SULLE TRACCE DI EMMA-BIS

La vita di noi giovani padri anziani, è spesso costellata da avvenimenti che vengono scanditi come un metronomo, ma che smettono, haimè, di riguardarci in prima persona. Ci investono e rimbombano dentro le nostre stanze e per accoglierli in sicurezza, sarebbe stata buona cosa aderire al “piano casa”…cmq c’è tempo fino a novembre.
Nella fattispecie, mi riferisco agli amori cadenzati mensilmente da Jena (6 anni).
Amori che sparge, apparentemente alla cazzo, come i semi in un campo appena arato. Apparentemente perchè, dopo la fulminea e non travagliata storia d’amore del mese scorso con Emma, eccone un’altra bella fresca con il medesimo nome.
Per poter evitare confusione durante le discussioni serali, si è pensato di aggiungere un freddo ed anonimo BIS… Emmabis, quindi.
(con il rischio concreto che qualche ministro del governo Letta ci freghi il nome per una nuova tassa da “larghe intese” vista la loro scarsa fantasia)
Cmq, come una bambola gonfiabile bucata che inizia a roteare in salotto, attentando alla cristalleria, quella coincidenza, l’iniziale “E”, per degli strani cortocircuiti del pensiero che appena ho un attimo telefono al sig. Pavlov, mi aveva preoccupato, probabilmente per il ricordo di quel tale che, scherzando, aveva promesso di risolvere i problemi degli italiani, e che si era prefisso di farlo con un arbitrario ordine alfabetico partendo dalla lettera, la “B”. E come il cagnolino sulla gamba, lì si era fermato.

Ora, in qualsiasi posto invaso dalla presenza di Jena, Emmabis è diventato un mantra talmente costante che anche il Dalai Lama ne avrebbe pieni i coglioni.
Mantra che ieri, all’alba, grazie ad un poco provvidenziale sciopero delle maestre, ha preso a vibrare sul pianerottolo fin dalle 9,00 del mattino, interrotto solo dalla spinta che ha fatto rotolare oltre la soglia ‘sta specie di omino della Duracell, di una donna alta e bionda, con nelle orecchie due evidenti tappi gialli da metalmeccanico, prima che la stessa ripartisse sgommando.
Calmarlo con un ceffone pareva poco educativo e nonostante l’orario, ho proposto una dose di cartoonito ma invano…aveva delle cose da dirmi.
“papy…parliamo di amore??”
Oddio, non sarò la persona più adeguata per intavolare argomenti del genere ma, visto che l’alternativa era un termosifone spento, giocandomela alla pari, eccomi a tracciare percorsi sentimentali ad un seienne, che se penso ai miei, dosi massicce di diserbante ci vorrebbero per riportarli alla luce.
La decisione però, era discuterne al parco, perchè Emmabis di sicuro lì l’avremmo trovata…se lo sentiva.
Al mattino niente da fare, ma l’opzione pomeriggio l’aveva tranquillizzato sventando il dramma… per i miei testicoli soprattutto.
E con una dozzina d’anni d’anticipo, rispetto al mio personalissimo programma educativo, eccomi a disquisire di donne con un bimbo di prima elementare, con la stessa competenza del prete che tiene corsi prematrimoniali.
“sì papy..sono innamorato”
Con un po’ di insana curiosità, ma pure per sfangare il pomeriggio che stava girando con le marce basse, eccomi ad indagare il grado di percezione “dell’amore” del giovane invasato, seduti scomodamente sulla panchina, proprio quella lì, di fronte alle altalene e tentando qualche confronto con le blande mie infatuazioni ormai cadute in prescrizione.
Lui lì, puntuale come una manovra economica, senza imbarazzo a rispondere alle intime curiosità di un padre. Io.
“sai papy, quando penso a Emmabis, sento un brivido morbido e delicato che parte da qua (i piedi), inizia a salire e va su su su (senza tappe intermedie) e quando arriva qui (segnando il cuore) sai cosa succede?”
“…??..”
“…che il cuore inizia a battere forte..e io sono contento.”
Mi spingo oltre.
“ma se potessi ti piacerebbe sposarla?”
“ma certo papy”
“e..e…avere anche un figlio??”
” sì,…ma non saprei come chiamarlo. Ci dobbiamo pensare assieme”
Sta maturando, penso, l’anno passato alla stessa domanda la scelta era caduta su …Fulmine.
Ora, però, non è che Jena lo puoi distrarre con un paio di domandine e quindi di nuovo a vagare per il parco come un Leopardi, ma più emaciato, a chiedere notizie di Emmabis a chicchessia purchè risulti all’anagrafe. Niente da fare…il dramma, lento, si stava consumando. La ricerca, come in una partita di rugby, doveva almeno farci guadagnare qualche metro ma niente!

JENA LEOPARDATO

JENA LEOPARDATO

“papy..dobbiamo fare qualcosa… ci sarà un modo per trovarla no?..fatti venire un’idea….papy…cerchiamola sul computer”
Idea del cazzo…penso… abbiamo solo un cognome ma tant’è!
Ed eccomi, con il consueto assillo di non essere il padre più coscienzioso del west, a tentare il tutto per tutto inserendo il cognome della bimba nelle pagine bianche. Scoprire che in città ce ne sono a decine, ma che però, novità assoluta, dalla zona di connessione viene segnalata la distanza.
Alla speranza di poter vedere almeno la finestra della sua Silvia, il giovane Leopardi si illumina ed insiste che non ce ne possiamo stare qui con le mani in mano ed eccoci, quindi, come 2 loschi individui che si scambiano illegalità in auto, piegati in avanti con navigatore e blocchetto in mano a scremare per una veloce cernita, ma, e con sorpresa, arrivare a fare goal al primo tiro in porta.
Dopo 1700 mt, siamo sotto casa dell’amata.
Manco a dirlo, per evitare che ad ora di cena si attaccasse al campanello di un’ignara famiglia della media borghesia padovana, sono dovuto ricorrere a minacce e ricatti che avrebbero fatto impallidire Vittorio Feltri, e con il dubbio concreto che i due neppure si conoscano, visto che Emmabis è avanti di un paio d’anni, quindi un’era geologica.
Fortuna che con impercettibile anticipo, rispetto alla sera precedente, l’imbrunire era giunto a togliermi d’impaccio.
“vedi papy, quando tu vuoi una cosa,.. ma se la vuoi proprio forte, e ci pensi tanto, questa cosa la trovi… però bisogna insistere.. oggi siamo arrivati qui e mi accontento, ma domani si suona… vero? Io non mi arrendo!”

Tra capo e collo,quindi, l’ennesima lezioncina dal seienne, … ma stavolta , col blocchetto tra le mani, un paio di appunti me li sono tirati giù.

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2 commenti

  1. the pellons'

     /  ottobre 21, 2013

    QUest’uomo (quello piccolo eh) ha grandi potenzialità in campo amoroso. Speriamo Emmabis e le future non siano stronze, perchè non so come mai, ma gli uomini prediligono le stronze.
    E tu sei un gran papà. Sì.

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    • (un po’ la tendenza alla stronzetta ce l’ha)…. cmq diciamo che l’ombrello dell’inadeguatezza è sempre aperto sopra la mia testa…ed i dubbi tanti… grazie 1000! @presto! R.

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