MADE IN CHINA…(amicocharlybrown&giocoaperitivo compresi)

E poi capitano weekend che deragliano in situazioni ed incontri inaspettati.

Nell’attesa che il silenzio della mia casetta sull’argine, venisse rotto dal suono “squillante” di telefono, anche di un Vanzina qualunque per una proposta di lavoro (ho un ricordo più limpido dei T-REX), era arrivata una mail. Una “valente” critica d’arte cinese, amica di vecchia data (da usare anche come voce del verbo..), mi invitava a presentare la festa per il suo (….) esimo compleanno.
Unico neo, a causa della mamma 92enne, cattolicissima, era stato precluso l’argomento sesso&religione. (che il più delle volte coincidono!) e berlusconi. (vabbè…lasciamolo vagare con l’impermeabile di fronte alle scuole medie)
Pensavo che da Shakespeare, Buchner e Pirandello, arrivare al trenino amicocharlybrown e giocoaperitivo, fosse un salto mortale improbabile anche per il sottoscritto… invece…
(fino a dove potrò scendere?… mi troverò ad un comizio della Lega con il dito medio alzato?…leggerò tutto Moccia subito dopo F. Volo?… mi arrenderò al desiderio di fuggire dall’Italia?.. e solo perchè non saprò più leggere gli orari dei treni??)

…poi però conosci uno come Rhodri,

il kazzutissimo

il kazzutissimo

fotografo Gallese sguardokazzuto, con l’andatura lenta di uno che ha ricordi così pesanti da poterli solo trascinare, che mentre stavo a pensare a come togliermi dai coglioni da sto paese, non prima di aver perso un paio di kg dal girovita, ingannava il tempo documentando scenari di guerra in Africa, Afganistan e Sud-America (di tutti, ricordo solo questi, perchè ci sono stato con l’Alpitour). Catturato in Honduras per essere giustiziato e fuggito, riuscendo a saltare al volo su un elicottero poi abbattuto poco prima di atterrare. Lui vivo, ricomposto con precisione di puzzle e con ferite di cui, le più profonde, riflesse negli occhi una ad una come lame.
Per le ospiti…”ricomposto piuttosto benino”.

A turbarmi, come a non volerlo riconoscere subito, la straordinaria somiglianza col mio babbo. Un uomo che credo, avesse la convinzione di dover pagare dei denari per ogni parola spesa con i figli. Per un periodo della mia vita ho addirittura pensato fosse muto.. ma poi un giorno mi ha chiesto il telecomando.

Ed io fino a notte a raccogliere come gocce di miele racconti che mi si incollavano al corpo e mi spettavano di diritto, perchè usciti da un volto così familiare…e mi scoprivo a cercalo tra la confusione per individuarne la sagoma.

Con Rhodri, anche 2 famosi artisti cinesi che da subito aveva tolto dai guai alla dogana.

IL GAUDENTE GRUPPETTO

Marito e moglie. Unica produzione riuscita male, uno scassakazzi di 6 anni (metà bambino, metà sacchetto di patatine e metà album di figurine…notiziona... i bimbi in cina hanno 3 metà. Credo sia dovuto all’inquinamento) Ho saputo in seguito che i genitori, non gli avevano fatto frequentare la scuola a causa della corruzione (con sta cazzo di mania di copiare il Made in Italy….e noi allora??.. fosse per quello dovremmo smetterla anche con la masturbazione).

Erano ospiti da Daniela, una vicina di casa. Unico modo perchè riuscissero a spiccare quel nome, era trovarne un’assonanza simile nella loro lingua. Quindi, “stanno picchiando tuo nonno” era la frase che in cinese pronunciavano ogni qual volta dovevano rivolgersi alla loro ospite.

Poi è arrivato (….) altro grande pittore Cinese che ora abita a Berlino, amico intimo di Liu Xiaobo, nobel per la pace «per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina» detenuto per quasi una decina d’anni ancora e per il quale l’artista stava raccogliendo firme in calce ad una lettera che era corsa di mano in mano per richiederne la liberazione.

E CHI LO SA SCRIVERE IL NOME DI STO QUA

Con l’ausilio di traduttori, poi, (ebbene sì.. in cinese alle medie ero scarsino) ha raccontato le vicende di Liao Yiwu, altro cazzutissimo personaggio, scrittore dissidente che prima di fuggire in Germania per 4 anni ha subito in carcere sevizie e torture, costretto a vivere con 30 persone in 20 mtq e dove, per trovare refrigerio, aveva escogitato di spalmarsi dentifricio nell’ano. Pare che il regime non gradisse il suo umorismo.

scrittore dissidente..(quello del dentrifricio)

Inevitabilmente a fine serata, dopo sta serie di racconti, il mio diritto al lamento è andato smorzarsi come un post-coitum ed il pensiero che se le cose non funzionano, staccarsi un po’ dal nostro io-minidotato, potrebbe non essere una cazzata.

Anzi.. sapete cosa dico??

Adesso che il trenino amicocharliebrown e gioco aperitivo sono finiti…mi sentono..cazzo!!.. eccome se mi sentono..!!!

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LA TERRA E’ UNA CROSTA SOTTILE….2.0

Per tutta sta settimana, non riuscivo a non pensare a LEI. Al telefono, come sua abitudine, con dovizia di particolari, mi aveva impietrito con poche semplici parole, che mi si erano conficcate come coltelli.
mi fermo qui!!… mi fanno scendere prima..è bene se vieni a trovarmi, ma prestino, però..” .
Da un controllino del cazzo, aveva saputo che un cancro, si stava nutrendo di lei ed era quasi arrivato alla frutta E lei con lui.>
Imbalsamato, per giorni avevo implorato lo “specchio delle mie brame…” sul fondo di un vasetto di Nutella. Capita sempre così! Arrivano problemi ed il cervello, come un flipper urtato va’ in tilt e arriva lui!! Il Sig. Ferrero!

L’INTIMA, una specie di tata, dama di iniziazione per vari tipi di vizi, mangiatrice, bevitrice, fumatrice,..di tutto quello che finisce in “trice”, maestra di quello che non andrebbe mai insegnato, beh, se ne stava andando.
Poco prima che partissi per destinazione sud, era giunta notizia che si era fatta ricoverare in un grande ospedale specializzato qui, in Veneto.
Alla stazione mi aspettava Dana, la badante che per un annetto aveva accudito il mio babbo, ridotto ad un’ Eluana de noartri e che L’INTIMA, corsaci in aiuto per le questioni burocratiche, si era presa l’incarico di erudire per i “vacaboli-base”.
l’insegnamento deve partire dal basso!!” ..diceva.
E partendo dal basso, immediatamente sopra…il sesso naturalmente!!
Le lezioni erano esilaranti. Sentire una donna Ucraina e di una certa stazza ripetere quelle trivialità, usando come intercalare Dio furbo, imprecazione principe de L’INTIMA, rinfrescava l’ipotesi che dramma&commedia passeggiano spesso mano nella mano.§(ci mancava solo: “the cazzo is on the table”)
Dagli incontri con L’INTIMA, Dana se ne usciva sempre con un sorriso luminoso, dovuto in parte anche al riflesso di 2 incisivi d’oro proprio in centro.
E proprio quei 2 incisivi avevo notato, sotto un gran paio di occhiali scuri, in attesa alla stazione. Un incredibile Hulk con capello biondo corto, occhiali neri, fermoimmobile da chissà quanto, con fuseaux pezzato, stivaletti bianchi con tacco e borsetta d’orata. Sale in auto, toglie gli occhiali e sotto, tanto per tirarsi avanti col lavoro, 2 occhi gonfi di pianto.

Viaggiamo silenziosi in direzione ospedale e dopo un paio di indicazioni prendiamo un ascensore che ci porta fino all’ultimo piano. I malati gravi sempre lassù, in alto! Che sia perchè il creatore possa portarseli su senza fare troppa strada?
Attraversiamo un corridoio più grigio dei miei pensieri e ci avviciniamo alla stanza dove L’INTIMA ancora non ci aspetta.
Sto per entrare e mi rendo conto che non mi sono preparato nulla da dire, cosa fare, sto trascinando un corpo vuoto, mentre le gambe molleggiano d’instabilità.
Lì dentro c’è una delle mie persone più care che ho, se ne sta andando, e sospetto che
entrerò con la faccia di un “gasparri” qualunque. Le gambe molli da interrogazione alla lavagna di quando “sapevo di non sapere” come un Socrate di seconda mano.
Entriamo con la sensazione che potrei squagliarmi a breve e la vedo lì, con tubicini, cannette che pare un astronauta…già!. “La morte è un’astronauta” cantava qualcuno.
entrate, muovetevi..non sono ancora andata!”…una voce flebile che non ci guarda.
Non riesce al alzarsi dal letto, ma le compare un sorriso da: “ci siete cascati!!”
E vorrei proprio esserci cascato.
A ruota ci segue un’infermiera, grancarina e dallo sguardo de L’INTIMA, scorgo avvicinarsi anche la commedia.
scusa, mi controlli l’ago, mi da fastidio”
Si china e sporge leggermente in avanti. Con un gesto degli occhi, L’INTIMA mi invita a buttare l’occhio nella scollatura. (Cazzo! Non cambia mai!)
..visto che poppe??”
Anche la badante deve aver capito. Dal sorriso escono 2 lame di luce che un pilota distratto, potrebbe atterrarle in bocca.

E il pomeriggio si dipana così, con un’alternanza di dramma e commedia. Il pianto si mescola al riso con l’andatura di un’onda che va ad infrangersi a riva e si allontana per tornare poco dopo con la stessa violenza.
E parliamo e parliamo ininterrotti. Dana racconta dei casini che ha in famiglia in Ucraina. Il marito che beve, quello della figlia pure e così anche il fratello. Insomma..tanta sete!!
E qui L’INTIMA si infiamma:
Dio furbo!! Ti devi fermare qui!! Devi mandarli a fan culo quelli…”
fancullo??..”
.come si può dire..fagli vedere il gesto..che io non riesco.”
beh.. che vadano a farselo mettere ..dietro…” dico piano.
callcio in cullo?”
…si ma non con il piede…”
ah… con cazzo!! ..io capito..!!.”
Vedi? Tu insegni e lei impara..!”
Mentre la badante si allontana, pesto sapendolo, una merdina.
Se la bocca chiedesse ogni tanto il permesso al cervello!!
…e se ti portassi a Luordes??..” e mentre lo dico quasi mi strozzo!
lascia stare ste cazzate!!…Dio furbo!!.. mi chiedi di tenere alla Juve perchè sta vincendo il campionato..Ma ti rendi conto??”
(..per lei inizierei a credere…)

and so on... con la badante che ad ogni tot scoppia a piangere e noi dietro, seguendo uno strano ordine che non riesco a cogliere.
Le ore passano. E’ quasi l’imbrunire e le voci iniziano ad arrivare ovattate. La sensazione e’ di stare ad allontanarmi ed inizio a vedere la scena da fuori. Tutto appare surreale. Una donna distesa su di un letto, con pochi giorni da consumare che sorride, un donnone ucraino con fuseaux pezzato, stivaletti bianchi e borsetta dorata che piange e poi io che mescolo il tutto, nell’attesa che Kusturica interrompa le riprese almeno fino a domani e mandi tutti a casa.

…LA TERRA E’ UNA CROSTA SOTTILE…CI SI POTREBBE CADERE DENTRO…

Jena ha piantato un altro paletto… e siamo a 5!!

Dopo un noiosonellanorma compleanno al parco, dove si è costretti a disquisire con “conoscenti di riflesso” di meteo&bimbi, entro in casa e mi srotolo sul divano con l’intento di pensionarmi sto sabato sera. Chiudo la porta alle spalle con l’intento di sigillare fuori l’eco ancora vibrante di voci bambine, fastidiose come un Califfone senza marmitta lasciato acceso nella tromba delle scale, e per dimenticare più in fretta di quanto non farà Jena, tutte le minchiate che gli sono state regalate. Se lo conosco bene… e lo conosco bene... moriranno di freddo e solitudine in cameretta dopo essere state spogliate della loro confezione..(e se Toy Story…??)

Prendo il telefono, devo chiamare (….) L’INTIMA amica, entrata un paio di gg fa in ospedale per … “crampi” (??) Almeno questo è quello che Mrs Gramelot (mia mamma) ha farfugliato nella sua confondibilissima lingua, al telefono.
Invece sento squillare, e come telepatia, è lei!
come? gia’ fuori dall’ospedale?? allora tutto bene! La vecchia mi ha detto che 6 stata ricoverata per “crampi”??…
Dio furbo..la tua vecchia.. non capisce mai un cazzo..!!”
Dio furbo! La prova concreta che all’altro capo del filo c’è lei. La voce è bassa e poco brillante, ..un po’ troppo, forse. Sulle corde vocali, stavolta, se ci stende i panni, vanno giù. E’ calma e l’ascolto. Strano sentirla così, ma è anche vero che ci sentiamo poco da quando è stata trasferita al sud e chissa’ che l’età nn le abbia fatto indossare un abito più pacato.

Perchè L’INTIMA, è sempre stata un’adorabile stravagante bomba di energia. Una mina che vagava a gran velocità con la sua mini sempre alla ricerca di nuovi record.
cazzo, bimbo, Calalzo-Belluno, 35 minuti!!”
La nostra unione è nata sui monti, a Falcade in un’estate in cui si era offerta di venire a tenerci in custodia. I miei genitori, incoscienti, avevano accettato. Eravamo tre fratelli ed il babbo arrivava solo nel fine settimana. Credo che in comune avessimo, ma probabilmente abbiamo, quello che Mrs Gramelot definiva: “la mancanza di terra sotto i piedi”.
L’INTIMA era eccessiva, bastava guardarla per capirlo.
L’INTIMA ha sempre esagerato in tutto quello che faceva: 2 pacchetti di MS con filtro al gg, alimentazione talmente fuori misura da farle raggiungere un peso a 3 cifre, e senza che questo le impedisse di primeggiare in qualsiasi sport le attraversasse la strada. Calcio, campionessa di ping pong, e record italiano di lancio del peso (nn convalidato per via dell’età..aveva solo 14 anni).
Eccessiva e stravagante lo era anche nella vita di tutti i gg. Di questo ne sono stato testimone diretto, grazie a racconti dettagliati dai quali si abbeverava il quindicenne che ero.
Che poi le esagerazioni fisiche, rispetto a tutto il resto, risultavano quasi impercettibili.
L’ appetito di vita, cibo e buon vino è sempre stato accompagnato da un altro grande appetito. Me ne parlava in continuazione e senza pudore, come fosse la cosa più normale del mondo. Diventava ai miei occhi un’insegnante che impartiva lezioni. Narrava al sottoscritto di peripezie sessual-sentimentali con una leggerezza e umorismo che mai più mi è capitato di ascoltare.
Se penso a me, a parte una limonatina con tal Gigliola all’età di 12 anni, dietro una tendina della corriera che ci portava in gita a Mantova, non avevo avuto altri contatti con ragazze. E di tale mancanza sublimavo con le narrazioni della mia “professoressa”.
Ci fossero state ste materie anche a scuola, alle riunioni, avrei dato sicuramente qualche soddisfazione in più anche a Mrs Gramelot.
…suo figlio è intelligente, si applica e su alcune particolari materie manifesta un’attenzione decisamente superiore alla media..non denota nessuna lacuna, (lacuna, che parola del cazzo! Non ci fossero le riunioni dei genitori, passerebbe le serate a giocare a carte con abluzione e i pomeriggi a poltrire a metà di un dizionario tra lacuale e lacustre...che tristezza!!).
..e nelle interrogazioni, pensa un po’, avere lo stesso argomento a piacere della tua insegnante.
questo è il tuo argomento a piacere?? Toh, anche il mio..!!”
Il diploma di mitica glielo assegnai un paio di anni dopo, quando espose con la consueta e disinvolta dovizia di particolari, un incontro avuto ad un campo estivo con la parrocchia, durante una riunione tra associazioni cattoliche. Per la prima volta, su delle adidas bianche e rosse che mi aveva appena regalato, avevo dovuto giurare il silenzio. (confido nella prescrizione, abito pur sempre su berlusconia).
sai..volevo vedere com’era…..e quel prete era proprio carino.. e anche l’altro, quello più anziano”.
Scardinava, dentro di me, un altro tabu e con la leggerezza di sempre. Aveva appurato che chi fa voto di castità, spesso non arriva manco alla sufficienza.
sai bimbo, un’auto poco usata non sempre ha le prestazioni migliori!!”.
E così, frequentando “i suoi corsi”, la materia preferita era diventata religione.
A volte capitava, in qualche pomeriggio, di trovarmela sotto casa.
dai.. lasciamo qui la macchina e partiamo in autostop.. vediamo chi si incontra stavolta”. E si rientrava a notte fonda..
…oppure mi invitava da lei alla scoperta del nuovo “liquore della settimana”.
A volte la “degustazione” si protraeva talmente a lungo che per il mio bene conveniva passare la notte lì, tanto i miei si fidavano. Era stata pur sempre la mia tata!

Di solito, nonostante la lontananza, un paio di volte l’anno ci si vedeva di persona, invece oggi no! Aveva deciso di farsi sentire al telefono, e con quella voce, con quelle parole che ora uscivano lente, come vagoni del treno da agganciare uno all’altro.
allora?? …è un po’ che non passi a trovarmi,…vieni dai, ..che voglio vederti…”
se ce la faccio, magari il prossimo mese..
no..stavolta devi fare prima…mi sa’ che mi fermo.. devo scendere”
(…???…)
all’ospedale mi hanno trovato un problemino…è già diventato una metastasi che mi fa provincia. Polmoni, fegato e reni…. ho pochi giorni…meglio se passi presto..”
(…….)
anche gli occhi.. stanno diventando gialli.. e la pelle ha iniziato a cambiare…è pallida.. è che a me non possono dire le cazzate…le carte le so ben leggere.. Dio furbo..
(……)
..dai nn fare così… che mi viene la maliconia anche a me…dai..adesso basta così..ti saluto…e poi c’è anche l’anticipo..fai presto ..che io ti aspetto”

Parole e pensieri erano rimasti lì dentro, incastrati. Per un qualche motivo, come una bolla d’aria, una frase pronunciata quasi 20 anni prima a teatro era ritornata in superficie:
la terra è una crosta sottile.. ci si potrebbe cadere dentro..”

….ed io ero lì…e stavo precipitando..

20 ANNI…(e non sentirli)

 

La settimana scorsa ho portato la Jena (4 anni e ½) dalla nonna.

 

Per non mandarla in astinenza, le somministro mensilmente una dose minima di nipote. E già che si siamo, il sottoscritto ne approfitta per passare una serata al cinema o con gli amici, evitando così, di dover subire l’aggressione di …MA PERCHE’…??? 2012.

 

Appena entrato in casa, si è subito precipitato in salotto, evitando di porgere la guancia alla bocca a forma di culo di gallina e che gli stava andando incontro. La nonna. Un piccolo oggetto, infatti, capeggiava su di un lato del tavolone in arte povera del salotto (l’arte ricca non ce la siamo mai potuta permettere).

 

nonna, me la regali??… “ poi guardandola attentamente “…ma che cos’è??”

 

Era una penna a forma di piccozza, appartenuta a mio padre… il nonno.

 

questa è una cosa che era di tuo nonno… questo è un SIMBOLO. era molto importante per lui”

..e non se l’è portata in cielo?”

 

Adesso, io m’immagino tutti i bambini ai quali è stata raccontata una kazzata sulla morte.

il nonno è partito per un lungo viaggio” (“bello stronzo, .. sono qui a casa sua, ho 4 anni e lui da 2 anni non si fa vivo..cosa gli ho fatto? Perche’ non vuole incontrarmi??”..E’ così che si mettono in moto i primi sensi di colpa…li sento già rombare!)

Da noi, invece, il nonno …è volato in cielo. Per qualche tempo, la JENA, si era vantato all’asilo di avere un nonno che faceva il pilota d’aereo. (Dovesse venire a mancare la nonna, cosa penserebbe? Che nonostante gli acciacchi abbia trovato lavoro come hostess??…me la immagino già, a 15.000 metri, pretendere di fare i caffè per tutti con la moka “quello alla macchinetta è na’ ciofeca”oppure a discutere in cabina dal pilota: “sà capitano io rallenterei un pochino..non si sa mai… se sbuca qualcosa da una nuvola, non si fa neanche in tempo a frenare!!”

 

..ma cosa vuol dire SIMBOLO??”

 

E qui viene il bello, penso… chissà cosa sarà capace di raccontare a questo piccolo, vista l’amalgama di vocaboli inventati che le riempiono la bocca, nel suo personalissimo gramelot. (vedi POST precedente)

 

questa penna, la usava per far di conto il nonno. Ce l’aveva sempre in mano. Quando vedo sta piccozza, io penso a lui… per questo è un SIMBOLO, è un SIMBOLO di lui che c’è ancora, anche se adesso lui è volato in cielo” (e ridajee!!)

 

Ed in un attimo, pensai alla prima volta che sentii parlare di SIMBOLO e della quale ieri correva la triste ricorrenza. Prima, però, estrassi uno ZINGARELLI del 1941, dalle pagine ingiallite come i denti di un fumatore (e con dedica a Mussolini).

 

SIMBOLO: figura rappresentativa di un’idea, concetto, qualità, personaggio.

 

MAGGIO 1992. Stavamo consumando una pizza con 2 compagni di teatro, mentre si chiacchierava dello spettacolo della sera prima. All’epoca, 20 fa, si usciva spesso assieme, e non facevamo altro che discutere di teatro. Sempre e solo teatro. Ma a cena quasi terminata, era arrivata LA NOTIZIA: era scoppiata una bomba ed era morto un magistrato, la moglie e tutti gli uomini della scorta. Si chiamava GIOVANNI FALCONE.

Gli occhi di Guido e Francesco, si fecero lucidi, mentre io, seppur dispiaciuto, vittima della superficialità dei miei 20 anni, non riuscivo a comprendere del tutto la situazione, nè il profondo dispiacere che leggevo sui loro visi.

 

ma come?.. non sai chi era?.. lui era un SIMBOLO della lotta alla mafia”

 

..ed iniziarono a raccontare…

 

Più andavano avanti e più sentivo crescere un senso di vergogna, di inadeguatezza. Mi sentivo fuori dal mondo. Com’era possibile non conoscere una persona del genere?

…facile, non mi informavo, non leggevo i giornali.

 

Un ricordo, questo, che è stato risvegliato dal “tuono” di 3 bombole di gas fatte esplodere qualche giorno fa in una scuola alla periferia di BRINDISI. Un “tuono” che si è presentato poco dopo colazione, all’entrata di un gruppo di ragazzine, con il solo, unico ed inutile scopo di uccidere.

 

Alla presenza di queste cose, manca anche la forza e la connessione per formulare anche il più semplice pensiero. Il corpo diventa solo un contenitore vuoto che potrebbe afflosciarsi da un momento all’altro. La carne e l’anima vanno e lasciano il posto alla rabbia.

 

Telefonai a GIANKA dell’edicola (quello del PUNTO di G.) e lui mi regalò la sua più disarmante teoria.

 

sono contro la pena di morte, lo sai, ma queste merde sono in debito di molte vite e le devono restituire…!!!”

……??????…..”

c’è un solo modo per provare a trovare un posto a sedere lassù!”

Stava parlandomi della morte senza nominarla. Come fossi un bimbo.

possono e devono rimborsare delle vite. E’ molto facile, sai…”

Continuavo a non capire.

I loro corpi dovranno essere completamente svuotati. Tutti gli organi, in grado di essere donati, dovranno essere distribuiti ai bimbi che ne hanno bisogno. Sai come si chiama questo?”

omicidio?”

no!.. redenzione… e così evitano il rischio, nella prossima vita di rinascere banchieri o assicuratori!”

 

Fortuna che un po’ di corrente d’aria aveva riempito il mio involucro, evitando che si accartocciasse a terra, ed iniziai a pensare….

…pensare a cosa potevo essere in grado di fare, anche una piccola cosa, ma compiuta in prima persona, senza dover/voler delegare.

..pensai alle 2 uniche armi a mia/nostra disposizione: il voto e l’informazione.

Ormai sappiamo che la “manovalanza” sarebbe stata annientata anni fa, se non ci fosse la collusione della politica e quindi, per prima cosa avrei potuto evitare, ad esempio, di votare i partiti che candidano personaggi in odore di mafia…che non è molto difficile riconoscere, perchè quell’odore,… è di MERDA!

 

…CIAO LORIS…

 

Un paio di giorni fa, Loris ha deciso di andarsene!

 

O meglio, qualcuno l’ha deciso per lui.

 

Loris era un attore, …ma anche molto altro.

 

Era stato ricoverato improvvisamente per la seconda volta in un mese e proprio lì, in ospedale, l’avevo visto l’ultima volta.

E’ stato quasi un caso, quel giorno infatti, mi trovavo lì per tutt’altro motivo.

 

Non avevo idea di cosa gli fosse successo esattamente. Era corsa voce che nemmeno i medici lo sapevano. (Quando si sentono queste voci, ce n’è sempre abbastanza per preoccuparsi!) Purtroppo, era bastata un’occhiata, vederlo lì, disteso in quel letto con uno sguardo che andava perdendosi, per capire che stava succedendo qualcosa di grave, per lui e per il suo lavoro.

La sua voce, sembrava spegnersi e si incagliava in un volto che tendeva a non assomigliargli più. Aveva smarrito quell’imponenza e limpidezza che spesso, sentendolo leggere in pubblico, stonava con il suo fisico fin troppo asciutto.

Vedendomi entrare nella stanza, mi aveva guardato dapprima con sorpresa, sembrava non mi avesse subito riconosciuto, e subito dopo con imbarazzo. Un imbarazzo che di rimbalzo mi si era appiccicato addosso. Per qualche interminabile istante, siamo rimasti a guardarci senza dire nulla. Io per primo mi sentivo fuori luogo ed ho pensato non ci tenesse a farsi vedere così. Avrei dovuto avvertirlo…forse… ma chi poteva immaginare…

Avrei voluto provare a sostenerlo con delle parole, ma quello che usciva dalle nostre bocche erano banalità che alimentavano il nostro imbarazzo. Non ho avuto nemmeno la forza di chiedergli che cosa gli stesse accadendo e mi rincuorò, o forse volli pensare che mi rincuorasse, il fatto che a breve sarebbe stato operato (di non so che cosa) e che quindi tutto sarebbe tornato alla normalità.

 

Solo poco prima di uscire dalla stanza, ho avuto l’ardire di accarezzargli il viso e di tenergli per un po’ la mano . Negli anni in cui “artisticamente” avevamo convissuto, mai eravamo arrivati ad un qualche contatto fisico, cosa che invece, con altri, capitava con più disinvoltura. I nostri erano sempre stati rapporti da “parenti psichici”, come amava definirli, tanto che dopo una replica, proprio il giorno del mio compleanno, mi regalò la tessera n. 1 dei CIPOLI BELLI, disegnata da lui, del quale lui e pochi altri facevamo parte.

…non siamo in molti…” aveva precisato.

Una sua ennesima invenzione. In tutta onestà nn ho mai capito chi fossero o cosa facessero sti “CIPOLI”, non ne abbiamo mai parlato a fondo. Ho sempre voluto credere, però, che fossero delle entità capaci di vedere e regalare al mondo magia e serenità, senza alcuna malizia. (non so’ se nel mio caso ci avesse azzeccato).

 

Amava inventare, soprattutto personaggi. Ogni volta che ci si incontrava, anche in modo fortuito, esordiva con una nuova voce, una movenza strana, altri personaggi fuoriuscivano da lui , e riusciva subito a regalare un po’ di leggerezza.

Aveva inventato anche la “lirica estrema”. Consisteva nel lasciarsi andare alle prime parole che uscivano da noi senza alcun freno, parole buttate lì, e proprio perchè non studiate, fluivano già in metrica, diceva. In apparenza potevano non voler dire nulla, ma più di qualche volte, in seguito, sperimentando da solo, ero riuscivo a trarne qualche significato che mi riguardava.

 

L’unico rammarico, caro Loris, è stato il desiderio di fare una cosa fuori dal comune, quell’ultimo giorno:… abbracciarti e stringerti a lungo. Farti sapere che c’ero. …Ma non me la sono sentita.

 

Spero di esserci riuscito con questi pochi pensieri.

 

Yammallahh Loris!

 

 

IL CIELO SOPRA BERLINO…(parte 2)

Riassunto della puntata precedente…ma dai… scherzavo!!.. andate a rileggervi le 2 righe sopra…!!!

Si, forse era preferibile ridiscendere con l’ascensore, invece di incedere sul “red carpet” davanti agli operai. Per un attimo si fermano, e mi puntano addosso i loro “flash”. Sono cosciente di aver creato loro un diversivo alla loro giornata lavorativa con la mia figura di merda.

Mi siedo paziente, incastro la testa nel libro come se fosse un coltello in una forma di Asiago fresco, nel tentativo, oltre che di immergermi nella lettura, di farlo direttamente nel libro, nella speranza che il pubblico dimentichi la mia presenza.

Attorno a me solo una coppia, in evidente anticipo, sta leggendo un libro, lei… sonnecchia lui.

La classica coppia italiana!…. forse non proprio classica, sennò lui tenterebbe lo svestizione a distanza, con gli occhi, delle hostess in tailleur grigio che parlottano a pochi metri da noi.

Dopo poche pagine, inizio ad apprezzare tal ALZAMORA, il miglior scrittore dell’isola di Majorca e per un po’ mi tranquillizzo, dimenticandomi di chi sono realmente.

Non faccio in tempo a godere della lettura, sono solo in fase di preliminari, quando sono costretto ad un coitus interruptus. Una comitiva vociante di una trentina di anzianotti dalla Valle di Comacchio, fa la sua comparsa nella sala e per me è la fine.

I pod&stop!!

Fortuna che dopo un tot ci fanno salire sul bus che a breve (si fa per dire) ci porterà all’imbarco. Salgo sull’aereo in buona posizione, riesco a trovare un loculo vicino al finestrino e riprendo in mano il libro.

…buongiorno… è libero??”

si certo.. si accomodi!”

lei è pratico di aerei?… perchè sa’.. io è la prima volta e le confesso, mi cago un po’ sotto…sà che c’ho 70 anni e non ci sono mai andato.. noi siamo una trentina e veniamo dalle valli di Comacchio.. si va a Berlino alla Fiera…lei di dov’è??…. quanti anni ha?… se ha qualche consiglio da darmi faccia pure sa’”

beh..guardi, tra un po’ la hostess ci dira’ tutto.. l’unica cosa che consiglio è di spegnere il cellulare”

…Mario… (quasi urlando) qui c’è uno che è pratico di volo… se abbiamo bisogno possiamo chiedere a luiiii…!!! lo sa’ che ho 2 figlie grandi e 4 nipoti… una lavora come infermiera, l’altra in banca, il marito della più vecchia fa l’avvocato… l’altro marito guida un furgone. Ma è sua la ditta. Adesso abitano assieme,… si son fatti su una bifamiliare..ecc. Ecc.”

(2 palle!!!!… altro che Easy jet… mi pare di viaggiare con la LUFT”ansia”)….

La voce dell’omino, continua senza pietà, ma leggermente e  piano piano, mi rendo conto che la cantilena romagnola ovatta le mie sensazioni e, come quella volta che stavo morendo dissanguato, morbidamente mi abbandono, lasciando il protagonista del libro in stand by con una preoccupante erezione, durante il funerale del padre. (vitalità e morte che giocano a rimpiattino).

Parto per la seconda volta della giornata… dopo un tempo indefinibile, mi sento delle unghie conficcarsi nella coscia.

qui si muove tutto..cosa sta succedendo? .è il rompi palle!!

Guardo l’orologio (fantastico, manca poco!!)

niente di grave, stiamo solo atterrando, vedrà che adesso ce lo dice anche la signorina.. riallacci le cinture che stiamo scendendo”

ah, perchè bisognava slacciarle?… mon lèder (mondo ladro..i suppose) se lo sapevo… mi sto pisciando in doss”.

L’aereo piano piano buca le nuvole e si iniziano a vedere le prime case. Siamo proprio in Germania. Anche dall’altro si percepisce l’ordine. Tutte le case con il loro giardino, allineate hanno figure geometriche uguali.

Sembra un enorme plastico che farebbe impazzire di piacere anche Bruno Vespa.

Sto per atterrare in una delle mie città preferite e chi mi viene in mente? Bruno Vespa… ma non solo, ci sono anche il professor Crepet ed il criminologo Bruno… la mia mente, sarà l’altitudine, inizia a volare…immagino questi 3 sfigati, da adolescenti, piegati davanti al plastico di casa IANNINI (cognome da ragazza della moglie del giovane insetto) dove il noto giornalista non fa mistero con gli amici delle tecniche usate da adolescente per carpire la purezza della giovane AUGUSTA, nome di battesimo della moglie. (cazzo, ne so’ di cose inutili!!). Istalla nel plastico la sua vespa (tanto per restare in famiglia) con la quale il giovane attende l’uscita della bella.

dai Paolo (crepet)..ascolta.. non fare sempre quella faccia scazzata…mettiti dritto, e smetti di toccarti la patta.. il mio divano non è mica un letto”..

siii siii… continua ti sto ascoltando…”

ecco, guardate bene il plastico… i genitori sono usciti dal garage e si sono diretti verso via Alfieri… poco dopo lei è uscita dal garage con la sua graziella, io ho preso via Matteotti e le sono arrivato di fianco” …spostando velocemente, come pedine, dei soldatini ATLANTIC …

Il criminologo Bruno invece si annoia, (putroppo non hanno ancora inventato una sig.ra Franzoni) ed inizia a sfogliare distrattamente “JACULA”, un fumetto porno.

Grazie al cielo, a farmi tornare con i piedi per terra ci pensa la frenata del velivolo con applauso annesso. Non ho mai capito il motivo di applaudire una persona che fa semplicemente il suo dovere.

(perchè non applaudire il salumaio dopo che ha affettato un paio di etti di mortadella?…oppure l’autista dell’autobus ad ogni fermata?).

Non vedo l’ora di uscire! Finalmente BERLINO…!!

..chi se ne frega se fuori ci sono 13 gradi sotto lo zero.

Il tempo non è dei migliori. Se non fossi a BERLINO tutto sarebbe più triste. Una leggere coltre di neve mi accoglie come se fossi un semplice turista e per un’istante tenta di farmi cambiare di umore, ma invano.

Tra qualche minuto sarò nell’auto di Maury…

Passo in rassegna le 3 frasi che conosco in tedesco (questa sera hanno ospiti – non fumo la pipa – il mio berretto ha 3 punte) e subito mi sento Berlinese.

Ho quasi toccato terra, quando mi plana addosso un pensiero…il solito pensiero..mi colpisce ogni volta che faccio un volo…ma le hostess,.. useranno gli assorbenti con le ali?

To be continued….

IL CIELO SOPRA BERLINO….(parte 1)

Aereoporto S. Marco di Venezia.
Ed eccoci finalmente alla partenza, con le classiche 2 ore d´anticipo. (ritengo sia contro la morale fidarsi dei mezzi pubblici in Italia).
Mentre scendo dal bus, quasi mi incastro con un essere di sesso femminile, aspetto gradevole, 35 anni circa. Le nostre valigie, dello stesso colore, fanno gia´amicizia e mi sembra scortese non comportarmi alla stessa maniera. (evito la frase “ma cosa ci fa una ragazza come te in un postaccio come questo..”) Poco dopo, vengo a sapere che la signorina arriva da Padova dove fa l´infermiera. Le chiedo se sa´da che parte si va´per il check-in e Miss Camice bianco 2012 mi fa notare che, avendo una copia dei biglietti fatti on-line, non c´e´+ bisogno di passare di li´. (e´ la settima volta che vado a BERLINO…. una per NANO,  e nessuno mi aveva mai messo al corrente di questo). Mi accodo allora alla signorina, (non si sa´mai… da cosa puo´nascere cosa) e ci avviciniamo al suo GATE per NAPOLI  che dovrebbe aprirsi a breve,  non  come il mio, (solo 2 ore  piu´tardi). Iniziamo a chiacchierare e subito mi comunica che tra un mese si sposa (allora penso che da cosa NON possa nascere cosa… bisogna che per lo meno sia coniugata da qualche mese…questo ci insegna la statistica) e mi propone di prendere un caffe. Io, dopo tutti questi pensieri, prendo anche un CORNETTO alla marmellata della grandezza di un´unghia. Mi dice poi che vuole fumare e mi chiede di accompagnarla nella saletta adibita a questa strana pratica (inspirara ed espirare veleno…senza un risultato concreto). Arriviamo e mi sembra il girone dei dannati, un gruppo di persone dalla faccia stravolta (ma credo sia l´effetto viaggio/stanchezza/aeroporto) rinchiusa in un cubo di vetro, come in procinto di fare un esperimento, simil campo di concentramento tedesco, che guarda in punti indefiniti della saletta, cercando di non incrociare mai lo sguardo dei vicini e continuando ad insipirare ed espirare aria marcia.  Entriamo, ma non trascorrono 5 secondi  che adduco una scusa…preferisco vivere!.. ed esco.
Dopo un paio di minuti, e dopo aver sventato l´attacco di una venditrice di camice (4 x99euro….ma solo oggi 3×99 euro) la mia infermiera preferita esce e ci spostiamo in direzione del suo GATE (e un po´mi sento stupido ad usare sti termini che nn so´neanche cosa vogliano dire). 2 scale mobili e siamo arrivati. Noto che si puo´solo scendere e che degli operai stanno lavorando sulla scala mobile adibita alla risalita. (cazzo!!.. penso tra me.. e per risalire?). Faccio a finta di niente e continuo questa inutile e bella chiacchierata con la mia infermiera. Lavorando lei nel reparto di radioterapia per tumori, evito la classica domanda..(ho un dolorino qui, cosa dici possa essere??..non si sa´mai) Aspetto una ventina di minuti che consegni i documenti e si allontani dalla mia vista per tentare di percorrere al contrario la scala mobile in salita con la valigia (e gia´la vedo  dura!).
Esce dalla mia visuale e facendo finta di niente, conto mentalmente 1 – 2 – 3 ..EVVVIAAA…di corsa come un pazzo,  ed immagino sotto gli occhi curiosi degli operai, verso la risalita della  scala mobile al contario. Arrivo in cima con la cravatta che dondola a destra e sinistra… ma subito mi rendo conto che io, non porto mai la cravatta!!. Quella allora,  deve essere la mia lingua. Mentre sono piegato su me stesso, odo una voce in lontananza che dice: “..scusame.. ma non jera mejo tore l´asensor ?? (PER I NON VENETI: scusa, ma non era preferibile prendere l´ascensore?)….mi dice un operaio, mentre i colleghi, o hanno una paresi o mi stanno prendendo per il culo. (gia,´forse chiedere ogni tanto….). Decido allora, a questo punto, di andare al mio imbarco (gia´..forse GATE vuol dire imbarco), ho il mio bel libro preso in biblioteca (del piu´grande scrittore vivente dell´isola di MAIORCA… tal Sebastia´Alzamora, cosi´dice la 4/a di copertina)e decido di iniziare a leggerne qualche pagina. La lettura e´ottima, dopo una figura di merda. Estraggo il biglietto, e  CAZZO!!! Il mio  GATE e´il n. 4 (l´infermiera aveva il 5). Merda!! Devo ridiscendere la stessa scala mobile. Dedico un pensiero agli operai e penso che prima di ridiscendere e´meglio far trascorrere un po´di tempo. Passo allora davanti ad un negozio di ottica, entro, e di getto acquisto un paio di occhiali del colore di questo BLOG e mesto, mi appresto a ridiscendere la solita scala mobile. (memore del fatto che avrei potuto prendere anche l´ascensore!!).

accidenti…

sono andato

 

primo giorno di insuccesso

che dire

sono tanto tantissimo motivato a fare questo blog

il successo è importantissimo