NEGLI APPUNTAMENTI AL BUIO…accendere mai la luce!!

 

E poi è arrivato un giorno che non ce l’ho più fatta. E ho detto no! Qualcosa di strano dovevo avercelo per forza. Volevo capire. Perchè sennò trovare persone sempre pronte a farmi calare nell’imbuto di situazioni tutte uguali? Ne avevo parlato anche con Gianka dell’edicola e la parola che gli era uscita di bocca era Karma. Ho subito intuito che si trattasse di cosa grossa, lui non pronuncia mai a vanvera parole con la “K”. Poi però, un po’ mi aveva tranquillizzato. Poter dare la colpa ad un qualcosa di sconosciuto, che non ci scegliamo, che proviene da chissà dove, è nero e cattivo, è sempre tranquillizzante. In Italia su questa base ci hanno fondato addirittura un partito.
Alla fine, mi sono posizionato in piedi davanti al bugiardissimo specchio di camera e ho preso, a scrutarmi. Non guardarmi come faccio tutte le mattine, assonnato, cosa che spesso mi fa uscire di casa con i capelli che sembrano bimbi durante la ricreazione. No! Come con il gioco della settimana enigmistica, avevo preso a scorrermi. Con lo sguardo avevo cercato di seguire i numeri cercando di unirli per vedere cosa ne usciva. Il risultato, confesso, non è stato incoraggiante.
È un esercizio che sconsiglio a tutti.
In fondo, un po’ di superficialità non ha mai fatto male a nessuno.
Diciamo che più che scolpito, il fisico che mi sono trovato davanti era colpito. Mai come in questo caso il mio detto “le rughe sono un problema che è sotto gli occhi di tutti”, risultava cristallino. E lo sguardo, beh… non era certo quello del diciassettenne segaiolo di un tempo. (nonostante le tradizioni fatichino a morire). E pure l’occhio, quello vittima di un incidente un’era geologica fa, continuava impercettibile a virare a sinistra, uno dei pochi rimasti, in Italia.
Ora voglio tranquillizzare…. me per primo. Nonostante ‘sta descrizione da ricordare il vecchio Marty Feldman, per voi superficiali, resto sempre e cmq il solito tipetto passabile.

Marty-Feldman-Vita-di-una-Leggenda-di-Robert-Ross_h_partb

Niente paura, ora arrivo al punto.
(certo, facessi sempre dei preliminari così lunghi, verrei proposto per un busto in un qualche centro storico, ma tant’è..)
In sostanza, volevo capire davanti allo specchio, quindi da prospettiva “esterna”, se realmente trasparisse in maniera così netta, cristallina, un bisogno che non percepivo, ma che per molti era evidente, l’urgenzaper il sottoscritto di avere una compagna.
A capo di questo summit mondiale, per placare questa “urgenza”, si era candidata un’amica attrice, conosciuta solo qualche mese fa durante qualche serata di letture drammatizzate. Fin da subito, saputo che ero ancora a piede libero, si era proposta di presentarmi (leggi: darmi in pasto) una serie di amiche. Tutte con una caratteristica comune: “erano fatte per me” e tutte con una serie di optional che “non potevo non tenere in considerazione”.
In un autosalone sarebbe stato il classico “usato sicuro”.
Ora, conoscendomi discretamente bene, visto che oramai mi frequento da qualche decennio, avevo ritenuto preferibile nicchiare. Nei rapporti sentimentali non mi sono mai classificato nemmeno ai play off.
Evidentemente, però, non ero stato categorico infatti a breve erano piovute su FB, un paio di sospette richieste di amicizia.
Volendo smentire che la curiosità è donna, ho accettato, partendo con sprezzo del pericolo, da quella delle 2 che, non esibiva photos nel proprio profilo FB.
In chat, dopo aver disquisito di crisi in Crimea, dramma dei migranti e fame nel mondo, in un messaggio subliminale, come un tempo al cinema per invogliare all’acquisto di bibite gassate e patatine, la frase: “décolleté” simile a Sabrina Ferilli”, era stata carpita dal subsonscio, e nel giro di una settimana avevo agevolato l’incontro.
Quando però dal vivo, il décolleté ricorda effettivamente la Ferilli, ma tutto il resto Luciana Turina … beh…dopo aver mistificato la mia realtà poi devi risultarmi straordinariamente simpatica. Nulla da eccepire se poi una persona, neanche troppo pignola, si prendesse la briga di un esposto in procura per “scambio di persona”.

turina_luciana2

Beh..anch’io e George Clooney siamo due gocce d’acqua, dal punto di vista della somma degli arti.
Naturalmente dal canto mio ho preferito non dare adito a false speranze, puntualizzando solo che “risultavo all’anagrafe”.
Controllerò in agenda, ma non credo ci siano stati altri incontri.
Con la seconda invece, tutto è subito partito col piede giusto. Le foto su FB le “assomigliavano”, era molto elegante, un bel sorriso, socievole, certo l’età non era proprio quella paventata dalla mia amica attrice, in fondo cosa vuoi che siano 8 anni in più se in confronto all’eternità…
Erano però bastati 3 minuti e 42 secondi, per intuire che forse stavolta ero io a non essere di suo gusto, visto che, ovviamente per mettere le mani avanti rispetto a successivi incontri, mi aveva reso partecipe di un suo progetto a breve: la visita in luoghi di preghiera in giro per l’Europa, cercando di fare tappa in uno di questi a meditare per un tempo indeterminato, nell’intento di cercare se stessa.
Beh…spero vivamente riesca a scorgersi da qualche parte.
Il successivo appuntamento l’abbiamo fissato per l’aprile del 2018…. l’ho pregata di essere puntuale!


Alla luce di questi incontri, ho molto riflettuto, e visto che la sociologia non si è ancora espressa su queste problematiche, mi sono preso la responsabilità di coniare un’innovativa teoria che spero possa essere di sostegno a quelli che continuano a perpetrare ‘sto tipo di incontri.
Ero partito dal presupposto che gli incontri al buio rasentano sempre un senso di inutilità e tristezza pari solo alle feste dei coscritti.
Volendo accattivarsi “l’altro”, è chiaro cercare di adottare una tattica. Nulla a che vedere, quindi, con il desiderio di conoscersi veramente e con quella che potremmo definire verità.
È chiaro il timore di non arrivare al secondo di appuntamento e quindi le conversazioni, non sono libere. Sono incatenate da una ferrea tattica che somiglia sempre più al risiko che ad un pacifico incontro. Vorrei ricordare che quest’ultimo è il gioco della guerra e quindi è palese che la diplomazia e trattativa vengano utilizzati negli scontri, mai negli incontri. Non è quindi esagerato definire l’appuntamento al buio, alla stregua di una guerra svolta su campo minato fatta di baionette e trincea, con scarponi pesanti dal fango e agguati nel cuore della notte.
Per evitare tutto questo, e rendere l’appuntamento non una battaglia, bensì un incontro gioioso, di verità, di empatia, è importante, anzi essenziale, prima ancora delle presentazioni sciogliere l’ovvia tensione emotiva. E cosa può risolvere la situazione se non un immediato rapporto sessuale? Questo deve essere chiaro da subito.
Mi spiego meglio.
Tu vegetariano che vuoi fare una gara podistica, non ritieni importante sapere se il premio finale sarà della salsiccia o della lattuga?
Ritengo che consumare, prima ancora delle presentazioni, un rapporto sessuale, possa risolvere tutto in breve e quindi evitare tutta una serie di tristi imprecisioni (palle).
Qualche uomo ottimista potrebbe proporvi un hotel a ore. Buon per voi. Certo, vista la crisi, se non vi potete permettere un alloggio confortevole, può risultare proficuo anche del sesso orale consumato nel parcheggio di un centro commerciale. Qui, però, mi permetto di puntualizzare molta, molta attenzione, visto che in alcune donne l’emozione del primo incontro, può far sbattere pericolosamente le mandibole.
Ecco…ora che il problema è risolto! Tocca a voi…andate… e incontrate!!

 

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7 commenti

  1. Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

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  2. gabriella.derme

     /  giugno 16, 2014

    Inviato da Samsung Mobile

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  3. Dici che se avessi incontrato la Turinferilla direttamente in hotel non ti saresti accorto che maneggiavi una balena? 😀
    Quando rimasi io a piede libero successe la stessa cosa. Come se amici e amiche si fossero messi d’accordo sul segnale per scatenare l’inferno.
    Ho visto più soggetti io in giro per Roma che quel tizio al largo dei bastioni di orione…anche se la rima con orione era il motivo prevalente di desistenza dai soggetti in questione!
    Però sotto sotto mi sono divertita. Più spesso mi sono ricreduta su che gente frequentassi in realtà…si, cioè…come facevano i MIEI amici ad avere QUEL tipo di amici? Bhà!
    E’ finita che ho provveduto da sola, capandomi nel mucchio degli sconosciuti venuti dal nulla un personaggio che poi si è rivelato starmi a pennello (e qui prego non sollevare doppi sessi, ehm, sensi!). 😉
    Cmq io…c’avrei un’amica che secondo me…..di dove sei esattamente?… 😀 😀 😀

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    • 🙂 🙂 🙂 …. premetto che una TURINFERILLA mi è pure capitata… non ci facciamo mancare nulla… ma non mi aveva detto di essere COME uma thurman visto che i capelli erano della stessa tinta.. questa l’avevo avvicinata io. (era pure una cantante straordinaria).
      Io cmq sto in Veneto… ma lascerei perdere,… rischi che l’amica poi non ti rivolga più la parola a vita…
      un abbraccio!! 😉

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      • a ma allora è praticamente fatta! 🙂
        c’ho aderenze in veneto e potrei introdurti quelle due o tre con cui avrei il piacere di non averci piu niente a che fare! 😀
        appproposito di “io sono come marilyn monroe perchè siamo alte uguali”….ho detto aderenze…non smagliature eh?!! 😉

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  4. :)…fatta allora!!!

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