che potrei farmi i cazzi miei, invece la mia parte sana ed ambientalista, utilizzando l’indice della mano destra, parte e picchetta sulla spalla del filosofo.
“scusi, le è scivolato di mano un foglietto”
Capisce immediato e gli si increspa un sorriso da paresi. Prontamente opta per l’azione simpatia.
“sa..volevo buttare 5 euri, ma mi sono sbagliato e ho buttato la carta le dispiace??”
Penso che una battuta così del cazzo neanche a Colorado troverebbe ospitalità.
…e mi sento dire, non senza una certa sorpresa:
“più che altro mi dispiace (testa di cazzo) che lei sia arrivato a quest’età senza aver capito cosa siano l’educazione ed il rispetto! (oltre al non trascurabile e pessimo gusto della battuta)”
..da qui, a rendermi conto di trovarmi di fronte ad una delle menti più lucide del ‘900, un lampo!
Ma quando covava ‘sta teoria, eravamo tutti obnubilati di spritz al bancone di un bar? Sarà!
Quindi eccola:
“guardi che io prima ho raccolto una bottiglietta di plastica e l’ho buttata nel bidone…!!”
“e quindi?”..dico io!
“..e quindi se lei non ha visto questo sono affari suoi e non può criticarmi… la prossima volta prima di criticare qualcuno, deve informarsi…lei è un maleducato!”
Sono in ritardo e lascio perdere..o così credo…. tanto che mentre mi avvicino al portone d’ingresso della scuola, parto in rapida rassegna all’ultima settimana.
Dunque:

  1. ho accompagnato la mia padrona di casa in centro, aveva la macchina fuori uso.

  2. ho aiutato la vicina a gonfiare le gomme della bici.
  3. al supermercato ho lasciato passare avanti una persona che aveva fretta.

Realizzo che, secondo la teoria dellIlluminato, ho incamerato sufficienti bonus in buone azioni, e quindi, senza contravvenire alla sua teoria, potrei candido tornare indietro, e con una testata ben assestata, aprirgli un 7 sulla fronte… e senza temere “critiche” perchè ho agito secondo il famoso “comportamento a credito”.
Clicko il tasto destro della mia giornata e poi su impostazioni. Pigio su “comportamento buddista” e decido di allungare verso il cortile che ormai è diventato un formicaio di rosse. Se non che il saggio aggiunge…”quindi spetterebbe a lei raccogliere la carta che ho buttato”.

Frantumo quasi mille anni di pensiero buddista, mi fermo e faccio per andargli incontro, non sapendone io stesso per quale preciso motivo.
Voltandomi di scatto,però, quasi vado ad urtare 2 bimbe che chiacchierano, interrompendo malamente la camminata di un Charles Bronson fuori forma.
Le due stanno discutendo. Origlio una loro frase e..e..e qui il mondo si ferma… ed io con lui…le due parlano di cose grosse.
Ascolto.
Una frase, una sola, riesce a mandare in corto circuito la mia rabbia e decido che sarà lei a cambiarmi la giornata.
Le due sono il moschettone ben piantano mentre sto per precipitare…e mi salvo.
“..ma secondo te..il mondo chi l’ha creato, Gesù o le Winks?”

voltoGesù1artp

winks

Mi fermo a sorridere, mentre il filosofo, sfilandomi a fianco, immagino stia diagnosticandomi un grado di instabilità che un po’, sicuro, mi appartiene.

Mentre Jena mi viene incontro..inizio a pensare,.. e pensandoci concludo che dovendo proprio scegliere tra i due personaggi di fantasia, se non altro per una questione cronologica, di look e sobrietà, al primo, darei senz’altro più credito.

(ps. già… stamattina, il pezzo di carta era ancora là. Mi sono avvicinato e raccolto. C’era scritto SISAL….l’ho sono messo in tasca e…vaffanculo.. 1 a 0 per il filosofo)

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SULLE TRACCE DI EMMA-BIS

La vita di noi giovani padri anziani, è spesso costellata da avvenimenti che vengono scanditi come un metronomo, ma che smettono, haimè, di riguardarci in prima persona. Ci investono e rimbombano dentro le nostre stanze e per accoglierli in sicurezza, sarebbe stata buona cosa aderire al “piano casa”…cmq c’è tempo fino a novembre.
Nella fattispecie, mi riferisco agli amori cadenzati mensilmente da Jena (6 anni).
Amori che sparge, apparentemente alla cazzo, come i semi in un campo appena arato. Apparentemente perchè, dopo la fulminea e non travagliata storia d’amore del mese scorso con Emma, eccone un’altra bella fresca con il medesimo nome.
Per poter evitare confusione durante le discussioni serali, si è pensato di aggiungere un freddo ed anonimo BIS… Emmabis, quindi.
(con il rischio concreto che qualche ministro del governo Letta ci freghi il nome per una nuova tassa da “larghe intese” vista la loro scarsa fantasia)
Cmq, come una bambola gonfiabile bucata che inizia a roteare in salotto, attentando alla cristalleria, quella coincidenza, l’iniziale “E”, per degli strani cortocircuiti del pensiero che appena ho un attimo telefono al sig. Pavlov, mi aveva preoccupato, probabilmente per il ricordo di quel tale che, scherzando, aveva promesso di risolvere i problemi degli italiani, e che si era prefisso di farlo con un arbitrario ordine alfabetico partendo dalla lettera, la “B”. E come il cagnolino sulla gamba, lì si era fermato.

Ora, in qualsiasi posto invaso dalla presenza di Jena, Emmabis è diventato un mantra talmente costante che anche il Dalai Lama ne avrebbe pieni i coglioni.
Mantra che ieri, all’alba, grazie ad un poco provvidenziale sciopero delle maestre, ha preso a vibrare sul pianerottolo fin dalle 9,00 del mattino, interrotto solo dalla spinta che ha fatto rotolare oltre la soglia ‘sta specie di omino della Duracell, di una donna alta e bionda, con nelle orecchie due evidenti tappi gialli da metalmeccanico, prima che la stessa ripartisse sgommando.
Calmarlo con un ceffone pareva poco educativo e nonostante l’orario, ho proposto una dose di cartoonito ma invano…aveva delle cose da dirmi.
“papy…parliamo di amore??”
Oddio, non sarò la persona più adeguata per intavolare argomenti del genere ma, visto che l’alternativa era un termosifone spento, giocandomela alla pari, eccomi a tracciare percorsi sentimentali ad un seienne, che se penso ai miei, dosi massicce di diserbante ci vorrebbero per riportarli alla luce.
La decisione però, era discuterne al parco, perchè Emmabis di sicuro lì l’avremmo trovata…se lo sentiva.
Al mattino niente da fare, ma l’opzione pomeriggio l’aveva tranquillizzato sventando il dramma… per i miei testicoli soprattutto.
E con una dozzina d’anni d’anticipo, rispetto al mio personalissimo programma educativo, eccomi a disquisire di donne con un bimbo di prima elementare, con la stessa competenza del prete che tiene corsi prematrimoniali.
“sì papy..sono innamorato”
Con un po’ di insana curiosità, ma pure per sfangare il pomeriggio che stava girando con le marce basse, eccomi ad indagare il grado di percezione “dell’amore” del giovane invasato, seduti scomodamente sulla panchina, proprio quella lì, di fronte alle altalene e tentando qualche confronto con le blande mie infatuazioni ormai cadute in prescrizione.
Lui lì, puntuale come una manovra economica, senza imbarazzo a rispondere alle intime curiosità di un padre. Io.
“sai papy, quando penso a Emmabis, sento un brivido morbido e delicato che parte da qua (i piedi), inizia a salire e va su su su (senza tappe intermedie) e quando arriva qui (segnando il cuore) sai cosa succede?”
“…??..”
“…che il cuore inizia a battere forte..e io sono contento.”
Mi spingo oltre.
“ma se potessi ti piacerebbe sposarla?”
“ma certo papy”
“e..e…avere anche un figlio??”
” sì,…ma non saprei come chiamarlo. Ci dobbiamo pensare assieme”
Sta maturando, penso, l’anno passato alla stessa domanda la scelta era caduta su …Fulmine.
Ora, però, non è che Jena lo puoi distrarre con un paio di domandine e quindi di nuovo a vagare per il parco come un Leopardi, ma più emaciato, a chiedere notizie di Emmabis a chicchessia purchè risulti all’anagrafe. Niente da fare…il dramma, lento, si stava consumando. La ricerca, come in una partita di rugby, doveva almeno farci guadagnare qualche metro ma niente!

JENA LEOPARDATO

JENA LEOPARDATO

“papy..dobbiamo fare qualcosa… ci sarà un modo per trovarla no?..fatti venire un’idea….papy…cerchiamola sul computer”
Idea del cazzo…penso… abbiamo solo un cognome ma tant’è!
Ed eccomi, con il consueto assillo di non essere il padre più coscienzioso del west, a tentare il tutto per tutto inserendo il cognome della bimba nelle pagine bianche. Scoprire che in città ce ne sono a decine, ma che però, novità assoluta, dalla zona di connessione viene segnalata la distanza.
Alla speranza di poter vedere almeno la finestra della sua Silvia, il giovane Leopardi si illumina ed insiste che non ce ne possiamo stare qui con le mani in mano ed eccoci, quindi, come 2 loschi individui che si scambiano illegalità in auto, piegati in avanti con navigatore e blocchetto in mano a scremare per una veloce cernita, ma, e con sorpresa, arrivare a fare goal al primo tiro in porta.
Dopo 1700 mt, siamo sotto casa dell’amata.
Manco a dirlo, per evitare che ad ora di cena si attaccasse al campanello di un’ignara famiglia della media borghesia padovana, sono dovuto ricorrere a minacce e ricatti che avrebbero fatto impallidire Vittorio Feltri, e con il dubbio concreto che i due neppure si conoscano, visto che Emmabis è avanti di un paio d’anni, quindi un’era geologica.
Fortuna che con impercettibile anticipo, rispetto alla sera precedente, l’imbrunire era giunto a togliermi d’impaccio.
“vedi papy, quando tu vuoi una cosa,.. ma se la vuoi proprio forte, e ci pensi tanto, questa cosa la trovi… però bisogna insistere.. oggi siamo arrivati qui e mi accontento, ma domani si suona… vero? Io non mi arrendo!”

Tra capo e collo,quindi, l’ennesima lezioncina dal seienne, … ma stavolta , col blocchetto tra le mani, un paio di appunti me li sono tirati giù.

PRO-STITUZIONE

La settimana scorsa, nell’edicola di Gianka, quello del Punto di G., dopo aver seguito quel programma comico dal titolo “la fiducia al governo”, che all’estero fa rotolare dalle risate, ma qui un po’ meno, avevamo aperto un’improrogabile discussione sulla prostituzione.
Da noi, si sa’, dopo politica, anche seguendo un non trascurabile ordine alfabetico, la parola prostituzione compare subito in superficie come una scoreggia mollata in piscina.
La cosa che però mi aveva fatto sussultare, nel bailamme delle battute che a turno venivano profuse a getto continuo, era una proposta, l’unica che mi ero trovato a condividere in pieno.
La regolarizzazione della prostituzione.
E fin qui, tutto bene.
Il coccolone, però, mi stava prendendo perchè a proporla era proprio la Lega Nord per voce del sindaco di Cittadella, ricordando che solo pochi anni fa, gli stessi, erano scesi in piazza, a Padova, per protestare contro l’apertura di un Sexy-shop.

LA COERENZA

LA COERENZA

Beh,..mi ero detto, dopo un trentennio, finalmente una proposta concreta e condivisibile. Il mio pensiero solidale, però, era corso immediato alla vita alla quale erano costretti ‘sti poveri cristi. Elettori che ogni quarto d’ora, con sapiente slalom, a  doversi districare tra pericolosi paletti e trovarsi da anticlericali a ferventi cattolici in un lampo, senza il preavviso di almeno un paio di giorni. Dirottare bestemmie in preghiera e viceversa, senza uno scarto di tempo adeguato, che si sappia, può creare seri problemi, basti vedere quello che è successo al loro leader… ma tant’è!

Come capita, cmq, quando si discute di politica, basta proprio un’inezia per arrivare al personale e da lì, ad intavolare un discorso improntato sulle mignotte, il passo è breve.
Partimmo inizialmente a disquisirne da un punto di vista socio/economico, convenendo che era cosa buona&giusta, per un ovvio motivo di cassetta, ma anche e soprattutto per dare un po’ di “sollievo” a persone che per età, aspetto o solitudine, non potevano più avvicinarsi a questo naturale svagosenza dimenticare chi è gravato da pesante handicap fisico o mentale.
(da non perdere il film dell’anno passato “the session”)
E via, poi, a piene mani, a raccontare esperienze…. di altri…fino a lambire anche la lotta femminile sul fango andando, è vero, fuori tema.
Fatto sta, che nessuno di noi aveva mai provato l’ebbrezza del sesso mercenario.
Rinverdendo situazioni altrui, era palese che mi trovavo inconsapevolmente vittima di una malattia della quale la medicina mondiale ancora faticava ad esprimersi, ma, e lo dico senza vanto alcuno, andare a zoccole non è mai stata una mia prerogativa di vita….così pure il desiderio di sbirciare 2 donne avvinghiate nel fuoco della loro intimità.
(da quest’ultimo, anche senza farmaci, sono cmq in via di guarigione).
A ben ricordare, però, restando in tema, una situazione che non valeva assolutamente la pena rivangare, e proprio per questo l’ho fatto (e faccio), era capitata anni prima. In quell’occasione, come quasi mai accade, me l’ero scansata brillantemente, tipo quando, leggendo il giornale per strada, riesci ad evitare all’ultimo una merda di cane.

All’epoca, vagavo nel mio più splendido periodo seduttivo, dove riuscivo senza problemi, a concupire donne solo ed esclusivamente il 29 febbraio.
In quelle settimane avevo conosciuto tra gli scaffali del supermercato dove lavoravo, una ragazza di qualche anno più avanti, gradevole, ma soprattutto procace.
Veniv…pardon, si recava sempre con il marito, un bell’uomo e finanziere, lo dedussi dal fatto che si presentava immancabilmente in divisa.
Mah..sarà stato il mio savoir faire o le battute umoristiche che elargivo a piene mani, la signorina parve da subito ritenere il sottoscritto persona necessaria e piano piano, iniziando a presentarsi sola, non mancava mai di richiedere la mia presenza anche per delle banalità.
La invitai, in breve, ad una passeggiata mattutina, un lunedì, visto che altri giorni ero impegnato e la sera, ovviamente, riteneva lei inopportuno uscire.
Accettò!
Ero gasatissimo per il posto che scelse, una località turistica fuori stagione, quindi via da occhi indiscreti, ma anche e soprattutto, per aver sfatato il mito 29 febbraio, essendo un tiepido aprile.
Salendo lungo i tornanti, un paio di volte era arrivata a sfiorare la mia con la sua mano, mentre la tenevo sul pomello del cambio e da lì a pensare che se è vero che 2 + 2 fa 4, la situazione si sarebbe conclusa a mio favore.
Evidentemente l’aritmetica mi aveva voltato le spalle, visto che in quell’occasione 2 + 2 faceva 50, come gli euro che mi chiese per la sua compagnia.
Ora…so che è stupido, ma la prima cosa che pensai nell’immediato, fu lo sgarbo che stava facendo al marito. Non tanto per le corna, ma per il fatto che lei, moglie di un finanziere, avesse intrapreso un’occupazione che non contemplava l’emissione di scontrino fiscale.
Dicevo che me la cavai brillantemente come quasi mai accade. Di solito se incontro della merda inizio a spalmarla. Quella volta dissi che era fantastico, che avevamo sorprendentemente molte cose in comune tra cui il lavoro, lo stesso, non però le tariffe, di poco superiori le mie, ma che per questa volta le sarei venuto volentieri in contro.
Proposi quindi un pari&patta, invito che la signorina, immagino declinò, dal momento che non mi rivolse parola fino a casa.
Me ne feci una ragione…e persi una cliente.
(e pure lei)

Alla luce di questo episodio, con Gianka, dibattemmo se mai avremmo potuto in un futuro, tenere in considerazione una cosa del genere, cioè sesso in cambio di danaro.
Ne convenimmo che sì, l’avremmo potuto fare e pure volentieri, solo che il compenso sarebbe stata solo una scusa….siamo gente semplice noi!