VIETATO A ROMANTICI E PRESUNTE COPPIE FELICI

Innanzitutto, mi corre l’obbligo di informarvi che il post è vivamente sconsigliato a romanticoni, coppie che si ritengono affiatate o persone in over-dose di “esperienze vissute” da settimanale INTIMITÀ. So.. so bene che guardandomi in faccia non lo si direbbe  ma in passato ne ho letti. Eccome se ne ho letti. (e non me ne vergogno, si sarebbe soliti aggiungere…, invece me ne vergogno..eccome!!).

All’epoca, Mrs Gramelot, mi inviava settimanalmente alla Baita, l’edicola del quartiere. Durante il rientro, camminando, non mancavo di leggere avidamente e, cosa peggiore, a credere e quasi immedesimarmi in quelle fanta-minchiate pubblicate su INTIMITÀ, producendo, ne sono sicuro, la tipica faccia imbesuita del fruitore tipico di telenovelas brasiliane. Non bastasse ancora, poi, come un Pollicino de noartri, da quelle pagine cercavo di trarne spunti e buoni propositi del cuore che seminavo sulla via del ritorno, nella speranza di raccoglierli un giorno per trovare indicazione sulla strada del sentimento da percorrere e che immaginavo ormai tracciata e felice.
Ma si sa, le illusioni sono più evanescenti delle mollichine di pane e quindi… eccomi qui, alla mia età, con “nulla da dichiarare”.
Già a quell’epoca, quindi, una scaglia di dignità se n’era andata. Preme però puntualizzare che avevo 15 anni e di sicuro la scure della prescrizione sarà calata. Il restante della dignità, invece, come ho già detto, l’ho accartocciato e buttato nella differenziata di un locale Lap Dance del trentino…e magari una delle prossime volte la racconto pure.

Dunque:
sabato scorso, con T. amico d’infanzia, andiamo ad una festa di compleanno. Vuole che legga qualcosa per la festeggiata ed opto per dei divertenti monologhi di Woody Allen utili a riequilibrare la parola “compleanno”.
In auto, T. mi informa che si è proposto come addetto alla preparazione delle crepes perchè, dice, può restare in cucina senza l’obbligo di fare public relation… sì, ma neppure public erection, penso.
La cosa mi sorprende, perchè
T. da quando lo conosco, è sempre stato un trascinatore di folle con l’hobby della pesca a strascico. Butta nella rete simpatia, savoir faire e più d’una, senza privilegiare un’età, ne è sempre rimasta invischiata.
Chiedo lumi e questo è quello che ne viene fuori: ” più tardi, dopo il lavoro, arriva anche mia morosa”.
“…???…”


Partiamo intavolando una discussione di alto livello e ne esce una teoria ineluttabile che il sottoscritto, come un Socrate al contrario, non sapeva di sapere, arrivando a disquisire sull’incolmabile differenza tra uomo e donna.
Discorsi grossi, quindi.
Parto in rapida statistica mentale e subito mi rincuoro perché è chiaro da subito che ‘sta situazione appartiene al genere maschile e noi due non siamo certi mosche bianche.
Nonostante questo, una tristezza di fondo mi avviluppa.
In sunto, T., lamenta il fatto che andare alla festa con la fidanzata, è come andare alla Bier Fest portandosi da casa la birretta Dreher.
Cristallino! Come dargli torto?
Dopo non molto, arriviamo alla teoria: – da che l’uomo è uomo, alla festa, gode quasi ed esclusivamente per il fatto di avvicinare nuove creature, odorare nuovi profumi, palesemente diversi da quelli incistati sotto le lenzuola del lettone di camera,  compiacendosi nel conoscere e vivere novità seduttive -.
Quando, per ovvi motivi viene a mancare questo, è comprensibile desiderare di rimanere chiusi in cucina a preparare crepes.
In sunto e senza paura di esagerare, arriviamo a dichiarare che l’uomo e donna sono tra loro corpi estranei che devono solo difendersi da loro stessi.
Prendiamo il calcio.
Mogli e fidanzate ora rotoleranno dai tacchi, ma è giusto che qualcuno vi illumini. Io!
L’uomo odia il calcio e lo sport in genere!!
Finge di non poterne fare a meno, ma nella realtà abbisogna di una scusa per rimanere a casa la domenica pomeriggio, mentre lei fa la gimkana tra i parenti.
In un summit mondiale, una geniale equipe di scienziati, deve essere riuscita a far credere alla donna che l’uomo vive di sport e che almeno questo gli doveva essere concesso.
Finalmente chiaro il motivo per cui la donna martorizza l’uomo su tutto, ma sullo sport in TV è costretta a concedergli questa vitale ora d’aria??
Vabbè…lo scotto è che lei, per questo lo tratti da stupidino con le amiche, ma credo ne valga la pena e poi…pure loro tengono un elemento del genere in casa.
Mi viene da pensare che col tempo la situazione sia peggiorata, vista la frequenza di partite infrasettimanali.

Visto che ultimamente mi sto occupando di saggistica, ne approfitto per invadere il campo “sesso di coppia”. Spero mi perdonerete.
Ora, a parte la congruenza del corpo maschile su quello femminile che ammetto, un certo grado di piacere lo da, in caso contrario finirebbe la specie, buona parte del resto è chiaramente artificioso e complesso. Basti pensare all’uomo alle prese con un seno di donna. Lo ammetto, rasentiamo il ridicolo! Cari colleghi, si chiamano capezzoli! Smettiamola di usarli come fossero pulsanti della vecchia radio a transistor nel goffo tentativo di cambiarne frequenza. Se poi tenta di addentarci l’orecchio, non illudiamoci, sta solo tentando di farci mollare la presa.

Ed il sesso orale? Nei suoi confronti l’uomo è l’unico che sa come andrebbe fatto, anche se è chiaro che io, personalmente, mai mi esibirei in dimostrazioni di piazza. (lo stesso vale per la parte avversa, naturalmente)
A parte qualche eccezione che si interrompe bruscamente dopo che il prete dice: “vi dichiaro marito e moglie…” sono rare le donne in grado di espletare  tale “mansione”.
Ora però, a nanna i bambini!!
Ho sul fuoco un’ esperienza personale di qualche lustro fa ma utile ad avvalorare ‘sto stato di incoerenza.
Ai tempi delle guerre puniche, una ragazza con la quale stavo intrattenendo una relazione seria, (infatti all’epoca avevo smesso completamente di ridere) dopo un cinema deludente, si era proposta di alleviare lo sconforto proponendo del sesso orale a mio vantaggio.
Sono bene educato e quindi accetto.
Il problema, però, si palesa nell’immediato. Per un motivo sconosciuto, la suddetta, si mette ad improvvisare ed inizia a mie spese, con gli incisivi, una lenta circoncisione, comportandomi fitte di dolore fisico.
Un po’ per carattere, un po’ per non offendere la partner, ma soprattutto per anestetizzare la situazione, mi celo dietro ad una dissociazione
psico-fisica, pratica imparata negli anni di lavoro alla pressa in una fabbrica del Cadore. Arrivo quindi ad alienarmi completamente.
Dopo qualche minuto, però, completamente dimentico di quello che stavo subendo e quindi del tutto disinteressato alla signorina inginocchiata, senza chiedere il permesso al cervello, mi sento chiederle:
-Amore, ti sei più ricordata di spedire i punti degli yogurt Danone Vitasnella per la raccolta delle coppette? …in settimana scade il concorso-.
Beh… Non è stato un momento esaltante. Ho scongiurato l’evirazione che, tra parentesi era già a buon punto, accasciandomi a terra e fingendo un malore.

Alla luce di questo, con T., prima di scendere dall’auto, non abbiamo potuto non concordare su quello che dichiarò quel genio totale ed indimenticato di Massimo Troisi:
“uomini e donne non dovrebbero stare insieme…
so’ttroppo diversi!!”

(ps. per una Rossa Moretti sono disposto a ritrattare tutto)

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