LA SINDROME DI ….. boh….

 

Ma ‘ste cose capitano solo a me?
Non preoccupatevi, la medicina stenta ancora ad esprimersi e Teleton non ha ancora proceduto ad una raccolta fondi quindi….niente di grave. Certo è che dopo la sindrome di STING, di PENELOPE e di ARISTIDE, doverne annoverare un’altra, pare troppo.
Spero cmq di riuscire a coniarne un nome che possa accendere l’interesse della medicina mondiale.
Dunque…
Qualche settimana fa, ero venuto a sapere che il babbo di Antonio, mio compagno di classe delle elementari, se n’era andato. Andato nel senso… quello che in genere i medici prima di prendere a correre per i corridoi in ordine sparso, apostrofano con un cristallino…
“oh..cazzo.. e adesso??”
Eravamo stati inseparabili per anni, poi, come gli Unni, eravamo scesi dai monti per cercare fortuna in pianura. Lui ai tempi dell’università con la famiglia io anni dopo.
Uno dei due, diventato medico a Venezia, forse la fortuna l’aveva effettivamente trovata, mentre l’altro, credendo di seguire il percorso del sentimento si era un po’ smarrito. Trovandosi in un vicolo cieco, lì si era fermato e temo lo si possa ancora trovare con lo sguardo perso verso l’alto.
..ma torniamo a noi..
L’avevo chiamato per le classiche condoglianze e vista l’evidente scomodità per le vecchie amicizie di spostarsi per il funerale, mi ero offerto di andarci in rappresentanza.
Dopo aver convinto Jena, 6 anni, che raramente durante la funzione il morto riesce dall’interno a schiodare la bara, e soprattutto mai di sabato, eravamo partiti.
Puntualmente in ritardo, arriviamo alla chiesa.
Il piazzale antistante è quasi deserto.
Uniche presenze sono un ragazzo +, (un tempo si sarebbe chiamato uomo) ed una tipa con un bimbo dai capelli corvini che corre indemoniato attorno all’auto delle pompe funebri.
Mi sento chiamare per nome. Mi volto. È il ragazzo+. Lo riconosco, è T. un vecchio compagno di classe. Mi avvicino e smorzando per ovvi motivi l’entusiasmo di vederlo, lo abbraccio. Eravamo stati anche compagni di banco in terza elementare. Lo ricordo come il più distratto della classe ed immagino continuasse ad esserlo… aveva pure smarrito buona parte dei capelli.
Impossibile, però, non notare la ragazza mora. Di quella bellezza che anche in preda all’ictus non puoi non notare. È alta circa 1.70, decolletè
non c’è male, grossi occhiali scuri e sta scannerizzando anche il più piccolo movimento del figlio. Una mamma moderna insomma.
Da padre premuroso, invito Jena a fare amicizia con il bambino..e già che c’è pure con la madre. Ok, lo so, dentro si stava celebrando un funerale, ma credo che bisogna sempre essere pronti a tutto.
T. mi fa cenno che deve spostare l’auto, mentre Jena, con l’altro bimbo, partono a correre attorno al carro funebre.
“…papy… guardaci… facciamo il giro della morte”
La ragazza scuce un sorriso che mi fa intuire voglia scambiare un paio di chiacchiere.
L’accontento.
Penso che il best seller “Attaccare bottone ai funerali”, ancora intonso sul comodino, oggi, qualche spunto poteva pure darmelo.

Cadendo nell’atavica banalità maschile, che solitamente non mi appartiene, in genere se non ho idee originali per attirare l’attenzione fingo di svenire, le chiedo se per caso non ci si sia visti da qualche parte.
A dire il vero non la ricordo assolutamente, ma una sensazione mi dice il contrario. E mi sorprendo pure ad avere sensazioni.
Naturalmente risponde che no!… le risulto totalmente “nuovo”.
Toglie gli occhiali spingendoli sopra la fronte come fermacapelli ma nemmeno ora mi ricorda qualcuno. Fisicamente non mi comunica nulla, nonostante parti del suo corpo conversassero con evidente proprietà di linguaggio.
…niente di niente! …anche se…. mah..avevo la percezione di stare a viaggiare a bordo di sensazioni nuove.
Lei mi dice che è della provincia di Venezia, ed è un’amica di vecchia di Antonio.
Ma qui parte la stranezza.
Consapevole che la suddetta, a parte suscitarmi un immediato desiderio di consumare un rapporto intimo anche all’interno del carro funebre mi risulta totalmente estranea, mi si focalizza un pensiero che apparentemente non la riguarda e mi sorprende.
Vai a capire perchè, penso ad una bandiera di Forza Italia in fondo ad un garage, vicino a degli attrezzi da giardino e un po’ come chiedere ad uno sconosciuto su un autobus se ha un gatto che si chiama Lucio, balbettante, le chiedo se nel garage teneva …quella bandiera.
Mi squadra fisso come se nel bagno di casa trovasse un Teletubbie che chiede di passargli il Badedas.

mnemonic_teletubbies

“…ma come fai a saperlo?”
“non lo so…” rispondo…
Leggo un certo spavento nei suoi occhi… e la capisco pure. Mi sto inquietando da solo
Penso a premonizioni e vite precedenti, se non fosse per quella bandiera.
Lei, invece, più razionale del sottoscritto, mi dice che non posso avere inventato e quindi mi chiede cosa altro ricordo. Utilizzando una tecnica a ritroso elaborata in quell’istante, ho preso a tirare il filo che mi aveva portato fino a quella bandiera, quindi al cortile che conduceva al garage, Antonio che guidava l’auto, alla presenza di un’altra persona, un musicista e tutto prende a dipanarsi. Da quel momento è lei a prendere in mano il gioco. Ricorda il nome della pizzeria, che prima erano stati a prendermi in stazione, rientravo da un corso di teatro in Calabria, e mi stupisce ricordando che quella sera indossavo dei pantaloni a scacchi bianchi e neri. In breve stavamo riesumando una sera vissuta quasi 20 anni prima. Come a comporre un puzzle, anche il viso di lei alla fine aveva preso una forma.
Dallo schizzo eravamo arrivati al dipinto. Una cosa, un’unica però l’avevo celata: la sua mano che in auto aveva preso la mia intrecciandone le dita come a costruire un cestino da pic-nic.
Senza pensare alla remota ipotesi che forse suo figlio aveva un padre e quel padre potesse essere pure un marito… il suo… ci eravamo accordati per rivederci a breve, magari con il tramite di Antonio.
Nella testa, ‘sto turbine di emozioni, erano andati a stuzzicare la mia parte new age, arrivando a convincermi che l’esserci rivisti dopo tutti questi anni in un posto dove in pratica eravamo presenti solo lei ed io, il ritrovarsi e riconoscersi in quel modo, era l’evidente segnale di un qualcosa che faticavo a confessarmi..
La guardavo ed avevo preso a fantasticare.
Ci eravamo quindi scambiati il cellulare con l’intento che ci saremmo sentiti a breve non prima però, con finta casualità, di aver accennato alla bandiera di Forza Italia parcheggiata in garage.
Lei si era immediatamente premurata di puntualizzare che era dei suoi genitori, rassicurandomi non poco, visto che con ragazze di Forza Italia, avevo sempre avuto seri problemi di erezione. A ben pensarci con una, solo con una riuscivo ad intrattenere rapporti soddisfacenti, … già..che stupido… ora ricordo, prediligeva il sesso anale….va un po’ a capire come funziona la nostra mente.

Per gettare un gavettone in testa agli amanti del “happy end”, mi rincresce dire le cose non sono andate però come prospettate. Nessuno ha mai chiamato l’altro, mai sentiti nemmeno per un saluto ma il peggio, che mi ero trovato al punto che il solo pensiero che potesse succedere qualcosa aveva messo a tacere il desiderio, come se il fatto di stazionare di fronte ad un ricco banchetto, potesse calmare la fame… e l’aveva fatto.

Ecco… a ‘sta malattia che nome si da?

 

ASPETTANDO LA GUERRA CIVILE

Ieri, seduto comodamente sul water, ho ripensato a quelle poche parole, decise, improvvise come le bestemmie al bar, accompagnate da voce maschia e quello sguardo da sempre fonte di ispirazione per Steven Seagal.
Ero stupito!..tutte rigorosamente in endecasillabo.
Sandrino, il poeta del PDL, aveva tuonato!
Se Silvio non verrà graziato, saremo alla GUERRA CIVILE
(questo aveva dichiarato e senza mai andare a capo…. proprio come i veri leader)
Dal canto suo, anche senza il suo apicella a tenergli alto il catetere, il vecchio, dopo essersi riallacciato il soprabito davanti ad una scuola media dalle parti di Arcore, saputa la sconvolgente notizia che la “grazia” non è un puttanone minorenne, aveva declinato la prospettiva.
Era chiaro, la GUERRA CIVILE sarebbe quindi arrivata!!
La tensione avvolgendomi, aveva fatto immaginare giornate a tinte fosche.
Immaginavo lì, in prima linea, ancora claudicante da un pompino andatole di traverso durante un’importante riunione dei capogruppo, ma che le aveva migliorato il timbro vocale, la deputata Bolzanina.
Accanto, puntuali come gli ospiti ad un’orgia, tutte le amazzoni con tacco12 giunte sul luogo degli scontri vestite solo le ginocchiere di ordinanza, consapevoli che fino ad ora, quello si era dimostrato il look più consono per ottenere i migliori risultati.
Con quelle calzature, sarebbero bastati quei 4/5 tombini piazzati appositamente sul loro cammino da “una certa parte della magistratura”, per togliere di mezzo le valorose.
In testa a questa truppa di raro fascino, il comando era stato assegnato alla Carfy, presente con un seno turgido e rubicondo appena rifatto lei, ex ministra delle “pere-opportunità”. Avrebbe issato sul pennone più alto il suo calendario MAX 2002. Se il nemico avesse attaccato dall’alto, avrebbe per prima abbattuto questa imperdibile pubblicazione gettando nella disperazione frotte di camionisti.
Maristella G. invece, laureatasi a pieni voti presso la sede Oxford Calabrese, da subito aveva spianato il suo plotone nelle vicinanze delle gallerie più importanti, per rispondere nell’immediato ad un’eventuale attacco a base di neutrini.
La bella Daniela, invece, che da quando il tasso di silicone nel suo corpo aveva raggiunto il 79% e stava quindi prendendo il sopravvento (non riusciva più nemmeno al alzare il dito medio, rimanendo quindi senza argomenti), si vedeva costretta nelle retrovie per essere eventualmente utilizzata come gommone in caso di fuga all’estero attraverso corsi d’acqua.

I dubbi svaporavano, la GUERRA CIVILE era vicina!!

A coordinare da dietro, un omone enorme molto intelligente, tal G. Ferrara. Da quando il datore di lavoro degli italiani aveva fatto preparare dalla sua servitù un’apposita legge per depenalizzare il falso “in bilancia”, poteva finalmente dichiarare un peso di 73 kg. senza essere preso per il culo anche all’estero.
(anche se lo ricordano per alcuni resoconti presi paro-paro dal Corriere Dei Piccoli, poi utilizzati dal sempre sobrio Mr Bush per l’invasione dell’Irak).
Disteso su materasso Permaflex e con cappuccio in testa mod. P2, l’inconfondibile Fabry Cicchitto, intento a cucirne modelli simili con foro all’altezza del cavo orale e mini tergi cristallo all’altezza degli occhi per proteggerli dagli schizzi durante le prove di selezione. Pare torneranno di moda per l’inverno 2013/14.

La preoccupazione è per Renato Brunetta. Non si vede, che non vuol dire non sia presente. Alcuni suoi detrattori, però, stanno facendo circolare la notizia che abbia aperto un locale di tendenza dove nel fine settimana si balla sotto i tavoli. All’ingresso un cartello:

FINO AL TERMINE DELLE OSTILITÀ, PER I “GUERRIERI DELLA DEMOCRAZIA”, SPRITZ EURO 1,80.

LA GUERRA CIVILE ci sarebbe stata! Sicuro!!

A non essere della partita, Umberto THE GENIUS, l’amico di sempre,

PER NON DIMENTICARE

PER NON DIMENTICARE

UN PO' DI MEMORIA NON GUASTA

UN PO’ DI MEMORIA NON GUASTA

impegnato da qualche mese con acqua e detersivo nella rimozione della scritta: ROMA LADRONA, da viadotti e piloni autostradali sostituendoli con la più attendibile: DIO C’È.
E DIO effettivamente con lui c’è stato ed ha pure fatto il miracolo.
Fancazzista fino all’età di 40 anni. Ha vagato con camice bianco in località turistiche spacciandosi per medico con l’intento di dare un paio di colpetti ad ingnare turiste della Baviera (e per questo il mio voto l’avrebbe pure avuto) arrivando ad organizzare una festa di laurea in medicina mai conseguita, che la moglie, ignara del tutto ed esageratamente permalosa, non doveva aver preso bene e prima del dolce l’aveva mandato affanculo.
ll miracolo assoluto: l’aver creato un partito, e come obiettivo principale quello di combattere proprio gente come lui.
Si narra che una notte di luna piena nel 1991, dopo un amplesso con una nigeriana ed un tentativo di pagarla in scudi, rinsavito, sia sceso in piazza a per manifestare contro se stesso. Nessuno del suo partito era presente, tutti impegnati nella finale di una gara di rutti.
Da anticlericale a clericale nel giro di una notte.
Era il 24 febbraio 2002.
Molti della base hanno ancora davanti agli occhi scene raccapriccianti. Presi alla sprovvista, si sono quasi strozzati cercando di inghiottire  bestemmie a metà strada. Si parla di 3500 ricoveri per soffocamento in un solo giorno.
Putroppo, quando le manette che negli anni ’90 i suddetti facevano tintinnare in parlamento, molti di loro se le sono trovate ai polsi e non risultando credibile la storia che stavano costruendo un enorme braccialetto porta fortuna, il partito si è quasi estinto.
Per quel che riguarda Roby Caldy, il dentista della lega, grande interprete della politica degli ultimi anni, neppure lui sarà della partita. Pare stia girando in tondo alla Ennio Doris, con la faccia di quello che ha inventato la penicellina ma non sappia cosa farsene, nell’intento di formulare un’altra geniale proposta politica dopo l’ultima legge elettorale.
Roby, ti aspettiamo ansiosi…ma prenditi i tuoi tempi.
Presenti solo alcuni assessori veneti, che giungeranno con pattini Roller Blade, dopo che una voce al telefono, simile a quella dell’ideologo Miglio, lo dichiarava imprescindibile per ottenere sto benedetto federalismo.
(co sta storia del federalismo non finiscono mai di prenderli per il culo)

Ma ormai non c’è più tempo, la GUERRA CIVILE è alle porte!!

Fortuna che, come da 20 anni a sta parte, a togliere le castagne dal fuoco, ci penseranno i portaborse da sempre più affidabili, i compl…gli amici del Partito Democratico, da un ventennio impegnati nello strenuo tentativo di estinguersi. Urlando il motto “quante olive nel martini??” tenterenno di tenere su di morale la truppa.
In fondo alla fila, sempre lui, il grande statista cintura nera di leggi ad personam con telecomando in mano pronto a coordinare spot pubblicitari e carneficina.

E’ deciso! La GUERRA CIVILE si farà…. se non piove!
(PS; ogni riferimento a fatti e persone, è frutto della fantasia di voi che li avete votati)