ERROR DAY (se non erro…erro)

Ogni tanto, se guardo indietro, mi rivedo incedere esitante e dubbioso su di un percorso costellato di errori, posizionati sulla strada con la stessa frequenza dei paracarri.
Contrariamente a quello che dichiarava quel bontempone di Freud, ossia che le cose negative tendiamo a dimenticarle, o meglio, come dice chi parla bene, “rimuoverle”, a me capita esattamente il contrario. A me quelle raffiorano! (Sigmund, tranquillo, niente di personale)
Ora, so che si riferiva a quei “ricordi negativi” che stanno di casa nell’inconscio, mentre io a quelli più superficiali. Fatto sta che io, sarà la crisi, neppure l’inconscio mi posso più permettere.
Agli errori, su invito della parola stessa, diamo sempre e solo un’accezione negativa, ma può pure succedere, al contrario, che siano fonte di ispirazione e cambiamento. Viaggiare alla ricerca di qualcosa non è pur sempre un errare?.
Vorrei poter dire di esserci arrivato da solo, ma si sa, purtroppo fatico a riflettere pure davanti ad uno specchio.
La verità, è che nel week end scorso, sono stato invitato per una 2 giorni dedicata all’errore (Error Day) a Bologna da due care amiche, Clelia e Monica, se non che organizzatrici dell’evento.
E lì mi si è aperto un mondo con tutti i suoi spifferi.
A parte gli errori intesi come strafalcioni e che senz’altro ci è capitato di incontrare per strada, nei cartelli stradali o più ancora nelle insegne, sul tema dell’errore in genere, si sono avvicendati insegnanti universitari-scrittori (Ermanno Cavazzoni ed Enrico Fornaroli), ed ognuno, nel proprio campo, conducendoci per mano alle loro esperienza di errore.

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Gli stessi fumetti dei super eroi, ad esempio, presenza costante del nostro periodo pre-masturbatorio, come ha raccontato in modo avvincente Enrico, sono diventati tali proprio in seguito agli errori dei quali delle normalissime persone sono state vittime.
Quindi, il tramutarsi in positività di un evento apparentemente negativo.
Immagino che avere a disposizione dei poteri magici possa creare qualche scompenso psicologico e non intendo entrare nel caso specifico, ma immagino che Ken Parker abbia dovuto sborsare una certa sommetta in psicoterapia.
Più fortunati forse i fantastici 4, visto che negli incontri collettivi la tariffa è sempre ridotta, ma tant’è.


E’ stata la volta poi degli errori verbali, creati oralmente nel “boccabolario” da una geniale artista, Alessandra Berardi. Beh.. mi farei venire un’orchite piuttosto che non regalarvene un paio.

AVARO Qualcuno che ha i giorni scontati.
DIAVOLO Angelo scaduto.
DIETOLOGO Qualcuno che ingrassate perché vi faccia dimagrire.
EDITORE Artefice dell’altrui cestino.
ESISTENZA Un viaggio nel tempo e nell’ospizio.
RE MAGIO Qualcuno che va dalle stelle alle stalle.
SILENZIO Un dialogo tra sardi

Restando in tema, un incontro in particolare ha addirittura sciolto dalla commozione parte del calippo che c’è in me, per la disarmante dimostrazione ed a tratti sconvolgente, di come a volte, l’errore possa risultare la chiave d’accesso all’armadio dove è riposto l’abbigliamento della nostra misura, andando così a stravolgere il nostro look esistenziale.

La storia di Meng Huang, cinese, talentuoso artista visivo…(confermo..si vedeva!), scandita da 34 illustrazioni dello stesso che ne hanno dipanato la storia poi tradotta da Monica D., sua scopritrice, grande critica d’arte cinese. (ma soprattutto grande amica mia)

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Durante l’infanzia, dopo aver causato un incidente (errore), per fuggire all’ira dei genitori, si rifugia presso un amico dove, negli scantinati, conosce un pittore intento a ritrarre una ciminiera. Rimane estremamente colpito dall’uomo ma ancor prima dalla sua arte, infatti, anni dopo, ritrovando la stessa immagine dal vivo, e rivivendo la stessa l’emozione di anni prima, ha la netta percezione di quale sarà la strada da percorrere.
Molti anni dopo, un secondo errore bussa alla porta e lui provvidenzialmente apre.
L’errore, stavolta è la lacerazione di parte di una tela sulla quale sta lavorando. Disperato e non avendo modo di acquistarne un’altra, escogita, nel tentativo di recuperarla una nuova tecnica, e proprio quest’ultima da lì in avanti diventerà suo marchio di fabbrica, procurandogli non poche soddisfazioni artistiche.

Ora, so che non è elegante inserire esperienze personali in mezzo a persone di così grande spessore, ma pure io, nel mio piccolo, in anni passati e a seguito di un errore, ho avuto la medesima netta e percezione di aver inventato qualcosa di grandioso. Trattasi nella fattispecie di un rivoluzionario sistema anti-cellulite, ispirato dalla mia coscia destra dopo un disastroso ruzzolone con i roller, mentre con un certa urgenza attendevo l’arrivo di un’autoambulanza.
Ma si sa, questa è l’Italia, paese dove mai viene dato spazio all’intraprendenza dei giovani se non raccomandati, e quindi, immagino che l’invenzione stia ancora lì, sonnecchiando presso l’ufficio brevetti.

Nonostante sia stato narrato a fine serata, mentre molti cadaveri di San Giovese giacevano a terra come testicoli dopo un comizio di Borghezio, il seguente aneddoto ve lo passo come assodato.
Quindi…cazzuolata di cultura!

Pare ci sia stato chi, invece, l‘errore andava appositamente a cercarlo per trarne spunti artistici.
Morandi, (con mia sorpresa non quello che la mamma mandava a prendere il latte, bensì Giorgio grande incisore, ma non di dischi), quando viaggiava sul tram, era solito disegnare per analizzare l’effetto che veniva a crearsi con la matita, le volte che il tram “zompettava” per il salto di rotaia.

Per concludere, a ben vedere, altra opera d’arte, partita da un errore è senza dubbio la presenza al mondo del sottoscritto. Che di errore si fosse trattato non mancava mai di sottolinearlo Mr Silent, mio padre, le volte che veloce e furtivo gli sottraevo il telecomando durante le puntate dell’ispettore Derrik.
Ma non fosse per quel benefico errore, ora non sarei qui e voi stareste a fissare lo schermo del vostro PC senza alcun motivo …e magari sentendovi pure un poco pirla.

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2 commenti

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