DOVE ERAVAMO RIMASTI??

Dove eravamo rimasti??
Già…a me che abbassavo il coperchio del portatile ad inizio dicembre, per intraprendere per il terzo anno consecutivo questo gaudente lavoretto ai banchetti natalizi.
È vero, non ci siamo sentiti da un po’.
Diciamo che questo mio togliermi dalle palle potrebbe essere inteso come il vero regalo natalizio da parte del sottoscritto….questo potevo permettermi e questo mi sono permesso.
Pongo quindi uno stop a questa mia latitanza natalizia in compagnia di banchetti e marziani che ad onor del vero, non sono mancati neppure quest’anno. Da classico e placido Natale che si rispetti, come un buon film da domenica pomeriggio in famiglia, non è mancata neppure la coccolante colonna sonora ad avvolgerlo. Non mi riferisco certo al lamento costante di altoparlanti gracchianti che come orgasmi di gente attempata inquinavano le vie del centro, ma ad amene entità, sbucate da chissà dove, imitanti sembianze umane.
Lui non ha eluso la sua presenza neppure quest’anno. Sarebbe stato difficile non notarlo, il cugino meno noto di Frank Zappa, conosciuto dai “non molti” come Franco Badile. Chitarra tricorde, una meno del dicembre scorso (le altre usate come filo interdentale) suonata con ritmo cadenzato e costante, come si usa fare in Brianza durante gli sculaccia-party con minorenni e non.

FRANCO BADILE

FRANCO BADILE…parente di FRANK ZAPPA

Naturalmente non potevano mancare le new entry. Nella fattispecie due.
Il primo, batterista non male per la verità, a spaziare dal rock anni ’70 al liscio romagnolo dei Casadei, limitandosi, con una certa valenza, a dare una spintarella ai batteristi originali. Nonostante il divieto di rumoreggiare, quest’anno i vigili sono stati inflessibili ed il loro costante ammonimento, ha sempre, dico sempre continuato imperterrito come in missione per conto di nostro Signore. Un soprannome un programma: Franz di “Coccio”, riservista, pare, della grande PFM.

FRANZ DI COCCIO

FRANZ DI COCCIO

Ultime in ordine di apparizione, in tutti i sensi, vista l’età, una famigliola americana con babbo kilometrico e stuolo di bimbe, ben nove e dalle voci angeliche che facilmente verrebbe da immaginare in primavera su dondolanti altalene fatte da abili amanuensi nel Connecticut ed in tournée qui, in Europa, con le loro 5 canzoni natalizie. Un po’ pochine, è vero, ma cantate da sciogliere il calcare dei rubinetti.
Premetto che il mio inglese da spiaggia spesso non è affidabile, ma il loro intento, secondo le 2 le opzioni che mi è parso intuire intavolando un discorso con il capo famiglia, erano:
1) raccogliere fondi per arrivare fino in Russia ed allietare con la loro musica gli ospiti degli orfanotrofi di quelle zone. Lodevole!
2) aprire una sala da gioco a Mosca impiegando le bimbe sui pattini nella consegna di Martini dry e nel fine serata, utilizzarle come mini ballerine di lap dance. Lodevole!
L’inglese si è sempre prestato a più interpretazioni.

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Ora non è che in un blog si debba sempre scrivere post densi di significato e nessuno pretende che lo siano, ma rileggendo quello scritto fin qui, sono stato preso da un odore che piano piano si è fatto sempre più intenso e che ha preso a salire su su fin quasi ad ottundere il cervello. Quando non ne capisci il motivo devi attendere, aspettare che la sabbia mossa dal fondo torni al suo posto, anche se più spesso la consapevolezza è un calcio in culo che ti arriva all’improvviso…e quindi, pensare che le poche righe scritte fin qui erano servite a coprirne il fetore come i profumi per gli antichi romani, è stato un attimo.
Perciò, se è vero, come è vero, che un anno è passato, è palese che l’odore da coprire, pure stavolta, sono stati i buoni propositi, gli obiettivi, che neppure per questo 2013 sono stati posti e di conseguenza non mantenuti. Verrebbe quasi da dire dimenticati…già! …come fosse possibile dimenticarsi di pisciare. Sempre forti di quella teoria secondo la quale se non scendi in campo la partita non la perdi.
Insomma, un altro anno gonfiato come l’albume sbattuto, che di sola aria si arricchisce.
Che poi, gli obiettivi, se non stanno, come dovrebbero stare, davanti a noi, come gli anni passati vanno a posizionarsi dietro, ti stanno incollati alle caviglie e come insistenti rappresentanti Herbalife non ti mollano un’istante, sempre pronti a colpirti nei punti deboli. Chi meglio di loro conosce i tuoi punti deboli?? ..semplice!.. i tuoi punti deboli stessi. (mi sa che neanche Umberto Eco…). E ti ritrovi a vivere di malsana immobilità. E credetemi, mai e poi mai lo confesserei, ma quest’immobilità rimane a tutt’oggi nella top ten dei rari stimoli al pianto che al sottoscritto rimangono, anche se loro, le lacrime, non amando stare al centro dell’attenzione, è all’interno che scivolano, mica fuori. E non ci sarebbe nulla da eccepire se queste troie in forma liquida, non andassero a solidificare creando robuste pareti rocciose e difficili da scalare, proprio qui, al centro del petto.
Già…..a volte verrebbe quasi da chiedere aiuto al buon Dio… che vi assicuro, esistesse, lo farei volentieri.
Ma lo so, divago e mi intristisco..dai….. parliamo un po’ di voi ora…

MI SOMIGLIA... SOLE E PIOGGIA

MI SOMIGLIA..SOLE&PIOGGIA

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4 commenti

  1. Buon anno…che migliore del precedente: Auguri!

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  2. A me du figliuole del babbo americano me pajono in età da marito… Io sono disposto a prenderle entrambe! Ti hanno detto, per caso, se si sarebbero fermate a Mosca? Magari un indiriz…. Auguri! Dai che sto 2014 lo Famo annà na meraviglia!

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